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Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
domenica 25 novembre 2007

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Qualcuno avra' gia' capito dal titolo: un piccolo refresh, per chi si ricorda quel giorno in cui le lettere "PC" diventarono il simbolo di quel che oggi hanno piu' o meno tutti.

 
 

Chi si ricorda quel giorno? Era il 12 Agosto 1981: una data memorabile, in cui IBM lanciava sul mercato il famoso "IBM Personal Computer". Non c'era Internet o, meglio, c'era nelle menti, ben lungi dall'essere quello che è oggi. La porta seriale e la porta parallela erano delle schede aggiuntive, a lunghezza intera. Porte USB, Firewire e VGA erano solo nella mente di Dio. L'hard disk, o Winchester, come lo conosciamo oggi, assolutamente non esisteva per il PC. Si utilizzavano solo floppy, da 5 pollici e 1/4. Ed era fortunato chi poteva permettersi di averne due: uno per il sistema operativo e uno per i programmi e dati.

Naturalmente, nel sito IBM ci sono pagine che ne parlano. Per chi ha vissuto quell'epoca, fa un certo effetto. Oggi, dove con tanta facilità si parla di PDA, palmari e altre miniaturizzazioni in cui c'è dentro di tutto, al confronto con l'epoca (in fondo si tratta solo di 26 anni fa), quando si parlava di computer portatili si parlava di oggetti che difficilmente pesavano meno di 15 chili.

Un computer portatile era l'IBM 5100, che fu il primo ed era portatile solo perché... aveva la maniglia, non certo perché lo si potesse considerare tale. Chi aveva la possibilità di lavorarci era già più fortunato: non serviva il monitor e poteva avere l'unità a nastro incorporata.

Per avere un'idea delle capacità di calcolo, bisogna ricordare qualche dato in più e ci aiuta The Register:

Prezzo: 1656 dollari
Sistemi operativi:: MS-DOS, USCD Pascal, CP/M-86
Microprocessore: Intel 8088 a 4,77 MHz
Memoria: 64 KB (i primi venduti ne avevano 16)
Display: 320x200
Dischi: Uno o due floppy disk da 5.25", piena altezza, da 160KB

PC IBM a colori, fronte
(cliccare sull'immagine per ingrandire)

L'unica cosa che può colpire è il prezzo (circa 1000 Euro): praticamente invariato, rispetto a oggi, con qualche piccola... differenza quanto a potenza di calcolo e prestazioni. Sempre grazie a The Register, possiamo godere di foto a colori del PC IBM, ritratte dalla rivista presso il Computer History Museum di Mountain View (California, Stati Uniti). Sulla destra, il PC IBM di fronte, a sinistra visto da dietro.

PC IBM a colori, retro
(cliccare sull'immagine per ingrandire)

Non si può nascondere, per chi si avvicina ai 50, un certo brivido, un po' di nostalgia, forse un po' di tristezza per tutti gli anni passati... ma in fondo, se oggi c'è quasi un PC in ogni casa, lo dobbiamo prima di tutto a IBM che l'ha progettato e costruito. Subito dopo ai compatibili, che con rapidità eccezionale hanno iniziato a invadere il mercato. E, diamine, anche a Microsoft: con tutti i suoi difetti, quello che IBM chiamava "The IBM Personal Computer DOS", altro non era che l'MS-DOS. Versione 1.0, tutto in un unico floppy, naturalmente, che si caricava in quei 16 Kilobyte di RAM! Ci rendiamo conto di quanta acqua è passata sotto ai ponti di quanti bit sono passati nei cavi?

Dopo aver letto questo articolo, se non l'avete già letto andate a leggere l'articolo di Giulia "Portafoto digitale, sì, da portafoglio", qui. Tutto il bendiDio fatto da IBM da allora a oggi (più molto altro che prima non esisteva) è finito dentro al portafoglio!

Marco V. Principato

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