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Vodafone preoccupata per la mancanza di 3G su iPhone
Scritto da MVPNetwork Staff   
sabato 21 luglio 2007

iPhone

Il grande gestore europeo BigV - aka Vodafone - esprime le sue preoccupazioni per l'assenza di una modalità almeno 3G dal nuovo nato di casa Apple.

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Come era facile immaginare, una volta conquistato il mercato americano e visto il successo - si potrebbe dire anche oltre quello realmente meritato - ottenuto presso il pubblico statunitense, i grandi gestori guardano all'iPhone con occhio critico e dubbio, mentre pensano alla sua introduzione nel mercato europeo.

Va tenuto presente, infatti, che nel mercato americano l'uso di cellulari basati su SIM card e con la capacità di collegarsi ad Internet è faccenda molto più recente di quanto non lo sia per l'Europa. Qui da noi, il sistema ETACS è praticamente scomparso, anche in virtù della scarsissima affidabilità in termini di sicurezza contro le clonazioni, mentre il fratello americano dell'ETACS, l'AMPS, è ancora vivo e vegeto e conta diverse centinaia di migliaia di abbonati.

Solo pochi anni fa in America le Telcos hanno iniziato ad installare "ripetitori" GSM, operanti su 850 MHz (anziché 900, come qui da noi, che in USA è una frequenza militare) e, più recentemente, a 1900 MHz (anzichè a 1800, per lo stesso motivo). Di qui la necessità di cellulari GSM quad-band per chi viaggia.

Di UMTS in America se ne sta iniziando a far uso poco più che sperimentale praticamente adesso: questo link della Cache di Google mostra l'annuncio di Cingular Networks che illustra l'intenzione di avviare una rete UMTS nel 2005 - mentre qui da noi, l'UMTS è iniziato nel 2001 per avere poi il boom nel 2003/2004, con l'uscita sul mercato di 3 (H3G) - era quindi ragionevole aspettarsi che sull'iPhone non venisse investito un centesimo per farne una versione 3G, dovendo considerare già un miracolo la presenza in USA dell'EDGE.

Di qui le preoccupazioni di Vodafone, rilasciate a Londra, circa l'introduzione dell'iPhone così com'è nel mercato europeo: "è senz'altro un ottimo apparecchio, tutto riconfigurabile via software, ma siamo molto preoccupati per la sua incapacità di collegarsi a qualsiasi network 3G o, meglio, HSDPA; si tratta di una opportunità che riteniamo non possa mancare", dice il comunicato stampa.

"Ogni prodotto, ogni alternativa, ogni scelta qui ha un prezzo e noi dobbiamo restare consapevoli di cosa facciamo per i nostri clienti e i nostri azionisti", continua Vodafone. Gli analisti del settore ritengono infatti che Vodafone sia la più indicata per essere un distributore esclusivo di livello paneuropeo per la diffusione degli iPhone, che per ora sono volati via dagli scaffali negli Stati Uniti ma, all'atto dell'approdo in Europa, saranno un osso duro in quanto Apple ha l'abitudine di essere una pessima controparte in fase negoziale e ama dettare condizioni.

Apple, i cui iPhone lavorano sul più lento standard 2.5G in USA, non sembra granché aperta a soluzioni 3G per l'iPhone almeno fino a Marzo 2008, riferiscono gli studi di mercato compiuti dagli analisti. Nello stesso tempo, va ricordato che in Europa Vodafone ha investito cifre da capogiro nella propria rete per renderla tutta 3G e, più recentemente, HSDPA.

L'iPhone, per ricordarlo a chi non lo sa, può essere definito come un iPod a cui siano stati aggiunti un cellulare 2.5G, un video player, un browser Web e alcuni altri programmi tipici di un PC in un unico apparecchio touch screen. Il suo ingresso sul mercato, preceduto da vere e proprie fanfare mediatiche, ha provocato il totale delirio nei clienti.

Non ci resta che seguire le novità, ma le indicazioni più ragionevoli sono quelle che dicono di restare calmi, riflessivi e ponderosi: attualmente, rispetto a un neanche troppo costoso cellulare HSDPA, un'iPhone così com'è ora rappresenterebbe un salto indietro di due generazioni.

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