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Identificativo chiamante: paese che vai...
Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
lunedì 02 luglio 2007

Display per ID chiamante

Sistemi telefonici: cosa accade nel mondo, con l'identificativo chiamante, e cosa (non) accade in Italia. Piccole riflessioni.

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Ieri Dario D'Elia di Punto Informatico ha pubblicato una divertente notizia intitolata "Spoofi una chiamata? Allora paghi". Ci fa sorridere, perché ci illustra davvero come l'assolutismo mentale e il contemporaneo impiego di ampi e spessi paraocchi da parte dei legislatori americani possa arrivare a limiti davvero comici: noi italiani (con tutti i nostri difetti), molto probabilmente, una cosa del genere non l'avremmo mai fatta. Ma non perché riteniamo una simile decisione priva di fondamento giuridico, tutt'altro: semplicemente perché siamo molto più "lesti" dei nostri confratelli d'oltreoceano ad assimilare i nostri fondamenti giuridici, radicati a fondo fin nel diritto romano di svariati secoli or sono, collegandoli anche a fatti contemporanei, tecnici e moderni, pur se lungi dall'esistere ai tempi dei sette colli di Roma. A volte anche con un po' troppa... intraprendenza, ma almeno lo facciamo. Questo è uno dei motivi, forse tra quelli predominanti, per cui gli americani ci amano alla follia.

Il fatto

Dice Dario D'Elia: "La celerità legislativa del Senato statunitense nel far fronte ai nuovi techno-pericoli è a dir poco commovente. A decenni dall'avvento del phreaking, mercoledì scorso il Senate Committee on Commerce, Science, and Transportation ha approvato una legge che ha trasformato in crimine l'alterazione del caller ID - ovvero l'identificativo del chiamante".

Sorbole, che velocità. Che grande, la democrazia americana.

Continua l'articolo di Dario: "Il caller-ID fornisce informazioni importanti a quelli che vi si relazionano", ha dichiarato il senatore Ted Stevens in un comunicato ufficiale. "Comunque, quando questa tecnologia è utilizzata per ingannare le persone può mettere a rischio la privacy e la sicurezza personale. Questa legge aiuterà a rafforzare la capacità d'azione della FCC e cercherà di far fronte a queste pratiche disoneste".

Ma noo: se ne sono accorti. Grazie Dario e grazie Punto Informatico, per averci dato questo scorcio di vita democratica e legislativa americana. E' bene che la gente sappia cosa accade altrove a confronto con il nostro sistema legislativo. Ma, senza vergogna alcuna, colgo lo spunto gentilmente offerto da PI per andare a ficcanasare un po' in rete.

Googling around, ovvero: vediamo un po' su Google...

Non ci vuole moltissimo impegno, pur riconoscendo che la ricerca, specie per chi non ha confidenza con l'anglo-americano tecnico, potrebbe essere tutt'altro che facile, per trovare delle attualissime contraddizioni allo sventagliato provvedimento americano. Proviamo a lanciare questa ricerca su Google.

Chi l'ha appena fatto, nell'altra finestra vedrà diversi risultati e, molto probabilmente, dirà: "che è 'sta roba? Io non ci capisco niente".

Eh, eh. Lo credo bene. Ma (fortunatamente o sfortunatamente non lo so, lo lascio decidere ai lettori), ci siamo qua noi che sbraitiamo in rete e ci divertiamo a pestare sulle tastiere. Non ho "peli sulla lingua", non ho coinvolgimenti o interessi di nessun genere, sono una persona che guarda alla tecnologia pura e gode nel condividere le proprie conclusioni con il pubblico.

Dalle parti del quarto o quinto risultato della pagina di ricerca che avete aperto nell'altra finestra c'è un sito: Anonymous Calling Service, regolarmente americano. Cliccateci. Vi si aprirà un professionalissimo sito, con tanto di menù in Flash. Dove viene venduto il servizio omonimo, che poi tanto anonimo non è: infatti, tra le peculiari caratteristiche indicate nel riquadro "How it works" (Come funziona), dice:

  • Chiamate il nostro "numero verde"
  • Digitate il vostro PIN
  • Digitate il numero da chiamare
  • Digitate l'identificativo chiamante desiderato

Conclusioni

Mumble, mumble. Sogno o son desto? No, non sto sognando, è tutto vero. Se mi compro quel servizio, posso infilarci dentro l'identificativo chiamante che più mi garba. Wow. Ma potrò comprarlo? Sembra di sì, perché:

  1. le FAQ, alla voce "Who may sign up for Covert Card?" (chi può acquistare la Covert Card) si dice: "Il nostro target è costituito da, ma non limitato a, investigatori privati, avvocati, eccetera."
  2. osservando i "Terms of Use" (Condizioni d'uso) al punto 2 - unico che potrebbe essere un freno - si recita che il servizio deve essere utilizzato per soli scopi legali.

Anime candide! Forse al Senate Committee on Commerce, Science, and Transportation questo sito è sfuggito? Chi mi vieta (a parte il senso civico, i saldi principi morali e la legge) di spendere 50 dollari, specialmente con una VISA ricaricabile anonima, dare dati falsi tramite un bel proxy anonimo, comprarmi la versione internazionale da 60 minuti e telefonare a chi mi pare facendo sembrare che chi chiama è il centralino della Presidenza della Repubblica Italiana?

Tutto questo per giungere a due conclusioni:

  • In Italia una cosa del genere sarebbe "implicitamente" vietata: come minimo ti affibbiano sostituzione di persona, manomissione di servizio pubblico e quant'altro un buon penalista saprebbe individuare senza difficoltà. Imparate, cugini americani, dal nostro diritto.
  • Guardando alla tecnologia pura, perché non consentire, in ambito strettamente controllato e circoscritto alla più assoluta legittimità, l'uso di un identificativo chiamante non necessariamente coincidente con il numero da cui chiamo? Per esempio, far comparire il numero del mio cellulare? Ad esempio per non far sapere che sto a casa?

Circa quest'ultimo punto, ci ritorneremo sopra, ma vi lascio la sorpresa e non vi anticipo nulla. Per il resto, non possiamo che riflettere sulle varie forme di democrazia del mondo!

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