• Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  

MVPNetwork

  
The Most Valuable Pages Network: informazione e formazione nelle tecnologie
mercoledì
8 set
 
Home arrow Attualità arrow Commenti arrow Google apre sito dedicato ai click non validi
 
Google apre sito dedicato ai click non validi
Scritto da MVPNetwork Staff   
lunedì 20 agosto 2007

Google

La grande diatriba dei click non validi sulle pubblicità Google AdSense spinge BigG ad aprire un sito di spiegazioni, orientamento e informazione.

 
 

Il problema dei click non validi generati sugli annunci AdSense di Google è una faccenda nota solo a chi li utilizza. Per i lettori, una breve spiegazione.

Chi ha un sito, con lo scopo di ottenere delle entrate derivanti dall'attività del sito, può utilizzare Google AdSense: si tratta di registrarsi, dare a Google tutti i dati di cui ha bisogno per trasferire denaro derivante dall'uso del servizio e inserire nel sito gli appositi pezzi di codice HTML che Google stesso suggerisce. Al resto pensa Google: un motore di contestualizzazione "legge" la pagina da cui viene chiamato, ne analizza i contenuti e, in linea di massima, riesce a "capirlo". Ciò gli permette di scegliere, nel proprio catalogo di inserzioni pubblicitarie, quelle che sono più legate concettualmente al contenuto della pagina, rendendo così più alta la possibilità che chi la legge sia anche interessato agli annunci e vi clicchi.

Il principio è sano e saldo, un po' meno lo è l'efficiacia del sistema contestuale: a volte, infatti, i contenuti dei siti non sono tali da condurre ad annunci realmente pertinenti. A quel punto, il sistema (su scelta dell'utente) non invia alcun annuncio, riempiendo eventualmente lo spazio con un colore a tinta unita, oppure invia annunci del c.d. "servizio pubblico": sono annunci di carattere generale, non legati a uno specifico argomento, che (sempre con il consenso dell'utente di AdSense) vengono inviati al posto di quelli contestuali.

Anche qui su MVPNetwork ne abbiamo fatto uso, a suo tempo, prima che qualche spiacevole circostanza indipendente dalla nostra volontà ne facesse disattivare il relativo account (Marco V. Principato ha scritto nel blog più di qualcosa al riguardo) e in realtà non sappiamo se riusciremo a riottenere l'accesso. Una sola cosa è certa: nel pieno e legittimo diritto di tutelare gli inserzionisti - ai quali certamente non piace pagare per annunci che non rendono nulla - Google deve agire in modo tale da limitare al massimo qualsiasi azione che possa in qualche modo ritenersi illegittima.

Tra queste certamente si annovera quella del cliccare a ripetizione sugli annunci del proprio stesso sito, con il fraudolento scopo di aumentare le entrate derivanti dalla pubblicazione degli annunci: da ciò emerge che il tipo di remunerazione offerto dal sistema AdSense è sostanzialmente un PPC (Pay Per Click, ovvero l'inserzionista paga per il solo fatto che l'annuncio sia stato cliccato).

Questa azione, qualora commessa volontariamente, è di sicuro da condannare: è perfettamente assimilabile ad un vero e proprio furto ai danni degli inserzionisti. Esistono però alcune altre circostanze, molto meno gestibili in modo automatico da parte di Google e sulle quali l'estensore di un sito non ha alcun controllo, che portano ugualmente i sistemi di vigilanza di Google a "scattare" e a considerare non validi i click ricevuti. Ad esempio: un click sullo stesso link dello stesso annuncio, fatto due o più volte nel giro di pochi secondi è evidentemente da considerare non valido: umanamente non ha molto senso.

Esiste poi il grande problema delle macchine infestate da botnet, virus, malware, spyware e ogni altro ben di Dio che può assumere comportamenti del tutto imprevedibili. Software di quel genere compie qualsiasi azione pur di rastrellare dati, cercare link di indirizzi e-mail, sottrarre password e altri comportamenti similari. Se capitano a tiro i banner di Google AdSense, l'estensore di un sito che vi si trovi suo malgrado coinvolto è veramente a rischio.

Purtroppo la politica di Google al riguardo, almeno fino a oggi, è sempre stata - giustamente, per alcuni aspetti - di scarsa tolleranza. Sulla conseguente disattivazione degli account vi sono fiumi di parole in rete e sulla cui liceità e coerenza si può discutere per mesi senza arrivare ad alcuna conclusione. Sul piano pratico, tuttavia, c'è senz'altro da dire che le scelte di Google non sono certo le uniche che possano tutelare gli inserzionisti.

Si potrebbe, infatti, adottare già a livello contrattuale una politica più tollerante nei confronti della "esistenza in vita" degli account AdSense pur senza riconoscere alcuna validità economica ai click non validi. Questo eviterebbe che sporadici episodi di vero e proprio "vandalismo telematico" possano compromettere l'esistenza di un rapporto che, magari, ha invece dato frutti degni di rispetto. Darebbe anche modo a chi ha il sito di bloccare sul nascere le connessioni da parte di determinati indirizzi, almeno per un certo lasso di tempo, che abbiano dimostrato ripetutamente di essere la fonte dei problemi. Insomma, ci sono molte, moltissime contestazioni che gli utenti avviano verso Google per essersi visti disattivare l'account AdSense, pur non avendo commesso alcuna azione fraudolenta, almeno in prima persona.

Sembra proprio che Google non sia rimasto del tutto insensibile alla mole di proteste e abbia dato qualche segno di apertura: PCWorld, infatti, nei giorni scorsi ha segnalato l'avvio di un sito specifico (purtroppo in lingua inglese, per ora) che Google ha lanciato con lo scopo di affrontare, in ogni caso, pubblicamente l'argomento. E' intitolato "Ad Traffic Quality Resource Center" (Centro di risorse per la qualità del traffico pubblicitario) e di certo non permette, sia chiaro, di percorrere vie "abbreviate" per riattivare account sospesi; offre, però, almeno in questa fase iniziale, spunti di lettura, documentazioni e riferimenti attraverso i quali si possono comprendere più a fondo i meccanismi adottati da BigG per la gestione del traffico pubblicitario.

L'articolo di PCWorld apre con un "Google ha rilasciato un sito di risorse incentrato sullo spinoso problema dei click non validi, che molti considerano una potenziale minaccia alla principale fonte di reddito dell'azienda: la pubblicità Pay Per Click".

Va detto che quando si parla di inserzionisti, non si parla solo di piccole/medie imprese o privati: su Google fanno pubblicità anche colossi economici che hanno una certa voce in capitolo, se dichiarano di star pagando per nulla. Ciò espone Google ad essere bersagliato da azioni legali che, a seconda della bravura degli avvocati delle controparti, possono sfilargli dalle tasche svariati "paperoniani" sacchi di denaro. Di qui la scarsissima tolleranza che, tuttavia, non convince molte persone, compresi noi - prescindendo da quanto accaduto al nostro account.

Sarebbe molto meno oneroso, ad avviso di molti publisher, abbattere le proprie scuri sul semplice "non ti pago i click perché non erano validi" piuttosto che "ti caccio via del tutto", specie se si tratta di fatti episodici e correlati ad account che, in tempi immediatamente precedenti, non abbiano dato alcun segno di squilibrio e abbiano prodotto anche incassi degni di nota.

Non resta che attendere e osservare, collegandosi all'apposito sito, l'evolversi della situazione.

 

Condividere questa pagina su:
Digg!Segnala su Segnalo.com!Segnala su OK Notizie!Del.icio.us!Google!Live!Technorati!Furl!Yahoo!
 

 
 

In attualità

Novità che si aggiungono giorno per giorno alle varie suite del gigante delle ricerche. Stavolta vengono migliorate alcune prestazioni in DOCS e sulla ricerca documenti. Presentato anche un filmato sullo sviluppo


Se Apple corre perché il 3G preme forte su iPhone, Nokia di certo non dorme. Aleggia sempre più nell'aria il Tube di Nokia, un telefono multimediale touch che dovrebbe avere le carte in regola per competere con il melafonino


Ieri e l'altro ieri sono state due brutte giornate. Due giornate trascorse a cercar di capire un problema, difficile da individuare. Una sfida per l'informatico che è in me, sulla quale non riesco a darmi per vinto e non andare a fondo


 
 

Google Immagini


Immagini tra i volti:


Immagini nelle news: