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L'Italia ? strana
Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
domenica 29 luglio 2007

L''Italia è davvero strana: prima decine e decine di email che chiedono come comportarsi con le tariffe differenziate degli operatori di telefonia cellulare, poi, dopo un mese dal lancio della petizione, solo 323 persone hanno sottoscritto. Ma cosa vuole, davvero, l'italiano? (continua)...

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E' vero che è tempo di vacanze, è vero che ora si pensa a fare borse e valige per partire, come è vero che molti se ne rimangono a casa, grazie allo scarso valore dell'Euro che ha men che dimezzato il nostro potere di acquisto.

Ma non posso fare a meno di riflettere su un dato di fatto: petizioni come quella sul Wimax Libero, lanciate con uno strombettante e sonante supporto mediatico da personaggi ben più in vista di me quali il simpatico Beppe Grillo, hanno avuto migliaia, decine di migliaia di firme, anzi, più di centomila. Mentre quelle della della petizione sulla trasparenza tariffaria lanciata da me sono ferme a poco più di 300 firme.

Per il Wimax ne sono contento, per carità: non provo alcun tipo di sentimento diverso dalla contentezza, anche se qualcuno starà malignando il contrario. Sono un po' meno contento dello scarso acume con cui la gente ha pensato di ottenerne un risultato. Come abbiamo già accennato in altri scritti, ritenere di poter cambiare le decisioni italiane che riguardano il Wimax, se non è utopico, poco ci manca.

RIcordiamoci sempre tutto il rullar di tamburi fatto dagli operatori cellulari quando hanno pagato svariati sacchi di dobloni (chiedo scusa a Punto Informatico se ogni tanto ci appropriamo di questo suo modo di dire, ma è troppo simpatico) per pagare le licenze UMTS. E' ovvio che il Wimax e la relativa creazione di cellulari aderenti a quello standard, renderebbero istantaneamente l'UMTS (3G) e i suoi successori (HSDPA e HSUPA) immediatamente obsoleti.

Ricordiamoci anche che metter su una singola cella della rete radiomobile costa oltre 500.000 Euro secchi al gestore. Oltre agli affitti da pagare per la servitù e alle spese di energia elettrica e connettività. Pensate, ad esempio, che la TRE (H3G) sia disposta a buttare al secchio le oltre 5000 antenne che possiede in Italia? Pensate che Vodafone, l'unica che vanta oltre il 97% di copertura della popolazione, sia disposta a convertire tutto in Wimax? O che le banche finanziatrici siano disposte a far bruciare un sistema economico che sta in piena fase di restituzione dei capitali, pronti a essere reinvestiti? Ne dubito.

Queste sono le ragioni che mi fanno dubitare circa le possibilità che una seppur minima parte dello spettro Wimax possa essere lasciato in uso libero. Vista dalla parte degli operatori wireless, l'unica cosa da fare è appropriarsi totalmente dello spettro Wimax e sfruttarlo in modo monopolistico per dare quei servizi che la rete UMTS (e GSM) non può dare ma assolutamente non quelli che invece si possono ottenere parte tramite GSM e gran parte tramite UMTS (chiamte voce e video a bassa risoluzione, messaggistica, streaming e TV a bassa risoluzione).

Le case produttrici di cellulari, dal canto loro, fanno quello che dicono gli operatori, non certo quello che vogliono i consumatori. Altra ragione per cui sia lecito aspettarsi che, almeno qui, di Wimax non si possa fare mai quell'uso "libero" che sarebbe desiderabile farne, ma piuttosto un uso rigidamente controllato che riconduca comunque gli introiti nelle solite casse.

Al contrario, le tariffe differenziate esistono da anni e mietono clientela, abbagliata dai risparmi vantati dalle chiamate privilegiate verso clienti dello stesso operatore e, in qualche caso, verso la rete fissa. Specialmente chi non è troppo ferrato in materia, ci cade senz'altro, nonostante questa pagina che dimostra, conti alla mano, come tali tariffe non siano convenienti.

Questo "sitoriale", al pari di un vero editoriale, vuol semplicemente esternare la mia posizione al riguardo: l'Italia è strana. Prima si lamenta come un coccodrillo per le tariffe differenziate, poi non fa nulla, o quasi, per togliersi d'impaccio, pur avendogli servito lo strumento per farlo su un piatto d'argento.

E' vero che è trascorso solo un mese dal lancio dell'iniziativa - mentre ne sono trascorsi 6 per quella sul Wimax - e un mese è poco perché la parola si trasferisca dal Web alle persone e dalle persone torni indietro al Web. Ma una cosa è certa: se continua così, al ritmo di 300 al mese, per fine Ottobre saremo appena vicini al migliaio. Ovvero, abbiamo perso tempo: non servirebbe a nulla sottoporre alle Autorità il parere di mille persone a fronte di milioni e milioni di clienti che, invece, non sembrano contrariati.

Se per fine Ottobre si raggiungeranno altri numeri, ben più imponenti (almeno diecimila) si può anche pensare di prorogare i termini e presentarla a metà Dicembre. Ma se si resta allo stato attuale, farò due cose: innanzi tutto sarò contento perché vorrà dire che questa pagina ha sortito il suo effetto e la percentuale di persone che usano tali tariffe si è ridotta talmente tanto da essere trascurabile (oltre che recidiva); la seconda sarà, riguardo alla petizione, anche se virtualmente, "stracciare tutto", lasciando con l'amaro in bocca chi ha sperato di veder cambiare una situazione che si è abbattuta sul proprio portafoglio.

Diamoci dentro, ragazzi: parliamone, diciamolo ad amici e parenti, colleghi, tutti: non c'è persona che non possa sostenere tale causa. Altrimenti, poi, se arriveranno altre e-mail con richiesta di pareri e spiegazioni sulle tariffe differenziate, non potrò che fare una cosa: cestinarle.

Marco Valerio Principato

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