| Riciclare materiali elettronici? Si fa, volendo |
| Scritto da Redazione MVPNetwork | |
| lunedì 24 marzo 2008 | |
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Due iniziative, negli States, cercano di contribuire alla diminuzione del cosiddetto Electronic Trash, offrendo programmi di rientro e valutazione dell'usato. In Italia? Ancora c'è molto poco
Roma - Organizzarsi per riciclare il vecchio hardware, fare in modo che nulla - o quasi - vada sprecato e, soprattutto, non inquini: questo l'obbiettivo che si pongono NEW Customer Service Cos. e TechForward, due nomi la cui presenza vuol dire riciclare e riutilizzare, trasformando queste due nobili azioni in un business, anche se non entusiasmante. NEW Customer Service Cos., azienda di recentissima creazione, offre piani ben precisi di riciclo e si metterà alle spalle di grandi distributori come Best Buy e Wal-Mart. I consumatori possono restituire - si legge sul Washington Post - qualsiasi prodotto elettronico in loro possesso ai rivenditori che partecipano al programma (non ancora annunciati ufficialmente), anche se non sono originariamente stati acquistati nello stesso negozio. In cambio, si riceverà un credito presso quell'esercizio, il cui importo sarà determinato sulla base delle condizioni e del modello dell'apparecchio restituito. L'azienda, nel quadro del proprio programma - battezzato EcoNEW - si occupa della raccolta e della valutazione, quindi rilascia dei tagliandi di quantificazione economica. "Non ci spinge necessariamente l'opportunità economica, francamente non è così imponente", dice Kevin Porter, senior VP dell'azienda. "Se guardiamo i margini... sono sottili come lame di rasoio. Finché non avremo sufficiente esperienza sul flusso di prodotti, non saremo certi che si tratti di un'attività realmente produttiva. Speriamo di poterla mantenere almeno neutra". Il beneficio, infatti, verrà più dalla maggior libertà con cui i consumatori potranno acquistare, senza preoccuparsi della fine del ciclo di vita del prodotto acquistato. C'è poi sullo scenario TechForward, azienda già esistente da qualche tempo, il cui programma prevede che i clienti sottoscrivano un piano di riciclo (a pagamento) al momento dell'acquisto di un qualsiasi apparecchio. Al termine del suo ciclo di vita, potrà essere restituito sfruttando confezionamento e spedizione gratuiti, compresi nel piano di riciclo. Per il momento le iniziative delle due aziende sono circoscritte alla realtà statunitense e, precisamente, all'area di Los Angeles. C'è da augurarsi il lancio di attività analoghe, come già accaduto in Canada, al fine di ridurre l'enorme quantità di materiale di scarto, spesso ad alto tasso inquinante. |
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