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Click fraud: il problema, la speculazione | Click fraud: il problema, la speculazione |
| Scritto da Alessandra Pallavicini Castelli (Milano - IT) | ||||
| lunedì 05 novembre 2007 | ||||
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Cliccare fraudolentemente sulle pubblicità per incassare denaro: un'attività certamente disonesta, che compromette la pulizia del sistema e, alla lunga, non paga e non pagherà. Punti di vista degli operatori, definizioni e riflessioni Milano - Se ne parla sempre più spesso e, di certo, già questo non è un buon segnale. Va di moda, indubbiamente, ricorrere agli artifici più disparati per cercare di spremere l'online advertising basato sul principio del Pay-per-Click attraverso azioni che, senza esitazione alcuna, possono definirsi fraudolente. Per chi non conosce appieno il meccanismo, funziona in questo modo: un sito espone un banner tramite un intermediario, come per esempio Google AdSense. Quest'ultimo retribuisce il sito pagando una determinata quota per ogni click che viene registrato su quell'annuncio. Tale quota è una frazione (minima) di un importo, molto più elevato, che il publisher paga all'intermediario in cambio del servizio di intermediazione e contestualizzazione. È fin troppo facile, nella disonesta mente umana, che scatti il meccanismo della frode: "clicco anche io - a mano o con l'ausilio di automatismi - sui miei annunci, tanto il publisher e l'intermediario non lo sanno, così incasso più soldi". Ovviamente, questo non dovrebbe accadere ma accade, e si studiano continuamente mezzi per prevenirlo, reprimerlo, circoscriverlo e, perché no, punirlo. Diamo subito la cattiva notizia, così ci togliamo il pensiero: persistere su questa via avrà, nel medio termine (che rischia di diventar breve termine), il poco gradevole effetto di far semplicemente decadere l'interesse dei publisher per gli intermediari che scelgono il Pay-per-Click come formula economica. Ed è ovvio: voi, per la vostra azienda, sapendo che il vostro intermediario vi fa spendere tanto in cambio di poco reale interesse per la vostra pubblicità, non fareste lo stesso? Certamente anche gli intermediari fanno del tutto per contrastare questa insulsa moda, che può essere impiegata, indifferentemente, sia per generare illecitamente introiti, sia scientemente, per fare cioè un banale e puerile dispetto al sito che pubblica annunci. |
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