• Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  

MVPNetwork

  
The Most Valuable Pages Network: informazione e formazione nelle tecnologie
giovedì
9 set
 
Home arrow Attualità arrow Sitoriali arrow Web 2.0: vizi e virt?
 
Web 2.0: vizi e virt?
Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
lunedì 25 giugno 2007

"Il web sta evolvendo: blog e wiki fanno da padrone e cambiano il modo di fare informazione". Questo concetto, espresso nelle più varie forme linguistiche, sta permeando la rete. Da parte mia, benvenute, come sempre, tutte le novità. Ma non posso non farmi qualche domanda: prime fra tutte, le perplessità sulla qualità dell'informazione.

Recentemente si legge anche, con una certa insistenza, che grandi nomi come Sophos si "piegano" al volere della rete. «Sicurezza: Sophos apre blog con aggiornamenti», si legge in una Adnkronos del 23 Giugno. Qui mi faccio la prima domanda: se dirigessi un'azienda che mira ad essere un centro di eccellenza e un punto di riferimento per la sicurezza in rete, affiderei la comunicazione con il pubblico a un blog a scrittura libera? La mia personale risposta sarebbe no, o almeno non a scrittura libera: dovrebbe essere "popolato" dai miei specialisti ed eventualmente dai collaboratori esterni, ai quali chiedo il massimo in termini di qualità e comunicazione, con il fine di trasmettere al pubblico quei valori che hanno fatto e faranno della mia azienda il centro di eccellenza che è e che sarà.

Ma se un blog non è a scrittura libera - dove per libera si intende che chiunque può contribuirvi - si può ancora definirlo blog? Non sarebbe più corretto definirlo un modo diverso di inquadrare, intestare, editare, classificare e pubblicare informazioni? La possibilità, per "il popolo della rete", eventualmente lasciata di inserire commenti agli articoli pubblicati non potrebbe, in un tema scottante e delicato dove la qualità dell'informazione è vitale quale quello della sicurezza, intaccare la credibilità e generare incertezze? La risposta appare scontata: certamente.

{mosgoogle}

Allora mi faccio la seconda domanda: la rete "piega" molto verso il Web 2.0 e molti, nella convinzione - a mio avviso erronea - che assecondarla significa in qualche modo restare a galla, girano il timone da quella parte. E la qualità dell'informazione che fine fa? Concettualmente, è bello vedere pagine fatte "al volo" dalle persone, piene della loro esuberanza - giovanile e non -, della loro schiettezza, personalità e immediatezza. Ma la rete, ormai non diversa dall'etere nel quale viaggia l'informazione attraverso le onde radio, a mio personale avviso in questo modo si "mediocrizza" (pardon per il neologismo, inventato sul momento, ma credo renda l'idea). Segue, anzi, rispecchia fedelmente quel che accade nella società: i grandi poteri si accentrano e si rafforzano, i medi poteri si spezzano e si frantumano, i piccoli sono tanti, fanno tanto rumore ma non sanno dove andare e sono indicativi di nulla. Lo si vede anche nelle Università: si sono talmente moltiplicate, facendo prolificare al loro interno migliaia di indirizzi e specializzazioni diverse, che oggi un giovane è davvero disorientato e non c'è blog che giovi per fargli individuare "cosa vuole fare da grande".

Quando studiavo io, esisteva "Informatica" e basta (solo a Pisa, purtroppo, quindi con le ristrettezze economiche, da Roma non potevo frequentarla: non c'era l'Università a distanza). Oggi sarebbe improponibile: 20 anni per l'informatica sono in proporzione un paio di secoli di vita civile, nei quali il processo di accrescimento del panorama didattico si è talmente moltiplicato da rendere impossibile mantenere un'unica Facoltà. Nel gestire questo gigante ampliamento pur mantenendo l'obbiettivo di generare eccellenze, qualcosa non ha funzionato: i ragazzi sono disorientati, fanno il primo triennio, si rendono conto che la loro laurea ha di fatto un valore inferiore a quello che aveva il diploma di maturità dei miei tempi di scuola - storicamente "solo" 30 anni fa - e tentano l'approccio con il lavoro dicendosi "sono laureato: a qualcosa servirà", per tornare dopo 5 minuti netti all'Università, iscrivendosi alla specialistica. Altri 2 anni di studio, che attaccano un "nastro rosso" alla precedente laurea. "Ora sarò abbastanza qualificato: ci riprovo". Altri cinque minuti e via alla ricerca del primo Master (€ 5000 in media) e forse anche del secondo e del terzo.

Mi faccio la terza domanda: l'istruzione serve a trasferire "conoscenza", come suggeriva nel 1300 il sommo Dante. "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". Non sarà che anche qui la qualità dell'informazione è scesa a livelli da minimo storico? Si può mai ammettere che giovani laureati sbaglino ancora l'utilizzo del congiuntivo e che lo sbaglino anche personaggi di un certo rilievo? E' mai possibile sentire ancora uomini politici di spicco (Francesco Rutelli è Maestro, in questo) pronunciare disinvoltamente "io credo che il governo deve porsi in..." quando avrebbe dovuto dire "io credo che il governo si debba porre in..."? Per carità, Onorevole Rutelli, non me ne voglia. Ma basta una registrazione a caso di un Suo intervento, presa dall'archivio RAI, per confermare quel che dico. Anche perché il Suo Onorevole collega Massimo D'Alema non è meno specialista, al riguardo.

Perché non proviamo, allora, a tentare di alzarla, questa benedetta qualità dell'informazione, facendo in modo che l'ebbrezza di una pubblicazione al volo di una pagina web sia circoscritta ai casi di effettiva utilità ma non di uso generalizzato? Pensiamoci.

 

Condividere questa pagina su:
Digg!Segnala su Segnalo.com!Segnala su OK Notizie!Del.icio.us!Google!Live!Technorati!Furl!Yahoo!
 

 
 

In attualità

Se Apple corre perché il 3G preme forte su iPhone, Nokia di certo non dorme. Aleggia sempre più nell'aria il Tube di Nokia, un telefono multimediale touch che dovrebbe avere le carte in regola per competere con il melafonino


Ieri e l'altro ieri sono state due brutte giornate. Due giornate trascorse a cercar di capire un problema, difficile da individuare. Una sfida per l'informatico che è in me, sulla quale non riesco a darmi per vinto e non andare a fondo


Novità che si aggiungono giorno per giorno alle varie suite del gigante delle ricerche. Stavolta vengono migliorate alcune prestazioni in DOCS e sulla ricerca documenti. Presentato anche un filmato sullo sviluppo


 
 

Google Immagini


Immagini tra i volti:


Immagini nelle news: