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100 gigabit/secondo su cavo cat. 7
Scritto da Alessandra Pallavicini Castelli (Milano - IT)   
sabato 17 novembre 2007

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Un gruppo di ricercatori spinge l'acceleratore sul cavo Ethernet Cat. 7 e lo porta a 100 gigabit/s. Il segreto e' nel ricetrasmettitore: buone speranze per riciclare i cablaggi esistenti.

 
 

Milano - "Potreste non riuscire a cavare sangue da una rapa, ma secondo gli ingegneri dell'Università Penn State, potete aumentare la velocità di un cavo in rame Categoria 7 per connettere tra loro i computer e Internet", esordisce scherzosamente il comunicato stampa dell'Università, che dall'ironico passa immediatamente al serio con un numero tondo tondo: 100 gigabit per secondo, questa la velocità a cui il gruppo ha portato Ethernet su rame.


Il prof. Kavehrad

"Lavorando con Nexans, l'azienda che costruisce il cavo cat. 7, abbiamo studiato la possibilità di spingere la velocità a 100 gigabit/secondo su 100 metri di distanza", ha detto Mohsen Kavehrad, professore titolare di Ingegneria Elettrica. "Questa è l'attuale nuova generazione dei cavi Ethernet".

Dunque un'aggiunta di "appena" tre zeri a quella che oggi è ancora la velocità più diffusa, 100 megabit/secondo. Ci si chiede, di fronte alle velocità della fibra (e alla sua molto minore sensibilità ai disturbi, ndR), quale sia il vantaggio nell'impiegare del cavo in rame per raggiungere velocità così elevate. "Per esempio, nelle reti domestiche è antieconomico impiegare la fibra", dice Ali Enteshari, lo studente laureando in ingegneria elettrica che ha presentato ad IEEE lo studio il 14 novembre scorso.

Il principale ostacolo che si è presentato al gruppo è la degradazione del segnale. Normalmente, prima che le degradazioni divengano irrecuperabili, si impiegano i cosiddetti repeaters, simili a dei modem, per ricevere, correggere gli errori e ritrasmettere. Dall'equilibrio del sistema cavo-repeater dipende la distanza percorribile. "Ciò che abbiamo fatto è studiare una soluzione meno costosa e più facile da costruire", dice Jarir Fadlullah, laureando della stessa facoltà.

 
 

Il gruppo ha affrontato, sulla base delle caratteristiche indicate da Nexans, la modellazione di un sistema che riduca il più possibile la c.d. distorsione di incrocio (crosstalk). Per farlo, hanno progettato un ricetrasmettitore Ethernet dotato di cancellazione di interferenze, in grado di lavorare fino a 100 gigabit con correzione d'errore e un approccio alla manipolazione dei segnali basato sul principio dell'equalizzazione. Ciò ha permesso l'impiego del normale cavo cat. 7, riprodotto nel grafico d'apertura dell'articolo.

"Su 70 metri di lunghezza possiamo dire di essere riusciti a trasmettere a 100 gigabit con riuscita al 100 per cento, stiamo lavorando per arrivare a 100 metri", ha detto Enteshari. "Potremmo avere qualche difficoltà solo perché per ora c'è qualche limite tecnologico. Ma stiamo anche lavorando per questo, con una roadmap di progetto per aiutare le industrie a colmare questo gap". Secondo il gruppo, uno dei limiti è costituito dai 65 nanometri con cui la maggior parte delle tecnologie realizza i chip più diffusi ed economici. Superato questo limite, non dovrebbero esservi altri freni.

Il comunicato dell'Università conclude ancora ironicamente: "L'intera Enciclopedia Britannica è grande 1 gigabyte. Siccome 1 byte è composto da 8 bit, se la cosa si realizza si potranno trasmettere 12,5 copie al secondo dell'Enciclopedia Britannica". Si pensi anche, e con meno ironia, al vantaggio di poter trasferire in pochi secondi l'intero archivio di un anno di attività di una grande impresa, inclusi grafica, multimedia, dati contabili e quant'altro.

Alessandra Pallavicini Castelli

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