Didattica 2
Funz. to reti
NIC e domini Internet Lez. 5 | NIC e domini Internet Lez. 5 |
| Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT) | |
| giovedì 10 maggio 2007 | |
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Sperando che vi siate ripresi dopo una buona dormita, affrontiamo finalmente il discorso: che caspiterina è un DOMINIO?
Non è altro che... il nome dell'organizzazione, fisica o logica che sia, che vogliamo dare a una struttura. Per esempio, il sito www.compuserve.com appartiene al dominio compuserve.com, che ha diverse altre macchine: non esiste solo www, esiste anche ourworld, provate: http://ourworld.compuserve.com. Quest'altro computer, pur appartenendo a CompuServe (che ora è un portale come altri, ma anni fa era una delle più grandi banche dati del mondo), si occupa di cose completamente diverse da www. {mosgoogle} Allora, cosa vuol dire REGISTRARE UN DOMINIO? Vuol dire semplicemente fare richiesta all'apposita authority che se ne occupa per l'Italia (il famoso NIC, http://www.nic.it) di scrivere nei suoi archivi che il nome "taldeitali" si presenta su Internet e dispone di un certo numero di computer che ci si collegano. Il NIC procede alla registrazione del dominio, che diventerà talteidali.it, e da quel momento in poi sarà in concessione a chi lo ha registrato. Farlo direttamente con loro non essendo dei "provider" è possibile, ma chiedono più denaro (mi sembra 200 Euro, circa 400.000 Lire, l'anno) in base al "maggior supporto che presumibilmente dovranno fornire" - questo, n.d.r., mi sembra un sopruso: che ne sanno se chi richiede sia o meno un incompetente che li costringerà a maggiore supporto? E se io gli sbatto sotto al naso una laurea in scienze dell'Informazione con 30 e lode e bacio accademico, che fanno? Mi fanno lo sconto? Questo ha tanto l'aspetto del processo alle intenzioni, che di solito la legge non dovrebbe fare; ma lasciamo stare, inutile fare polemiche: è il solito sistema all'italiana per bastonare i piccoli e favorire i grandi).
Naturalmente, tornando alla registrazione, ci sono dei requisiti tecnici. La semplice "registrazione", senza che poi questa corrisponda ad una effettiva presenza in rete, in Italia non è ammessa (all'estero sì). Infatti, all'atto della registrazione, bisogna specificare ALMENO l'indirizzo del DNS (ricordate le lezioni scorse?) che si occupa di risolvere i nomi che finiscono con quella desinenza di dominio.
E per fare questo, in rete bisogna esserci anche fisicamente, cioè occorre avere una macchina, almeno una, permanentemente collegata a Internet, ma con una connessione dedicata, attiva 24 ore su 24, non con un semplice modem. E questa macchina deve appartenere ad una rete, di qualsiasi classe, che esista realmente. Ovvero essere assegnataria di UN INDIRIZZO. Siccome difficilmente un privato avrà bisogno di 255 indirizzi (che è il minimo che si può assegnare), sono sorte tantissime organizzazioni che... lo fanno per conto terzi.
Per esempio: Tu, Mario Rossi, vuoi registrare mariorossi.it per avere un domani il tuo sito www.mariorossi.it soltanto che, siccome hai un solo computer, non hai un indirizzo fisico di rete. Allora vieni da me, che possiedo invece 255 o piu' indirizzi. Io "te ne presto uno", e siccome io già ho il mio DNS, quando dovrò registrare il dominio, diremo che il DNS è il mio, ma che all'indirizzo che ti ho prestato corrisponde mariorossi.it che è tuo.
Siccome per avere 255 indirizzi bisogna "scucire" un sacco di soldi (circa 2.600 Euro, 4.500.000 delle vecchie Lire l'anno) al RIPE, a te non conviene: invece a me che sono provider, la registrazione di un dominio mi costa ventimila lire l'anno e ne ho 30 gratuite per il primo anno (vedi sito NIC). Io ti faccio pagare circa ottantamila lire l'anno, ne guadagno sessantamila pulite e, se mi dai qualche altro soldo, ospito pure il tuo sito, così è in linea 24 ore su 24, tu non ci devi pensare e non serve nemmeno che ti presto l'indirizzo. Se poi vuoi proprio farlo, ti colleghi in qualche modo e a tue spese a Internet in modo fisso, e allora io ti farò solo da "servizio 12". Se te la senti, con lo stesso indirizzo puoi anche farti da DNS da solo, ma a quel punto, se la tua macchina è ferma, non soltanto il tuo sito non sarà raggiungibile ma pian piano, in giro per la rete, la "memoria" del tuo indirizzo si perderà, perché nessun DNS risolve il tuo dominio: le richieste allora verranno inoltrate al "dominio radice" italiano (root domain) .IT, il quale cercherà di contattarti, tu non rispondi, e dopo qualche giorno il tuo nome di dominio scompare completamente.
Per questa ragione in tutto il mondo è PRETESO che i computer DNS di un dominio siano sempre DUE, uno di servizio e uno di riserva. In pratica, bisogna garantirne il servizio 24 ore su 24 e i privati in grado e con la voglia di farlo sono pochini...
Ecco chiarito come fanno i vari TISCALINET.IT, REGISTER.IT, DOMINI.IT ed altri a registrare i domini per conto terzi. Infatti, essere presenti con un proprio sito non implica necessariamente che il sito, con il proprio nome registrato, stia a casa propria, anzi: moltissime società, anche grandicelle, spesso devolvono questa "grana" a chi lo fa per professione: gli costa meno e non devono preoccuparsi di nulla se non di aggiornare le pagine del sito, attraverso la stessa Internet.
Per di più, con un unico indirizzo oggi è possibile rispondere a più nomi, senza per questo mischiare le carte: in pratica, all'indirizzo 212.210.240.233 potrebbero corrispondere tre siti diversi di tre domini diversi: tuttavia, ognuno avrebbe la sua propria area, indipendente dalle altre.
Ecco che alla società che registra i domini al NIC per conto terzi, fare questa attività consuma ben poche risorse: basta registrare tutti i domini per conto terzi sullo stesso indirizzo e poi assegnare un'area ad ogni nome.
Capisco che a questo punto avrete mal di testa: forse adesso ne capite meno di prima, ma non scoraggiatevi: andate a riposare e non pensateci più per qualche giorno.
Poi, tornate qui sulla 5^ lezione e provate a cliccare su questi link, leggete quel che trovate e poi ripassate la lezione:
http://www.tiscalinet.it/dominioweb/
Chissà che non decidiate anche voi di "esserci"?
Sia ben chiaro che queste lezioni sono ben lungi dall'essere esaustive o formali: i toni usati sono volutamente lontani dall'essere accademici, proprio per non intimorire i principianti con un argomento che, per la verità, se fosse trattato in modalità "tesi di laurea", farebbe venire il cerchio alla testa in men che non si dica, almeno a chi non lo ama e si diverte a parlarne, come invece sono io. Vi è molta letteratura che spiega tutto questo ed io non ho la pretesa di sostituirla, tantomeno in cinque paginette Internet. Se però sono riuscito a farvi venire la voglia di passare all'Università a chiedere lumi o ad andare in una libreria specializzata a cercar volumi sull'argomento, già mi ritengo soddisfatto.
Non dimenticate di leggere i Consigli.
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