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AT&T crea gli abbonamenti business per iPhone | AT&T crea gli abbonamenti business per iPhone |
| Scritto da Fred J. Ferreri (Boston - USA) | |
| giovedì 24 gennaio 2008 | |
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Il big delle telecomunicazioni statunitensi rivela i costi dei nuovi abbonamenti creati per l'utenza business. Un nuovo mercato si apre per l'iPhone di casa Apple
Boston, USA - AT&T, il carrier esclusivo designato per la fornitura di connettività all'iPhone di casa Apple, lunedì scorso ha annunciato i particolari dei nuovi abbonamenti business per i proprietari di iPhone. La notizia giunge insieme ai rumors, non ancora confermati, del supporto a iPhone che IBM vorrebbe inserire in Lotus Notes, che comprende il suo sistema di messaging di livello enterprise, si legge sul New York Times. Riporta, invece, Triangle Business che IBM rilascerà una specifica versione del client email di Lotus Notes, specifica per iPhone, assieme ad una specifica versione di Lotus Symphony - una suite molto simile ad Office di Microsoft. Gli abbonamenti, fa notare il New York Times, costano comunque circa due volte e mezzo in più rispetto a quelli equivalenti per l'area consumer. Ferma restando la clausola della necessità di abbonamento di almeno due anni, la differenza più evidente tra le formule business e consumer è il diverso approccio ai servizi: mentre per l'impiego privato vi è un unico centro di costo, per l'uso commerciale si distingue tra voce e dati. L'impiego di un traffic cap, come d'abitudine, è stato in gran parte mantenuto: con 45 dollari al mese, ad esempio, AT&T consente l'invio di 200 SMS, mentre con 55 dollari al mese i messaggi inviabili diventano 1500. Se si pagano 65 dollari al mese, nessun limite al numero di messaggi inviati nel corso del mese. Tutte e tre le formule non pongono limiti per l'accesso ai dati. Accesso che, ricordiamo, avviene sulla rete di AT&T, che iPhone può impiegare esclusivamente in standard EDGE, benché sia in corso di ampliamento dell'infrastruttura a 3G/HSDPA. La pagina dei rate plans del sito di Apple è stata immediatamente aggiornata, con l'aggiunta di un'apposita linguetta contenente i riferimenti al sito di AT&T, dove il cliente business può trovare maggiori dettagli. Uno dei più importanti, scritti a caratteri minuscoli ma presente sulle condizioni d'uso, è il costo di 175 dollari da pagare all'operatore in caso di recesso anticipato. Dunque, un ingresso atteso ma prevedibile, che va a collocarsi in uno scenario ormai consolidato, sicura fonte di flussi di denaro e in grado, quindi, di portare altre cospicue quantità di dollari sia nelle casse di Apple che in quelle di AT&T. Fred J. Ferreri |
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