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Confessioni di un ex-spammer: agghiacciante
Scritto da MVPNetwork Staff   
venerdì 20 luglio 2007

Spam

Una stupefacente intervista ad un ex-spammer, con tanto di dovizia di particolari e cifre da capogiro: dovrebbe essere di lezione per tutti.

{mosgoogle right}

LinuxWorld ci regala un'intervista il cui contenuto è davvero stupefacente: le cifre in gioco sono così alte da far riflettere sugli aspetti sociali, oltre che su quelli info-telematici.

"Ed", uno "spammer in pensione" (così lo definisce l'articolo) ha costruito una fortuna inviando spam che promuovevano pillole miracolose, porno e casinò. All'apice della sua attività, Ed dice di aver incassato da 10000 a 15000 dollari a settimana. E' stata una vita ingorda e di eccessi, di qualcuno le cui prede erano persone vulnerabili che speravano di rimediare droghe o vincere denaro scommettendo su Internet. Da quando è stato espulso dalla scuola a 17 anni fino al termine della sua carriera di spammer a 22 anni, Ed - che non rivela il suo vero nome ma è spesso indicato con lo pseudonimo di SpammerX - è stato parte attiva di un mondo sotterraneo che traeva profitto dallo spam via Internet.

"Si, lo so che sto andando all'inferno", dice Ed, che ha parlato a Londra Mercoledì ad un incontro ospitato da IronPort Systems Inc., un venditore di sistemi di sicurezza ora di proprietà di Cisco. "Adesso sono un bravo ragazzo, credetemi".

Una persona svelta ed affabile che veste casual e indossa un orecchino: così si presenta attualmente, ma vi sono stati tempi in cui Ed non era così. Allora inviava spam per reclutare proseliti da inviare a siti di scommesse online. Ha usato indirizzi e-mail di persone risapute quali bisognose di medicinali contro l'ansietà o la depressione, inviando e-mail contenenti pubblicità di prodotti mirate al target.

In breve, Ed dice di essere stato "fondamentalmente ciò che la gente odia di Internet".

Investiva 10 ore al giorno, sette giorni a settimana, per studiare come inviare spam evitando l'intervento di tecnologie antispam specificamente concepite per tale scopo. La maggior parte dei filtri antispam riescono nei loro intenti nel 99% dei casi; Ed si è quindi collocato in quel rimanente 1%, con trucchi come l'includere immagini leggermente diverse da quelle rilevate dai programmi antispam, con l'obiettivo di eludere i filtraggi e far ritenere legittime le sue email.

"Più spam inviavo, più soldi guadagnavo", ha detto Ed.

 

Da quel che racconta, egli avrebbe iniziato la propria attività di spammer cercando un venditore online che voleva vendere un prodotto qualsiasi. Avrebbe poi acquistato una lista di indirizzi e-mail - un'altra attività che ha determinato il suo proprio mercato nel mondo dello spam - per registrare poi un nome a dominio, incluso in come link nel messaggio spam che, se cliccato, avrebbe trasferito il destinatario del messaggio al sito del venditore online. Ciò comportava guadagno per Ed.

Lo spam sarebbe stato inviato dal solito network di computer controllati da hacker, o botnet. Tali computer sono spesso PC di normali utenti, infettati da software malevoli che permettono agli hacker di averne il controllo. Ed avrebbe "noleggiato" del tempo-macchina di tali botnet da altri gruppi di hacker specializzati nella creazione di botnet (anche l'hack-marketing, ora!, n.d.t.).

Dove uno dei destinatari dello spam avesse acquistato qualcosa, ciò si sarebbe tradotto in un guadagno percentuale per Ed. "Per i medicinali, la commissione era circa il 50%", riferisce.

I livelli di risposta allo spam tendevano a essere (appena) una frazione dell'1% dei messaggi spediti, ma Ed dice che una volta ha raggiunto anche il 30%. Il prodotto, nel caso specifico, era intrattenimento per adulti: foto di donne completamente vestite.

Per tracciare i movimenti di denaro, i venditori online impostano una pagina di riferimento sui propri siti, dove gli spammer possono verificare quanto stanno incassando da una campagna spam. Ed si collegava spesso, controllando gli incrementi di capitale. Era pagato con EFT (Electronic Fund Transfer, alias bonifico elettronico) come e-gold, PayPal o altri mezzi similari.

Queste manovre hanno iniziato a diventare problematiche al raggiungere di importi più consistenti. Egli riferisce di aver incassato 480000 dollari nell'ultimo anno di spamming. Ma lo stile di vita che gli imponeva l'essere uno spammer iniziava a essere come una "tassa": aveva perso la possibilità di vivere la propria vita a causa del pressante impegno.

"E' difficile entrare in un bar e spiegare ad una ragazza che il tuo lavoro è pubblicizzare online pillole per la crescita del pene", dice Ed. "Non va giù (al proprio interlocutore, n.d.t.) facilmente".

Ed ha poi razionalizzato le proprie posizioni sostenendo che fare spam non è come derubare qualcuno, benché l'aspetto losco della scelta sia evidente. Qualcosa come nove milioni di americani hanno dipendenza da droghe assumibili solo dietro presentazione di ricetta medica e lui mirava anche a questo specifico settore come suo target.

Inoltre, "i prodotti in questo mercato sono sempre in qualche modo contraffatti. Se si è fortunati, si ottiene la sostanza richiesta ma estremamente diluita", dice Ed. Il Viagra, ad esempio, è tagliato con anfetamine; le pillole "fatte in casa" vengono di solito da dubbi laboratori in zone come la Cina, l'India e le isole Fidji.

A questo punto Ed si è "tirato fuori" da questo giro. Ha scritto un libro, "Dentro allo Spam: segreti dalla parte ignota" (traduzione azzardata, per far capire; il titolo originale è "Inside the Spam Cartel: Trade Secrets from the Dark Side") che risulta, tra l'altro, aver suscitato un certo interesse per la possibilità che offre di conoscere i meccanismi di questo sporco business da dentro e che egli ritiene potrà solo essere peggio, col tempo.

"Con l'aumentare della diffusione della banda larga, gli spammer guarderanno ad altre possibilità, come l'effettuare telefonate VoIP o inviare video", dice Ed. Il solo problema non risolvibile sono gli utenti finali, che continuano ad acquistare prodotti venduti tramite spam, unica ragione che ne tiene in piedi l'industria.

"Penso che per i prossimi 10 anni ancora vivremo con lo spam", dice Ed, "preparatevi ad esserne bombardati".

Commento dello Staff

Eppure non è difficile... basta non acquistare nulla da questi luridi circuiti!

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