| Internet sta cambiando ruolo |
| Scritto da MVPNetwork Staff | |
| lunedì 20 agosto 2007 | |
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Un interessante studio, sintetizzato da Ars Technica, illustra il cambiamento di ruolo che la rete Internet sta vivendo, con espliciti riferimenti ai cambi d'abitudine delle persone. Internet sta gradualmente spostando il centro della propria attività da strumento di comunicazione a mezzo di recapito di contenuti. E' quanto emerge da uno studio, pubblicato da Ars Technica, secondo cui le persone oggi trascorrono più tempo in rete per apprendere novità e leggere notizie aggiornate di quanto non sia mai accaduto finora; questo emerge dai dati presentati dalla Online Publishers Association e da Nielsen/NetRatings. Esse hanno infatti pubblicato il loro IAI (Internet Activity Index, indice di attività di Internet), uno studio durato quattro anni che analizza usi e costumi della gente circa il commercio elettronico, le comunicazioni, i contenuti e le ricerche online nel tempo. E, mentre e-commerce e comunicazioni sono ancora diffusissime, lettura e visione di contenuti hanno fatto un vero balzo tra il 2003 e oggi. Secondo l'OPA (Online Publisher Association), circa il 34% del tempo degli utenti di Internet è stato usato per leggere contenuti nel 2003 - all'epoca, i contenuti restavano in secondo piano rispetto al 46% del tempo utilizzato per comunicare. Ma a Maggio 2007, l'OPA ha riportato che questi numeri si sono praticamente invertiti: ora i contenuti vengono seguiti per il 47% del tempo online e la comunicazione è scesa al 33%. "L'IAI ha identificato un trend molto importante, significativo e continuativo su come gli utenti impiegano il tempo trascorso online", ha detto il presidente di OPA, Pam Horan in un comunicato. "L'indice segnala che, negli ultimi 4 anni, il ruolo di internet si è gradualmente spostato dall'essere fondamentalmente mezzo di comunicazione verso l'essere più un mezzo di informazione".
Secondo Horan, questo importante cambiamento trae origine dalla transizione verso il mondo online di attività tipicamente relegate in quello offline, come la lettura di notizie, di elenchi di programmi TV o di programmazioni cinematografiche, recensioni di film, informazioni sulle condizioni meteorologiche, eccetera. "I siti di qualità, con contenuti aggiornati di frequente, stanno vivendo momenti di grande traffico, con picchi dislocati nei momenti di rilascio di notizie importanti; traffico che resta comunque consistente, anche dopo gli eventi. Notizie di portata mondiale come quelle sull'uragano Katrina e altri eventi stagionali di alto profilo stanno evidenziano la notevole propensione degli utenti ad informarsene online", ha detto.
I contenuti video e il social networking hanno anch'essi il loro ruolo, dice il rapporto, nel portare traffico e tenere gli utenti incollati ai siti per guardare e comunicare. Ma, un attimo: il "social networking" viene considerato "comunicazione"? Be', sì, ma non secondo il punto di vista di OPA, che sembra considerare "comunicazione" solo la posta elettronica. L'instant messaging viene considerato "contenuto", secondo OPA, il che può anche spiegare la sua larga diffusione negli ultimi tempi. "L'IM (Instant Messaging) è un mezzo per comunicare più efficiente della posta elettronica", dice il rapporto. E aggiunge Ars Technica: "Thank you, Captain Obvious." (Grazie, Capitan Ovvio)... Tuttavia sembra che la popolarità della e-mail non stia del tutto calando, ma piuttosto stia semplicemente salendo la domanda di contenuti. Il redattore dell'articolo di Ars Technica sullo studio in questione confessa e chiude con una battuta: "Io e i miei colleghi trascorriamo più tempo online di quanto non si sia fatto finora, cecando mappe stradali e indicazioni di percorsi, guardando elenchi di film, leggendo riviste, notizie e blog e creando nostri contenuti. Se tanto mi da tanto, il nostro tempo di usufrutto di contenuti in confronto alla posta elettronica è sfacciatamente in favore del primo, anche se oggi, incidentalmente, forse spediamo più email di prima. Man mano che l'accesso a Internet diventa più facile e più diffuso, sarà probabile che si assista un ulteriore incremento di questa tendenza, con lo spostarsi al mondo online di un sempre maggiore numero di attività. Chissà cosa accadrebbe se ci fosse la possibilità di collegare direttamente il nostro cervello in Wi-Fi...". |
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