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Se fate multe è grazie a noi: sganciate
Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
domenica 02 marzo 2008

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La sostanza delle minacce di querela contro la RIAA che gli artisti stanno valutando è racchiusa nel titolo. Ma richiama alla mente anche circostanza simili su cui, in Italia, dopo le "operazioni" in genere non si sa più nulla


C'è agitazione nell'aria, dice DSLReports, sul come la RIAA opera nell'infliggere sanzioni amministrative a chi condivide illegalmente musica, quale che sia il mezzo, compresa la copia. Gli artisti sono arrivati a una conclusione dal sapore molto italiano.

 
 

Non è di molto tempo fa un curioso meccanismo normativo in base al quale la RIAA potrebbe calcolare il danno portato dalla copia illegale non sul singolo CD ma sulla singola canzone. Con due rapidi calcoli, si potrebbe arrivare ad essere multati fino a un milione e mezzo di dollari per ogni CD copiato.

Il ragionamento fatto dagli artisti è corretto: se non fosse per la presenza della loro "proprietà intellettuale", non si sarebbe elevata alcuna sanzione. Poiché essa esiste, invece, la RIAA ha incassato cifre alquanto elevate, dell'ordine di 400 milioni di dollari, sanzionando a destra e a manca. Ma di tali sanzioni, agli artisti - gli unici veri danneggiati - non è stato girato un centesimo. E iniziano a lamentarsene.

 
 

Ma sembra che le lamentele, per alcuni aspetti neanche sconclusionate, non vengano prese in considerazione più di tanto, adducendo scusanti come "stiamo stabilendo il metodo da seguire per dividere gli importi". Si prospetta, dunque, la possibilità di azioni legali, perché la categoria insiste: è grazie agli artisti che quelle sanzioni vengono irrogate quelle cifre vengono intascate dalla RIAA. Come poter dire che non è così?

L'avvocato John Branca, che ha rappresentato nomi come i Rolling Stones e Korn, ha detto: "I manager e gli avvocati si chiedono da mesi quando gli artisti che rappresentano o difendono vedranno il denaro derivante dalle sanzioni e come verrà calcolato".

Una vicenda, non so perché, che mi ricorda molto dinamiche italiane. Quando la Guardia di Finanza scopre - se ne sente spesso parlare - "una grande centrale di duplicazione CD", sequestra tutto e spara multe megamilionarie. Mi viene da chiedermi: ammesso che quei soldi siano pagati da chi ha "infranto", dove vanno a finire? E dove vanno a finire tutti i materiali sequestrati? Non dovrebbero essere in qualche modo, se non restituiti, messi a disposizione? In fondo, non ci ha rimesso soltanto l'Erario, no? Non sarebbe corretto rendere conto con maggiore dettaglio ai cittadini sul "dopo" l'operazione?

Sarà certamente presunzione e ignoranza di chi scrive.

Buona domenica

Marco Valerio Principato

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