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Studio sui malesseri da antenne cellulari
Scritto da MVPNetwork Staff   
giovedì 26 luglio 2007

Antenna cellulari

Il NewScientist Tech ci tranquillizza: da studi compiuti, il malessere provocato dalle onde radio dei ripetitori cellulari è psicologico.

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Pur con le dovute cautele di sempre, arriva una notizia confortante. Si può anche pensare a tutte le strumentalizzazioni di questo mondo, ma la fonte è di tutto rispetto: il NewScientis Tech, con questo articolo, spiega come stanno le cose.

Non c'è alcuna prova che le torri dei cellulari provochino affaticamenti, ansia o mal di testa, secondo uno dei più grossi studi compiuti sui possibili effetti sulla salute. Il report, completamente online su ehponline.org, indica che la "ipersensibilità elettromagnetica" (in inglese EHS, Electromagnetic Hyper Sensitivity), una condizione di cui soffrono alcuni individui in vicinanza di cellulari, ripetitori di cellulari e apparati quali i forni a microonde, potrebbero avere esclusivamente origine mentale.

Il sondaggio indica che, in Inghilterra, circa il 4% della popolazione dichiara di soffrirne, ma senza aver mai potuto dimostrarne l'effettiva correlazione. Lo studio, condotto da Elaine Fox dell'Università di Essex in Inghilterra, ha esposto gruppi di persone che hanno dichiarato di soffrire di tale patologia e alcuni volontari alle frequenze emesse dai normali impianti GSM e a quelle delle nuove reti 3G (UMTS). Come prima prova, in alcuni casi non è stato acceso alcun apparato che emettesse onde radio (n.d.t. senza dirlo alle persone in test), compiendo una sorta di "prova placebo".

Le sperimentazioni erano concepite per accertare se un essere umano possa o meno effettivamente accorgersi della radiazione elettromagnetica e se l'esposizione alle onde prodotte da un ripetitore di telefonia cellulare possa effettivamente correlarsi ai sintomi di malessere in argomento, che vanno dal mal di testa all'affaticamento.

Va detto che alcuni davvero esagerano per seguire il proprio istinto di "schermarsi" - qualcuno ha addirittura usato coprire la propria casa o il proprio corpo di carta stagnola, ma questi sono eccessi solo aneddotici.

"Se un essere umano possa o meno rilevare campi elettromagnetici è un fatto scientificamente molto interessante, perché a quanto ne sappiamo finora, non ha alcun recettore in grado di farlo", dice Fox.

Gli esperimenti hanno evidenziato solo due dei 44 elementi che lamentano la patologia (il 4,5%) hanno saputo dire con un certo grado di rispondenza alla realtà se le onde radio che stavano subendo erano reali o meno. Una percentuale praticamente identica dei volontari (5 su 114, ovvero il 4,4%) ha fatto la stessa cosa. Il gruppo di studio ritiene che queste sono le massime proporzioni che ci si possa attendere.

Origine psicologica

Non c'è alcuna dimostrazione di reale causa dei sintomi da addebitarsi ai campi elettromagnetici. Durante tutti gli esperimenti - che ci fosse irradiazione o meno - coloro che hanno dichiarato di soffrire di questi malesseri hanno riportato costantemente gli stessi sintomi di ansia, affaticamento e disagio; la loro pressione sanguigna era più alta e i battiti cardiaci più elevati rispetto ai volontari.

C'è stata un'unica apparente indicazione di correlazione tra i loro sintomi e il segnale radio emesso: quando gli è stato detto che i trasmettitori erano stati "davvero" accesi. Quando, però, l'esperimento è stato ripetuto senza che né i componenti del gruppo di studio né le persone sotto esame conoscevano l'effettivo stato di accensione, i sintomi sono scomparsi.

I risultati hanno fatto eco a precedenti rilevamenti in condizioni di totale ignoranza sullo stato dell'emissione o meno di onde radio, svolti sia con cellulari che con ripetitori. "Abbiamo tre grandi studi di riferimento, ora. Mettendo insieme tutto, i risultati vanno inequivocabilmente tutti dalla stessa parte", dice Fox.

Il team riferisce che mentre questo studio evidenzia la scarsissima possibilità che i ripetitori dei cellulari possano provocare i famosi disagi, non c'è dubbio che i sintomi erano reali. "E' ora di capire cosa realmente provoca loro questi problemi, perché queste persone sono alquanto malate", dice Fox.

David Coggon, dell'Università di Southampton (Inghilterra), ritiene che ciò sia una ulteriore prova che i sintomi EHS abbiano origini esclusivamente mentali.

"Questo studio è perfettamente allineato con altri che l'hanno preceduto e suggerisce che, nella maggior parte dei casi - se non in tutti - i sintomi di elettrosensibilità sono di origine psicologica e non sono un effetto tossico delle onde radio", dice.

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