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Petizione sulla trasparenza tariffaria degli operatori mobili
Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
giovedì 28 giugno 2007

Torre con antenne cellulari

Il 24 Maggio 2007 l'Autorità Garante per le Comunicazioni ha avviato una consultazione pubblica sulle modalità per consentire all'utente di un operatore di telefonia mobile, al momento della chiamata verso un numero fisso o cellulare, di conoscere l'indicazione dell'operatore che gestisce il numero chiamato. Facciamo conoscere alle Autorità il nostro parere, mediante una petizione online.

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Tutti gli operatori di telefonia cellulare nazionali hanno offerte che privilegiano le telefonate dirette allo stesso operatore (ed eventualmente alla rete fissa), con i metodi e le varianti più fantasiosi. Senza nulla voler togliere all'inventiva dei manager che trascorrono notti a concepire configurazioni tariffarie che attraggano nuovi clienti, quasi sempre la scelta di tali piani tariffari porta il cliente in un mondo "duale", in cui può spendere tanto o poco, a seconda del numero che chiama.

Sino ad oggi sono stati concepiti vari metodi per portare a conoscenza il cliente dell'eventuale maggiore spesa a cui va incontro se il numero chiamato non ricade tra quelli "economici". Tutti questi metodi, però, hanno in comune il dover pensare preventivamente ad ottenere quell'informazione: ciò, nella maggior parte dei casi, non avviene, con conseguenti maggiori spese di cui il cliente spesso non ha modo di avvedersi per tempo, per dei semplicissimi motivi:

  1. Il numero da chiamare è in rubrica sul cellulare: chi memorizza, in rubrica, il numero preceduto da 456 o dal codice necessario per essere avvisati sulle diverse tariffe eventualmente pagate? Praticamente nessuno. Per di più, una volta richiamato il numero dalla rubrica, non tutti i cellulari permettono un'agevole modifica "al volo" del numero prima di inviare la chiamata.
  2. Chi digita un numero perché lo legge da una rubrica cartacea o sotto dettatura e poi chiama, a tutto pensa fuorché ad anteporre eventuali codici per ricevere informazioni sul gestore e, quindi, sulla tariffa pagata.
  3. I messaggi forniti dagli operatori sono solo relativamente indicativi: alcuni dicono il nome del gestore del numero chiamato, altri dicono solo se l'operatore coincide o meno con il proprio, eccetera. In ogni caso, non fanno alcun riferimento diretto al concetto di costo diverso.
  4. Non esistono meccanismi di conferma a fronte di un costo più elevato: occorre solo sbrigarsi a "riagganciare".

Va evidenziato, infatti, che al cliente non interessa affatto sapere se il numero chiamato sia di un altro operatore o, ancor meno, conoscere il nome dell'operatore anche se diverso dal proprio; l'unico vero interesse è sapere se la chiamata che sta per partire, nell'ambito del piano tariffario che ha scelto, rientri tra quelle a tariffa privilegiata o se sarà pagata a tariffa maggiorata.

Per queste ragioni è nata una petizione, reperibile online all'indirizzo

http://www.petitiononline.com/cell0139/petition.html

che invito tutti i lettori a sottoscrivere acciocché giungano alle Autorità competenti chiari segnali circa le volontà della clientela. La petizione terminerà il 31 Ottobre 2007 e, per tale data, speriamo abbia raggiunto un numero di sottoscrittori tale da non poter essere ignorata per nessun motivo.

Numero firme al momento:

Ben sapendo che non tutti i punti della petizione possono risultare chiari, spiego di seguito quelli che potrebbero destare perplessità. Precisamente:

  • USSD - Unstructured Supplementary Services Data. In breve, si tratta della forma con cui si interagisce con alcuni servizi della rete. Per esempio, per controllare se è attivo l'avviso di chiamata, utilizziamo il codice *#43# seguito da INVIO chiamata: quello è un codice USSD, come lo sono tutti i codici che utilizzano una forma sintattica simile. L'interazione dà il risultato sul display del cellulare. La petizione fa riferimento ai codici USSD indicando che la gestione della configurazione e l'uso del servizio non devono avvenire esclusivamente con tali codici, in modo da permettere la massima flessibilità ed adattabilità alle circostanze specifiche di ciascun cliente. Per la stessa ragione, la petizione indica che tali codici possono essere di impiego disagevole per le persone diversamente abili.
  • CAMBIO UTILIZZATORE: se cediamo la nostra scheda SIM ad un'altra persona, siamo tenuti a darne comunicazione all'operatore, sia per motivi legali, sia per la tutela dei nostri stessi interessi. Qualora, infatti, tale SIM dovesse essere oggetto di furto o persa da parte del nuovo utilizzatore e chi la trova facesse in tempo a farne uso improprio (es. molestie, atti illegittimi eccetera) prima che venga bloccata, i responsabili saremmo ancora noi e, in prima battuta, starebbe a noi dimostrare se e da quando non siamo più in possesso di tale SIM. Per questo occorre sempre comunicarlo.

Eventuali ulteriori chiarimenti sul testo della petizione possono essere chiesti tramite email, mentre i riferimenti normativi e le attività in corso a proposito dei servizi di individuazione dell'operatore possono essere desunti dal sito AgCom.

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