| Riflessioni sul P2P e conseguenze |
| Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT) | ||||
| giovedì 31 maggio 2007 | ||||
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Ieri Punto Informatico ha pubblicato un commento di Giorgio Faranda sulla diffusione dei dati personali mediante P2P. La cosa deve far riflettere molto più attentamente di quanto si pensi. {mosgoogle right} Leggendo l'articolo di Giorgio Faranda, specialmente la seconda pagina, personalmente ritengo che si debba riflettere davvero con attenzione su comportamenti in proposito dei quali sorprende la quantità di persone che tutto fa fuorché farci attenzione. Non posso fare a meno di pensare a un familiare, un simpatico ragazzo di vent'anni che, manco a dirlo, utilizza (anche) E-mule. Sa bene che può contare su di me se il suo computer ha problemi. Qualche tempo fa, in seguito a un errore troppo invadente che gli ha impedito di utilizzare il computer (diciamo che aveva... rimosso qualche file di troppo), ha chiesto il mio aiuto. Per insegnargli che... le mani vanno tenute a posto, se non si è certi di quel che si fa, mi sono limitato a reinstallargli il sistema operativo e tutti i driver (stampante, webcam, audio, ecc.). Quindi, l'ho "ammonito": «Caro, » - gli ho detto - «hai di nuovo una base sicura da cui partire. Ora tirati su le manicucce della camicia e reinstalla tutto quel che ti serve. Siccome so benissimo cosa usi, oltre alle applicazioni per così dire "sicure", ti avverto:
Lascio immaginare ai lettori la risposta al punto 3... "Messenger? Nooo! Ma come faccio, tutti lo adoperano, e poi che faccio, dico agli altri di cambiare programma, lo usa tutto il mondo, ma che mi può succedere, non mi puoi dire questo, ce l'hai con me, non è giusto" ... mi fermo, tanto avete capito. Eppure è recente, diamine, l'ennesima notizia di rischio connessa con quella diavoleria. Ma il fascino (accuratamente studiato a tavolino dagli estensori, sia chiaro: non è un caso) che esercita sui giovani è talmente forte che li porta a ignorare del tutto il rischio a cui li espone. Perché ho riflettuto ad alta voce su questo? Semplicissimo: perché lo stesso identico fascino è esercitato da E-mule. Sorvoliamo sui rischi più propriamente tecnici, anzi, telematici, connessi con l'uso di un programma di Sharing. Io stesso lo uso, confesso: non per scopi illegittimi, ovviamente, ma perché a volte si riescono a scaricare driver, documenti e informazioni che in Internet è più difficile trovare: per esempio, i driver Pinnacle Micro si scaricano in Internet dopo molti passaggi di autenticazione, digitazione di numeri di serie, email eccetera - numeri che ho ufficialmente, in quanto sono cliente - mentre su E-mule sono disponibili con... meno storie. Lo faccio girare, però, su un PC dedicato (vecchio ma utile), dove c'è solo E-mule, non in rete con gli altri computer che ho. Chi non ha un PC da dedicarci, farebbe bene a utilizzare un programma di virtualizzazione come VMWare o Microsoft Virtual PC, che salvano parecchio. |
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