| SceneCaster: creazione e condivisione di media 3D per le masse |
| Scritto da MVPNetwork Staff | |
| martedì 25 settembre 2007 | |
|
Sta per partire un nuovo modo di arrichire l'esperienza in rete: SceneCaster, il sito dove il 3D interattivo prende forma e si condivide. Fino ad oggi il 3D[?] non è stato protagonista del cosiddetto social Web, rimanendo confinato agli ambienti di realtà virtuale come Second Life. Entra però ora in scena SceneCaster, che partirà in occasione del DEMOfall 07 questa settimana: esso riprende il concetto di Flickr e YouTube, che essi hanno ben applicato al mondo del Web 2.0 e vi applica il concetto del 3D. Lo si può definire contenuto ‘user modified’, dice Mark Zohar, fondatore e senior vice president di SceneCaster. “Non siamo un mondo virtuale come Second Life, ma piuttosto siamo simili ai media sociali”. Zohar ha dichiarato che l'obbiettivo è creare ben più di un semplice mercato di massa per i contenuti 3D.
SceneCaster è integrato con Google 3D Warehouse e presenta anche altri cataloghi di oggetti 3D, oltre a supportare vari formati. Esso consente agli utenti di condividere delle scene attraverso Flickr, quindi modificare e creare nuove scene all'interno di Facebook. Vi è anche un componente di e-commerce, con risultati da eBay e da Amazon che compaiono in una scena. Per esempio, selezionando un oggetto sedia, in una diversa finestra compariranno risultati di e-commerce legati all'oggetto. Zohar si attende che presto chi vende su eBay e altri siti simili crei le proprie showroom 3D con cataloghi ed esposizioni. Gli utilizzatori potranno prendere nota di oggetti preferiti, esportare le scene in altri formati 3D, Google Earth, Flash e altre piattaforme per blog. Gli oggetti, tramite metadati[?], potranno avere una sorta di intelligenza che ne definisce il comportamento nell'ambito di una scena. La tecnologia alle spalle di tutto questo è stata derivata dalla View 22’s Immersiv 3D Web platform e, al momento, gira solo su piattaofrma Windows. ZDNet ha chiesto a Zohar cosa dovrebbe spingere le persone a creare oggetti e scene 3D al fine di creare un mercato di massa di tali contenuti, pur tenendo conto che la maggior parte degli utenti si comportano da "osservatori" piuttosto che da creatori di contenuti. Non è così limitato o "di massa" come lo scattare una foto, riprendere un video e postarlo su uno delle dozzine di siti di media sharing, corredarlo di tag e sfruttarlo sui siti di social web. Inoltre, al momento SceneCaster sta ben alla larga da monete virtuali o altri scambi di beni.
L'audience iniziale sarà costituita da professionisti del 3D e dai professionisti di Google SketchUp: saranno loro a creare i contenuti che potranno essere usati inizialmente su SceneCaster. In seconda battuta arriveranno artisti, che esprimeranno il meglio della loro arte Web-based. In seguito Zohar sostiene che l'azienda sta mirando a decoratori, ristrutturatori e rimodellatori. Per esempio, SceneCaster sta lavorando con la American Society of Interior Designers. L'azienda si aspetta di generare incassi dalla pubblicità contestuale, da quella specifica di marchio (piazzato nelle scene), da sponsor e transazioni di e-commerce. Per avviare il meccanismo SceneCaster ha stretto accordi con partner come Commission Junction, eBates, Kohler, iStockPhoto, SmartFurniture.com, Wolfgang’s Vault e ZeroFootprint. Sta anche pensando di concedere in licenza la propria piattaforma ad altri commercianti. SceneCaster è stata concepita come un ambiente estremamente collaborativo e un ecosistema in perfetto equilibrio per l'ambiente 3D. Le migliorie future vedranno possibilità come il poter convertire in 3D una normale foto, effettuare rendering[?] e preparazione di materiali per le scene, riferisce Zohar. Sarà interessante vedere se SceneCaster potrà raggiungere quantità e qualità di contenuti 3D a livello di ciò che hanno raggiunto siti come Flickr o YouTube per foto e video. |
| Flash |
| Attualità |
| Tecnocronaca |
| Didattica |
| Didattica 2 |
| Hobby |
| Download |
| RSS |
| Ricerca avanzata nel sito |
Immagini tra i volti:
Immagini nelle news: