| iPhone e il VoIP: una scommessa |
| Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT) | |
| domenica 09 marzo 2008 | |
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Sembra che i Labs della Mela abbiano un cruccio: lasciare o no il VoIP abilitato su iPhone. In effetti il rischio di far perdere dindi agli operatori è grosso e minaccia gli incassi. La preoccupazione è lecita, ma solo se si viaggia in 3G, non certo ora: cos'è, è pronto l'iPhone 3G? Anche con iPhone si presenta «il grande problema»: abilitare o no il VoIP? Certo, il problema si pone, eccome. Lasciare la possibilità di usare il VoIP, con le tariffe dati che continuano a diminuire (sia pure con molta, molta riluttanza), rappresenta un grosso rischio per le casse degli operatori. Riflettiamo, però, attentamente sulla connettività. Jobs si è sgolato a dire "limiteremo il VoIP, ma non sulla parte Wi-Fi". Grazie Jobs. La gente non aspettava altro. Vorrei sapere quale massimo idiota commetterebbe l'errore sesquipedale di impiegare il VoIP su un telefono 2,5G, la cui latenza introdurrebbe un ritardo nella comunicazione talmente elevato - salvo a trovarsi praticamente «in bocca» alle antenne della cella - da rendere il colloquio a dir poco sgradevole. Certo, Jobs: con l'iPhone 2,5G questo rischio proprio non lo corri. Semplicemente, direi di non perderci proprio tempo a far verifiche su quale connettività viene scelta dall'eventuale applicativo VoIP. E se qualcuno dovesse farlo, stai tranquillo e dagli pure del sesquipedale, tanto riuscirà al massimo a dire, in modalità parla-ascolta, "butta la pasta che sto arrivando". A meno che, a meno che... non ci stai tacendo qualcosa (come è molto probabile che sia, anche se si tratta pur sempre di congetture). L'unico caso, infatti, in cui la minaccia per le casse degli operatori, normalmente arricchite dalle oltraggiose tariffe praticate (a cartello, lo sappiamo benissimo, è inutile che lo neghino) potrebbe essere minacciata seriamente è se il telefono è 3G, la tariffa dati è flat - o molto conveniente - e il segnale è «forte e chiaro». La latenza in quel caso è abbastanza bassa da consentire una conversazione più che ragionevole, a patto di usare un codec non troppo avido di banda e di risorse di calcolo. A questo punto, potremmo opinare che, forse, a Jobs è scappata qualche parola di troppo: non posso credere che alla Apple siano così stoccafissi da non aver pensato alla latenza. Se hanno intravisto il rischio, vuol dire che il mezzo a cui si riferiscono - mettiamo da parte il WiFi, è ovvio che con quello funzioni bene - non può essere il 2,5G. Con questo non voglio dire che vi sia alcuna certezza: che un iPhone 3G - o iPhone 2 che dir si voglia - sia uscito ancora non sta scritto da nessuna parte, finora si tratta al massimo di "rumors" o previsioni. Però... pensando a quanto sono forti le lobby degli operatori, un timore così settoriale non trova molte altre giustificazioni. Vogliamo provare a scommettere che stavolta le previsioni sono vere? Valutate, pensateci e - volendo - commentate: qui sotto. I commenti sono liberi (gli abusi no, ovviamente). Se poi la cosa intriga, si può proseguire sul blog. Buona domenica! Marco Valerio Principato |
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