| Paese che vai, posizione sul VoIP che trovi... |
| Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT) | |
| domenica 24 giugno 2007 | |
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Gironzolando su qualche notizia meno recente, ne sono uscite due che danno bene l'idea di come si pongono paesi differenti nei confronti del nuovo business emergente: il VoIP. {mosgoogle right} A volte fa bene anche riguardarsi le news un po' più vecchie: scavando nei feed-ricerca di RSS-Bandit alla voce "VOIP" me ne sono uscite due, degne di nota. La prima ha origine da un blog ed è datata 18 Giugno, riportata anche da BlogVoip. E' di uno studente che si fa chiamare Cheetah-Freak. Con un inglese davvero poco fluente, il nostro amico dice: "Giorno per giorno, la popolarità di software VoIP come Skype e Gtalk cresce. Invece di aiutare nello sviluppo, il governo indiano ha fatto obiezioni all'uso del VoIP e sostiene che viola alcune leggi, pertanto dovrà essere abolito. L'India è solo recentemente riuscita ad utilizzarlo dopo il Vietnam e alcuni altri paesi, principalmente in Asia. In qualche modo trovo quest'orientamento del governo molto strano. Il VoIP è una tecnologia brillante e dovrebbe essere sostenuto. (A mio avviso, n.d.t.) invece il governo sta solo cercando di contrastarlo perché sottrae incassi alla BSNL (il monopolista telefonico indiano, n.d.t.) in quanto è gratuito". Continuando a ravanare in RSS-Bandit, esce fuori un'altra notizia, in perfetto italiano stavolta, che m'era sfuggita: proviene da Techtarget, non è neanche tanto anziana (24 Maggio) e questo è il link all'articolo; ma la riporto in color verde per comodità di chi legge: Tre milioni di clienti VoIp in due anni. E' questo l'obiettivo dichiarato di Telecom Italia, nelle parole di Massimo Intorrella, Market Innovation Director, intervenuto questa mattina al 6° Wireless & Media Summit organizzato da Il Sole 24 Ore. Ohi, ohi. A parte che, se "apre un nuovo marketplace per veicolare nuovi contenuti", allora Mr. Brendan Peo aveva ragione, quando qui sul sito fu data questa notizia. Paese che vai, posizione che trovi. Forse noi questa fase l'abbiamo superata: avrei giurato, fino a pochissimi anni fa, che una posizione come quella del governo indiano avrebbe calzato a quello italiano come un paio di guanti su misura. Invece, la formicolante India, patria di culture che si perdono nei millenni, ha fatto adesso quel che noi italioti avremmo forse fatto tre o quattro anni fa. Be': riconsoliamoci. Peraltro, come ho già segnalato in qualche altra parte del sito, Telecom Italia è pronta da un pezzo: basta guardare il sito di Telecom Italia San Marino. Chissà perché, però, si decide solo adesso. Facciamo finta di non capirlo anche stavolta. |
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