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Area business
Comunicazioni unificate: escogitare una strategia | Comunicazioni unificate: escogitare una strategia |
| Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT) | |
| martedì 26 giugno 2007 | |
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Con questa tavola inauguriamo la categoria business della sezione Attualità, in cui verrà dato spazio a tematiche di interesse per chi opera in prima persona nelle varie aree tecnologiche. Questa volta parleremo, insieme a Techtarget.com, di strategie di unificazione delle comunicazioni. {mosgoogle right} Andrew R. Hickey, Senior News Writer di SearchVoIP.com, ci illustra con schiettezza ed arguzia le strategie da seguire per tendere all'unificazione delle comunicazioni in azienda, riferendo e sintetizzando i consigli di un esperto. Comunicazioni Unificate è un termine, infatti, che va ormai ben al di là del semplice "parlarne". Le aziende che da tempo sono centri di eccellenza nel campo quali Avaya, Cisco, IBM, Microsoft, Nortel, Siemens e alcune altre, offrono ormai molte possibilità di far convergere i processi di telecomunicazioni in un unico processo di business. Questo però non basta a molti attori della scena IT, che si chiedono come pesare costo ed effettiva necessità di tali soluzioni mentre contemporaneamente si chiedono come sviluppare un'efficace strategia di approccio. Alla Catalyst Conference 2007 di San Francisco il senior analyst Mark Cortner di Burton Group presenterà "IP PBX Vendors: aggiornamento sulle strategie di prodotto per le comunicazioni unificate" dove offrirà suggerimenti su come le grandi strutture devono pianificare la propria roadmap e al contempo scegliere quale vendor si adatta meglio alla loro vision complessiva di comunicazioni convergenti. "In genere si comincia dal migrare verso la telefonia IP, un centralino IP o una soluzione di posta vocale o messaggistica di nuova generazione", dice Cortner, facendo notare che i centralini tradizionali, per molte aziende, sono ormai alla fine del loro ciclo di vita e le tradizionali soluzioni di messaggistica richiedono ormai una migrazione verso un sistema meglio integrato e sinergico. La confusione inizia, comunque, sullo scegliere se avviare un progetto globale di unificazione o se dividerlo in fasi successive. La prima soluzione, dice Cortner, può funzionare bene per i piccoli o medi business, dove realizzare tutto insieme può non essere un problema. Per le grandi aziende, un upgrade alla telefonia IP insieme ad un generale processo di unificazione potrebbe creare serie difficoltà. Le comunicazioni unificate (d'ora in poi CU), per come sono oggi, comprendono almeno una dozzina di soluzioni create per aumentare l'accessibilità delle informazioni e collegarle bene insieme un un unico processo di business. Sotto l'ombrello CU ci sono, tra gli altri, strumenti come la messaggistica vocale, video, la teleconferenza, la messaggeria istantanea, la gestione della presenza ed il VoIP. "Avviare la migrazione con non più di una o due tecnologie CU contemporaneamente", suggerisce Cortner. Per molte aziedne, suggerisce, la telefonia su IP è ancora il mezzo più idoneo per affrontare il grande passo. Un'altra area dove le aziende faticano a pianificare o delineare una roadmap per le CU è nel determinarne i benefici. Qualche anno fa, molte aziende guardavano solo gli aspetti connessi ai vantaggi economici delle comunicazioni su IP (ad esempio il TCO, Total Cost of Ownership). Recentemente, invece, si guarda già di più a benefici apparentemente meno evidenti quali l'incremento della produttività e l'avvio di nuovi processi di business. Ancora, dice Cortner, il panorama CU confonde in quanto molti professionisti IT possono avere l'impressione di muoversi verso l'acquisizione un pacchetto di CU mentre in realtà hanno solo bisogno di muoversi verso una o due sole funzionalità che le CU offrono. Le aziende invece, nello specifico, devono assicurarsi che la roadmap di migrazione comprenda step importanti quali il controllo della disponibilità di standard aperti e collaudati come il protocollo SIP e il SIMPLE e di stare, invece, lontani da prodotti come l'H.323, ancora molto usato in molti apparati. "Dovreste tendere a richiedere che le vostre componenti telefoniche utilizzino il SIP", dice Cortner. "Non tutte le possibilità del SIP sono presenti in H.323". A perggiorare la confusione c'è la grande competizione tra i vendors che tentano di diventare fornitore globale per le CU in azienda. Con il gran numero di vendors in gioco, è importante assicurarsi dell'interoperabilità tra i vari componenti per garantire nel tempo l'investimento ed essere pronti alle future integrazioni. Le grandi aziende sono inoltre sconcertate nel decidere se sia meglio adottare un unico vendor strategico o se avviare dei mix di vendor che assicurino l'interoperabilità. Ad esempio, un'azienda potrebbe scegliere Cisco per la telefonia IP, la messaggistica fissa e mobile e per l'audioconferenza e preferire IBM o Microsoft per la posta elettronica, l'instant messaging e la conferenza via Web. "Quando iniziate ad esaminare le soluzioni, vi potete trovare sia a preferire un unico vendor strategico che a scegliere il meglio di ognuno", dice Cortner. In linea generale, le grandi aziende di solito un vendor strategico già lo hanno, e questo molto probabilmente tenterà di acquisire ulteriore spazio, oltre a quello di cui già dispone, proponendosi quale punto di riferimento anche per il segmento CU. L'approccio del vendor unico può divenire critico se la sua offerta spazia anche in aree dove altri vendor sono di pari valore o, spesso, superiore. Ricalcando l'esempio fatto sopra, Cisco, gigante del settore, ha offerte CU davvero valide e roadmap veramente aggressive nel mantenimento nel tempo del valore CU, ma potrebbe scontrarsi con altri giganti come IBM e Microsoft, in aree dove queste hanno i loro punti di forza. Trovarsi a dover mediare circostanze del genere può davvero essere compromettente nei confronti dei risultati operativi che si otterranno. Anche se molti vendor sembrano offrire prodotti che tendono verso le CU, c'è il rischio di trovarsi in impasse. "Idealmente", dice Cortner, "il protocollo SIP dovrebbe garantire di poter integrare tra loro i vendor A, B e C, ma la completa interoperabilità ancora è di là da venire". Dove Cisco ha delle roadmap CU basate su profonda conoscenza del settore, Avaya e Nortel comprendono invece le noie generate dal far convergere le comunicazioni. Microsoft e IBM, d'altro canto, hanno lunga esperienza in campi enterprise dove si parli di posta elettronica. Un buon punto di partenza per le aziende può essere il "considerare chi davvero ha prodotto i migliori risultati dal punto di vista dell'utilizzatore", dice Cortner, "e fino a che punto i vendor sono disposti ad integrarsi realmente". Se si ottengono processi globali di CU da un unico vendor, per contro, si avrà una integrazione più forte rispetto a quella ottenibile con più vendor che competono tra loro, oltretutto su piani diversi. |
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