| Il nuovo prodotto di Amazon: il suo Data Center |
| Scritto da Alessandra Pallavicini Castelli (Milano - IT) | |
| lunedì 04 febbraio 2008 | |
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L'idea di Amazon è di fare del suo Data Center un prodotto, un servizio che vuole svincolare la clientela dai più tediosi e gravosi compiti, tra cui quello di tenere aggiornato hardware e software. Ci riesce? Sembra di si
Milano - La critica si è espressa negativamente quando Amazon.com, nel 1998, ha espanso le proprie prospettive allargandole dai libri verso il mercato musicale. Altrettanto è accaduto quando nel 2000 ha consentito ai competitor di vendere articoli del proprio catalogo. Ma ha dimostrato in entrambi i casi che le critiche non avevano fondamento, apre Wired sull'argomento. Prepariamoci, perché forse assisteremo a un terzo botta-e-risposta: Amazon ora vende storage, potenza di calcolo e ogni altro genere di servizi da data center, abitualmente esistenti dietro le quinte della scena IT. Amazon Web Services, questo il nome del business, il cui sito si presenta: "Amazon Web Services offre agli sviluppatori accesso diretto alla solida tecnologia Amazon. Sviluppare sulla suite di servizi di Amazon significa sostenere e migliorare le vostre applicazioni. Pensiamo noi ad innovare per voi, così che voi possiate occuparvi di innovare per i vostri clienti. Scorrete tutte le soluzioni per sviluppatori nel nostro Solutions Catalog per conoscerne tutte le possibilità!". Non si tratta certo dell'unico player: James Staten, analista di Forrester Research, precisa che Akamai, Enki e Terremark offrono anch'esse almeno una buona parte dei Web Services che Amazon sta offrendo. Su altri versanti sono, invece, aziende del calibro di IBM e Sun Microsystems, che offrono servizi molto più costosi perché indirizzati a grandi business. Anche Microsoft e Google si ritiene stiano lavorando a progetti di servizi simili a quelli di Amazon. "Il punto di forza è lo stile utility-billing", dice Staten. Invece, "la maggior parte dei competitor vogliono un contratto e quote minime di pagamento". È comunque innegabile che si stia avviando un altro meccanismo forte, con dietro un'azienda altrettanto forte, in un momento di grande rumore mediatico che senz'altro ci regalerà sorprese. Alessandra Pallavicini Castelli |
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