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Hard disk, così si salvaguardano i diritti degli utenti
Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
domenica 10 febbraio 2008

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Con le vibrate lamentele, espresse da personaggi più che degni di essere letti, emerge l'incombenza di stare ben in guardia. Siccome la legge, spesso, è cieca, non c'è che un modo. Fare da sé


Non posso non cogliere l'occasione e trascurare, per la rilevanza del suo contenuto, quanto scritto da Paolo De Andreis venerdì scorso su Punto Informatico. Lo scritto di Paolo non è un vero editoriale, non è una denuncia, non è un avvertimento, è un fatto. Grave, per giunta. Molto grave. È impensabile, nell'epoca in cui i CD da 650 Megabyte stanno prendendo il posto dei floppy, pensare che ogni CD che si chieda allo Stato per avere copia di ciò che è proprio venga a costare quasi 260 Euro.

 
 

"Chi ha normato questa tassa lo ha fatto essendo incompetente a decidere. E ieri, sul verbale, è stato scritto che la difesa 'rinuncia alla copia'". Ahimé che brutta frase, che evidenzia ancora una volta come sia facile inciampare nella Legge, specie quando essa è stata concepita da altezzosi e sussiegosi signori, in pura teoria messi là da noi stessi, i quali "signori" al confronto con le tecnologie moderne suscitano esclusivamente grasse risate. Anche se sono (a volte) Dottori, titolo che oggi ha perso talmente tanto del suo prestigio che, anche se lo si è, è meglio non dirlo. Grazie, Governo, grazie Università. Noi cittadini non volevamo altro, specie per chi non si è fermato al giorno della Tesi ma, credendo in ciò che ama, continua a studiare ancora, con lo stesso vigore di quando, ragazzo, timidamente calcava i corridoi di qualche Aula Magna.

Purtroppo i nostri antenati latini ci tramandano la saggezza di sempre: ubi maior, minor cessat. Non resta che fare da noi.

L'episodio narrato da Paolo De Andreis, dunque, oltre a servire come cartello di marmo su cui è stampata una sconsolante e deprimente realtà, serva anche ad agire. Esatto, agire, non reagire. Il che significa:

 
 
  1. MAI rinunciare ad avere, da qualche parte tale che possa essere immediatamente messo in salvo, un Hard Disk con la copia integrale di tutto ciò di cui abbiamo assoluto bisogno di restare in possesso.
  2. MAI credere che nessuno possa mettere le mani sui dati che memorizziamo. Esistono fior di meccanismi di cifratura. Se tornate un attimo su Punto Informatico, questo ne è uno degli esempi più recenti. Se poi la password vera è pluto e voi ve la dimenticate, dite pippo, sfido chiunque a dimostrare che state dicendo una password falsa: sarà sempre colpa del software, nessuno potrà dimostrare il contrario.
  3. Se possibile, organizzarsi con VPN e repliche a distanza: sarà difficile, molto difficile mettere le mani su copie remote, dislocate ben altrove, se non si conoscono tutti i dettagli.
  4. Chi ha esigenza di un'ulteriore copia, aguzzi l'ingegno: oggi i NAS sono piccoli, non scaldano molto e, con l'ausilio di un amico muratore, possono trovarsi - stranamente raggiunti da un cavo di rete - in posti dove nessuno li cercherebbe né saprebbe trovarli.

In definitiva, aguzzare l'ingegno. E questo non solo per dare una ragione al farsi chiamare Ingegneri, ma perché contro l'ignoranza di chi si presenta come un guru e poi guru non è, non c'è altro mezzo. E, come ha evidenziato Paolo De Andreis, si possono risparmiare diverse migliaia di Euro.

Marco Valerio Principato

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