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Un avvocato dice cosa fare se ti cerca la RIAA
Scritto da MVPNetwork Staff   
lunedì 03 settembre 2007

RIAA

Interessante report di EnGadget, con i consigli di un avvocato, utili se si viene contattati dalla RIAA, un po' l'equivalente statunitense della nostra SIAE.

 
 

L'articolo, pubblicato da EnGadget, è interessante non tanto perché possa avere alcuna utilità diretta per noi, ma per lo spaccato di "vita legislativa americana" che ci offre. Cerchiamo di tradurvelo in modo più amichevole possibile, tenendo presente che già è scritto in modo molto colloquiale per essere compreso da tutti coloro che sono di madrelingua inglese ma non necessariamente colti.

L'articolo appartiene, a detta di EnGadget, ad una "serie" che loro chiamano "new technology law series": potrebbe essere tradotta come "serie di articoli che trattano materia legale in relazione alle nuove tecnologie", gestita da un loro avvocato che definiscono "giovane avvocato pazzoide, dedito alla materia del copyright", di nome Nilay Patel.

Premessa: ci sono state molte discussioni sulla RIAA, circa le "controverse" politiche (e siamo generosi a chiamarle solo così) che adotta nel denunciare gli utenti di circuiti P2P che scaricano materiale coperto da copyright. Specialmente questa settimana, con l'uscita dell'articolo di EFF "RIAA contro la gente: quattro anni dopo". Non è mai stato facile trovare informazioni sui retroscena di cosa accade quando la gente riceve la prima lettera da RIAA.

Non siamo qui a dirvi cosa ne pensiamo noi di RIAA e MPAA (probabilmente già lo sapete) ma siccome siamo (leggi: sono, io, Nilay) stato coinvolto in un paio di processi in cui ho difeso e sono finiti con l'assoluzione - oltre ai molti altri insuccessi - abbiamo pensato di provare a dirvi qualcosa al riguardo. Non vi diremo di certo come evitare di finire nei guai con la RIAA, ma solo come i guai che vi provoca si configurano.

Aiuto! sono stato denunciato dalla RIAA!

Wow, che sfortuna. Di solito la RIAA denuncia solo 6000 persone l'anno, essenzialmente coloro che usano clients basati su FastTrack, come Kazaa. Anche utenti di altre reti sono stati denunciati, naturalmente, ma sono quelli di Kazaa che vengono pizzicati più spesso con le mani nel sacco e, di solito, quelli che hanno inconsapevolmente condiviso file. Una sciocchezza, in confronto alla stima di nove milioni di persone che usano software P2P ogni mese.

Tutto questo non mi aiuta per niente.

Bene, è importante pensare a queste cose nel loro contesto. Inoltre, è anche importante prendersi un momento per riflettere e farsi una domanda essenziale.

Ovvero?

L'hai fatto?

Cosa? No!

Be', guarda, se DAVVERO non hai condiviso nulla, puoi saltare un paio di paragrafi. Ma è molto importante essere onesti almeno con una persona, qui, anche se quella persona è solo te stesso. Se in effetti hai condiviso file, non guadagnerai nulla sostenendo questa nobile battaglia. Specialmente se il denaro è importante per te. Abbiamo per caso detto di quanto denaro dispone il team legale della RIAA? Se i loro log indicano l'indirizzo IP associato alla tua connessione Internet come responsabile di scaricamento di determinati file, vi sono buone possibilità che, in un modo o nell'altro, finirai per pagare.

Avanti, spara cosa mi aspetta.

Guarda, a questo punto non è più una mera questione morale, ma economica - se hai fatto ciò che loro dicono, la cosa migliore è pagare quanto chiedono e via. Non è un reato penale e i termini della transazione saranno quasi certamente tenuti riservati, perciò la circostanza non ti si ripresenterà più nella vita. Pagare un avvocato per combattere e perdere ti costerà probabilmente molto di più, perché RIAA chiede circa 750 dollari per ogni canzone condivisa: per l'utente medio del P2P, la cifra sale molto facilmente.

Ci sono stati casi in cui alcuni utenti, con reti Wi-Fi non protette hanno avuto l'assoluzione, ma sono molto rari - forse una dozzina tra le decine di migliaia dei casi denunciati. Benché sia una triste realtà, la concretezza dice che una volta che vieni pescato in flagrante ad infrangere le regole sul copyright, molta poca gente avrà simpatia (benevolenza) nei tuoi confronti, men che meno in tribunale. Perciò fermati un attimo, convinciti che condividere l'intera collezione degli AHA non è conveniente e chiamare di conseguenza un avvocato, anche che abbia già trattato casi simili con la RIAA per farti difendere, costa di solito tra tre e cinquemila dollari. Sul momento è la via più economica.

Ottimo, perfetto, ma io non ho fatto nulla di male.

In questo caso, la prima cosa da fare è verificare che tipo di lettera hai ricevuto dalla RIAA. Da chi viene? Se sei uno studente, ci sono buone possibilità che venga dalla tua scuola, che ti avverte che potresti essere denunciato. In quel caso, STAI LONTANO DALLA RIAA. Non visitare il loro sito di conciliazione, non chiamare la loro hotline. La RIAA ancora non sa esattamente chi sei, perciò non saltar fuori a dirglielo tu stesso.

Ma loro sanno chi sono! Ho avuto la lettera, no?

L'unica cosa che la RIAA conosce è che il tuo indirizzo IP stava condividendo file - la lettera viene dalla scuola. Ogni scuola si comporta in modo diverso riguardo a queste circostanze, perciò tieniti in contatto con l'ufficio legale della tua scuole per iniziare a chiarire la faccenda, non necessariamente con la RIAA. Ancora una volta: non dare alla RIAA nulla che tu non sia obbligato a dargli.

Questo va bene per i ragazzi della scuola, ma io ho in mano una lettera di una azione legale vera, e io non ho condiviso alcun file.

In questo caso devi agire subito. Assicurati di avere documentazione che provi quale tipo di servizio internet hai, da quando lo hai e che tipo di computer hai collegato al tuo router. Sarebbe anche bene avere un elenco di tutta la musica che hai sulle tue macchine. Generalmente questo è sufficiente per far partire un avvocato alla tua difesa. Anche se la RIAA è minacciosa, abbandonerà il campo non appena si rende conto che ha parecchie possibilità di perdere la causa: per loro è lo spettro più terrificante. Non aspettare neanche un secondo, adesso: più aspetti, più diventa improbabile che RIAA abbandoni il tuo caso e meno è probabile che ti vengano rimborsate le spese legali se finisci in tribunale.

Ragazzi, questo è deprimente.

Lo è ma più ne sai meglio è. Non siamo sostenitori della politica della paura di RIAA, anche perché riteniamo che essa non migliori la situazione dello sharing illegale. Ma non vogliamo neanche "sdolcinare" la realtà. Mantieni un atteggiamento corretto, legittimo e rispettoso; soprattutto, conosci i tuoi diritti.

Nilay ringrazia Len Rubin dello studio Sachnoff and Weaver per l'aiuto su questo articolo.

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