| Alimentazione a idrogeno per i droni a largo raggio |
| Scritto da MVPNetwork Staff | |
| venerdì 05 ottobre 2007 | |
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L'impiego di DRONI (velivoli radiocomandati privi di pilota), è all'attenzione dei media ormai da parecchio: ora, addirittura si passa all'alimentazione a idrogeno per aumentare l'autonomia e non inquinare. Lo U.S. Special Operations Command ha deciso di diventare "verde", con l'acquisto del suo nuovo robo-aeroplano alimentato a idrogeno che può raggiungere la stratosfera e fluttuarvi fino a 5 volte al giorno. Il Global Observer, tecnicamente detto high-altitude long endurance (HALE) costerà 57 milioni di dollari per il primo esemplare; ne sono previsti altri due per 108 milioni. Il drone, detto anche unmanned aircraft system (UAS), è alimentato da un motore a idrogeno progettato da AeroVironment, che aveva già testato un modello di dimensioni più ridotte in una simulazione, svoltasi in una camera in grado di simulare un'altitudine di oltre 19000 metri. Il ruolo degli UAS sarà quello di fornire ripetizione radio, sensori remoti, TV ad alta definizione e servizi di terza generazione voce, video e dati utilizzando tecnologie già disponibili, secondo il costruttore.
Il drone dovrebbe essere sviluppato entro due anni, se le sovvenzioni governative lo consentiranno. Il Global Observer, con la sua "persistente, globale capacità di posizionarsi nella stratosfera" (PDF), significherà un ulteriore "occhio nel cielo" ma le applicazioni non sono limitate al settore difesa. Sicurezza a livello terrestre, tracciamento di perturbazioni, monitoraggio delle condizioni meteorologiche, rivelazione incendi, mappatura, monitoraggio ambientale non sono che alcune delle possibili applicazioni. |
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