• Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  

MVPNetwork

  
The Most Valuable Pages Network: informazione e formazione nelle tecnologie
venerdì
18 mag
 
Home arrow Didattica 2 arrow Telecomunicazioni arrow MAI disdire Telecom Italia se si ha una linea ADSL non ULL
 
MAI disdire Telecom Italia se si ha una linea ADSL non ULL
Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
lunedì 14 maggio 2007

Microfiltro ADSL

Mai disdire Telecom Italia se si ha una ADSL non in ULL!

La situazione a questo riguardo non è ancora chiara, anche se ci sono delle evoluzioni. Meglio, nel frattempo, non correre rischi.

IMPORTANTE: questa tavola è qui solo per documentazione: la maggior parte dei rischi connessi con la disdetta di Telecom Italia mentre si è clienti ADSL ha assunto rilievi totalmente diversi a causa di un aggiornamento della normativa. Fare riferimento, quindi, a questa pagina e a quelle correlate per essere allineati ai tempi.


Nota: ho inserito una pagina di chiarimenti, per le numerose e-mail che ho ricevuto. Potete leggerla qui.


Nota 2: ho variato qualche nome di gestore utilizzato come esempio e ho corretto qualche frase; in alcuni le precedenti hanno ingenerato confusione.

Ho infine aggiunto una breve pagina di storia, utile per una ulteriore migliore comprensione.

{mosgoogle right}

Sono ormai troppe le persone che conosco che si sono imbattute in questo problema per insistere a non parlarne. Purtroppo c'è molta poca chiarezza da parte di tutti, con il risultato che, nel momento in cui si realizza di aver commesso qualche errore, ci si ritrova ad essere palleggiati tra due muri di gomma.

Cercherò di spiegare prima il fatto in sintesi, in modo che il lettore intanto sia edotto e sappia che non deve cadere in questa trappola. Poi, chi ha voglia potrà continuare a leggere le spiegazioni, così saprà esattamente il perché tutto questo accade.

IL FATTO

Siete utenti telefonici di Telecom Italia, avete anche un contratto con un altro gestore come Wind, Infostrada, Teledue o altri simili in condizione tale che quando volete usare loro anziché Telecom Italia dovete anteporre lo specifico prefisso al numero telefonico (i famosi 1088, 1055, 1022 eccetera)?

Bene. Avete anche chiesto ed ottenuto l'ADSL da qualcuno? Bene. Il vostro gestore "alternativo" vi ha proposto di passare completamente con lui, "sganciandovi" da Telecom Italia e non dovendo più pagare il canone?

MAI DARE DISDETTA TELECOM ITALIA!!!

FERMATEVI. State rischiando di:

  1. Farvi disattivare l'ADSL, vostro malgrado, chiunque ve l'abbia fornita (compresa Telecom Italia!) e dovendo ugualmente pagarla fino a scadenza contratto - ammesso che vi ricordiate nel frattempo di disdirla;
  2. Non poter più chiedere l'ADSL a nessun altro, nemmeno a Telecom Italia e nemmeno al vostro "nuovo" gestore, oltre a perdere la vostra;
  3. Nel tentativo di tornare ad essere clienti Telecom Italia, di perdere il vecchio numero telefonico e pagare per l'attivazione di un nuovo numero, come foste partiti da zero.

Quindi, se siete nella situazione di cui sopra, non sognate di non pagare più il canone: se volete tenere l'ADSL e utilizzare anche altri gestori, fatelo pure ma senza MAI autorizzare alcun gestore diverso da Telecom Italia a "risucchiare" la vostra utenza. Continuate a pagare regolarmente il canone, rimanete clienti Telecom Italia e continuate ad anteporre manualmente il codice del gestore che volete usare di volta in volta.

Io vi ho avvertito... se poi non ci credete, o volete sapere come possa accadere una simile idiozia, armatevi di santa pazienza, aprite bene gli occhi e leggete tutto, fino in fondo, con attenzione e concentrazione

 

SPIEGAZIONI

La situazione è la seguente:

Un qualsiasi utente di Telecom Italia, dotato di una normale linea PSTN 1 , ha anche un contratto con uno dei fornitori cosiddetti "alternativi" (es. Teledue, Wind, Tiscali, ecc.) senza preselezione automatica 2 . Paga, quindi, regolarmente il canone a Telecom Italia e il traffico svolto con il gestore alternativo a quest'ultimo.

Un giorno quello stesso utente, ad esempio abbonato anche a Wind, decide anche di abbonarsi ad uno dei tanti fornitori di ADSL, come ad esempio Telvia o Tiscali. Magari si trova anche bene, perché per coincidenza nella sua zona non ci sono molti clienti dello stesso provider, magari utilizza la rete in orari "inconsueti", trovandola sempre abbastanza veloce. Valuta anche che, tutto sommato, sfrutta molto più spesso il gestore alternativo per le telefonate di quanto non faccia con Telecom Italia. E qui è in agguato il pericolo.

In un momento di follia (che follia non sarebbe se non fossimo in Italia) pensa che, tutto sommato, non ha senso continuare a pagare il canone a Telecom Italia quando il gestore alternativo gli offre di "sganciarsi da Telecom" e farsi fornire la telefonia interamente dal gestore alternativo senza chiedere canone, o quasi. E, ignaro di quanto gli sta per accadere, decide di sottoscrivere l'opzione.

Dopo qualche giorno, una telefonata gli annuncia che il "trapasso" è compiuto. Finalmente senza l'odiato canone Telecom! Il malcapitato, raggiante e ignaro di cosa l'aspetta, accende il suo computer per inviare una e-mail a tutti i suoi amici e dirgli che "l'ha fatto" ma, ahimè, qualcosa non va. Il computer non si connette ad Internet. Cosa sarà successo?

Seguono interrogativi, telefonate, reinstallazioni di driver, tutto invano. Eppure la spia "ADSL" è accesa... il cliente ha pagato regolarmente, sia il telefono che l'ADSL... perché non va? Alla fine gli viene in mente di chiamare il proprio fornitore di ADSL. Una candida voce gli dice: "mi dispiace signore, se lei ha sottoscritto un contratto in esenzione canone Telecom, non può avere l'ADSL".

Il malcapitato trangugia qualche pastiglia di tranquillante e cerca di ragionare per non divorare viva la malcapitata ragazza del Call Center. Dice: "Dunque: contrattualmente io ho adesso un unico rapporto con Wind; essi mi forniscono il servizio telefonico, perché non uso più il 1088 e pago solo loro. L'abbonamento ADSL con Telvia (o Tiscali o qualsiasi altro non coincidente con il nuovo gestore telefonico) lo avevo da prima e non l'ho cambiato, quindi loro sono sempre in regola. Dov'è il problema?". (Nota bene: si è parlato di Telvia o Tiscali solo per chiarezza di esempio, ma questa circostanza di "blocco ADSL" vale per tutti i cambi-gestore non coincidenti con il nuovo gestore telefonico, tranne quelli che vendono servizi in ULL, vedi più avanti).

Infatti, apparentemente sembra impossibile che un simile problema possa esistere. Invece si, ed ecco i motivi. Sui quali, tra l'altro, il gestore alternativo NON HA POTERE (anche se sa perfettamente che il problema esiste e spesso, anche se in buona fede, lo tace) . Con l'autorizzazione del Garante per le Comunicazioni.

  1. Quando si "cede" la linea ad un altro gestore, che vi dice di "sganciarvi da Telecom Italia" facendovi mantenere il numero ma esonerandovi dal pagare il canone, in realtà spesso NON SI FA NULLA di tutto ciò. Semplicemente si istruisce la centrale telefonica a inoltrare permanentemente tutto il traffico al nuovo gestore per tutti i numeri selezionati. Dopodiché, la linea telefonica passa solo contrattualmente, a tutti gli effetti, in "subentro" con diritto di rivendita al nuovo gestore.In altre parole, il nuovo gestore, come tale può subentrare e pagare, per la stessa linea, un canone molto più contenuto a Telecom Italia, giustificato dal fatto che quest'ultima non fornisce più anche il servizio telefonico ma solo la "giunzione" tra casa del cliente e la centrale telefonica. Da lì in poi, il traffico sarà sempre fornito da quest'ultimo. Da notare che quest'operazione, che può facilmente essere confusa con la preselezione automatica, è trasparente all'utente e non equivale alla preselezione automatica (che, invece, è una semplice "auto-digitazione" del prefisso gestore, 1088 nel caso di Wind o 1022 nel caso di Teledue, ecc. ed è svolta automaticamente dalla centrale su richiesta del cliente). Attenzione, quindi: il "trapasso" al nuovo gestore non ha comportato nessun cambio di centrale, nessuno spostamento di fili in centrale da Telecom Italia a "nuovo gestore". Semplicemente un cambio di configurazione. Il famoso "Tu Tuuu" continua ad essere generato dalle apparecchiature Telecom Italia: solo la conversazione passa per altre vie. Infatti, il nuovo gestore telefonico nel caso in esame NON ha alcun accesso "tecnologico" alla linea acquisita; lo ha solo dal punto di vista del traffico voce e dal punto di vista contrattuale. Da questa descrizione vanno ESCLUSI i POCHI gestori con capacità totalmente autonome quali FASTWEB, ATLANET e alcuni altri che, al momento, sono tra quelli che possono materialmente impadronirsi della linea in tutto e per tutto (non esattamente, vedremo perché).
  2. L'ADSL. Non tutti sanno che, eccezion fatta per pochissimi quali FASTWEB, ATLANET e pochi altri , l'erogazione materiale del servizio ADSL non è curata direttamente dal gestore scelto. In alcuni altri casi (es. Libero/Wind) lo è solo a volte e cioè quando esso è presente in centrale con le proprie apparecchiature e, nei casi migliori, con la propria dorsale ATM (v. più avanti). Negli altri casi è sempre e soltanto Telecom Italia, con le proprie apparecchiature, ad erogare il servizio. Esaminiamo il grafico che segue, molto semplificato ma utile per capire:

    Image

    Oltre all'osservare che l'unica via di uscita dalla centrale è la RETE ATM 3 (quale che sia il servizio richiesto: voce o dati), si osservi anche che non esiste alcuna connessione diretta tra il Cliente e il fornitore alternativo. Per un semplice motivo: il fornitore alternativo spesso NON DISPONE DI ALCUNA MORSETTIERA UTENTE presso la centrale, anche perché non ha steso alcun cavo tra la sua sede e il cliente. Sia l'ADSL che il servizio telefonico sono, quindi, sempre, solo e permanentemente attaccati alla morsettiera Telecom Italia e lì restano, anche quando si cambia fornitore (escluso il caso ULL, v. più avanti). Immaginate infatti una conversazione tra due clienti Telecom Italia: da casa alla morsettiera, dalla morsettiera al numeratore telefonico, da lì al nodo ATM interno, e da questo alla rete ATM che poi "atterrerà" sul nodo ATM della centrale di competenza del destinatario. Quando si usa un altro gestore, accade semplicemente che la telefonata atterrerà presso il nodo ATM del gestore (sulla destra) e poi da lì sarà inoltrata, tramite la rete ATM di quel gestore (che quasi sempre è quella stessa di Telecom Italia presa in noleggio, anche per permettere l'interconnessione con clienti Telecom Italia), presso la centrale di destinazione 4 . Se si è optato per il "cambio gestore", l'atterrare sul nodo ATM del gestore prescelto non sarà più a discrezione del cliente (che digiterà o meno il codice prima del numero) bensì sarà permanentemente deciso dalla centrale Telecom Italia locale, che lo farà in ogni caso. Questo è il caso tipico dei cosiddetti "canoni a rimborso" che, come ormai dovrebbe essere chiaro, non coincidono con un radicale cambio gestore eseguito in ULL.

    Andando all'ADSL, come si vede, fisicamente nulla cambia: prima di "cambiare gestore", la connessione era servita dal rack ADSL della centrale Telecom Italia, che lo instradava al nodo ATM interno. Esso, a sua volta, consegnava la connessione al nodo ATM del gestore prescelto tramite la rete ATM. Una volta "in sede", il gestore riversava la connessione sul proprio "servizio internet", nella migliore delle ipotesi connesso ad Internet con proprie connessioni, nella peggiore riversandola su una fornitura sempre erogata dalla stessa Telecom Italia. Consentendo al nuovo gestore la raccolta permanente del traffico, in realtà nulla cambia dal punto di vista del percorso dei servizi.

    Apparentemente, quindi, l'ADSL dovrebbe continuare a funzionare: perché invece non va? Reggetevi... PER CONTRATTO. Telecom Italia, infatti, è obbligata a permettere il "reinstradamento permanente" del servizio VOCE, ma non ANCHE del servizio DATI. Pertanto, quando l'utente decide di non fare più uso dei servizi voce di Telecom Italia, questa si preoccupa di DISABILITARE IMMEDIATAMENTE la consegna delle connessioni ADSL, anche se sono erogate da lei stessa. E, siccome "ufficialmente" non si è più clienti di Telecom Italia, non è neppure possibile sottoscrivere una qualsiasi ADSL venduta direttamente da loro, in quanto la loro ADSL per contratto può essere richiesta solo da loro preesistenti clienti "voce". Ecco il motivo per cui la "spia" ADSL del modem resta accesa: l'apparecchiatura ADSL è sempre quella, la stessa di prima, non è possibile "staccarla". Solo disabilitarla. Risultato: se si "cambia gestore" in modo permanente, si può dire addio a qualsiasi ADSL, a meno che non si abbia la fortuna di avere nella propria centrale uno di quei pochi gestori dotati di una propria dorsale di rete e delle proprie apparecchiature di servizio ADSL, completamente autonome. In quel caso, infatti, si verifica una condizione ben diversa, come si vede da questo grafico:

    Image

    In questo caso, il gestore porta in prima persona la propria connettività direttamente nella centrale, vi installa le proprie apparecchiature ADSL e fornisce il servizio sfruttando solo il doppino preesistente, che è e resta di Telecom Italia, alla quale il gestore paga un regolare affitto per tutta la durata del contratto. Per utilizzare quel doppino, all'interno dell'edificio della centrale, viene fisicamente disconnesso dalle apparecchiature Telecom e collegato a quelle del gestore. Questo è il famoso ULL, Unbundling Local Loop ovvero "rilascio dell'anello locale". In certi casi (anche se rari e generalmente frutto di accordi temporanei), l'apparecchiatura ADSL erogatrice è ancora quella Telecom Italia; in tal caso il doppino, che vedete tratteggiato, rimane attaccato alla loro morsettiera, tuttavia non vi è alcuna erogazione di servizio da parte Telecom in quanto è il nodo ATM del provider alternativo ad essere collegato anch'esso all'ingresso dell'apparato ADSL Telecom. Ai fini del servizio al cliente nulla cambia; ai fini dei costi, ovviamente, in quest'ultimo caso il provider alternativo pagherà a Telecom Italia non solo il noleggio del doppino ma anche quello della "morsettiera" e relativa "cartella utente" (la "scheda" che materialmente emette i servizi verso il doppino). D'altra parte, dal punto di vista Telecom Italia, tutto è "noleggiabile". Ricorderete senza meno, infatti, come sono iniziate le forniture telefoniche "alternative" e questo vi spiega come sia possibile essere clienti di altri anche se non è sempre detto che l'erogazione del servizio non sia ancora materialmente effettuata da Telecom Italia.

    Quando il gestore alternativo, a prescindere dal sistema impiegato per l'erogazione finale, fornisce anche servizio telefonico, in realtà non lo fa in modo tradizionale, bensì "veicolandolo" attraverso l'ADSL stessa (VOIP 5 ) e servendolo poi, con comodo, nella propria sede dove ha un unico centro di commutazione connesso un'unica volta con la rete ATM di Telecom Italia. Nel caso specifico di FASTWEB, questo accade anche per loro dove essi non sono riusciti a portare i propri cavi in fibra direttamente ai palazzi dei clienti; dove, invece, ciò è stato possibile, nello scantinato del palazzo è stato installato un apparato (router) che li collega direttamente e, pertanto, a quel punto i clienti non attraversano alcuna centrale telefonica se non quelle di transito, necessarie dopo aver attraversato il centro di gestione del proprio fornitore.

A questo punto dovrebbe essere tutto chiaro, in meno spazio di così non ce l'ho fatta. Come altrettanto chiaro dovrebbe essere che, eccezion fatta per i casi in cui decidiate di passare a gestori che hanno la possibilità di offrirvi i loro servizi in ULL effettivo, se volete continuare a utilizzare l'ADSL dovete far bene attenzione a NON DISMETTERE IL SERVIZIO TELEFONICO DI TELECOM ITALIA. Se cadrete in questa trappola, sarà praticamente impossibile ripristinare la situazione originaria: il numero telefonico, molto probabilmente lo perderete e, altrettanto probabilmente, per avere l'ADSL sarete costretti a sottoscrivere un nuovo contratto con Telecom Italia, non soltanto cambiando numero, ma anche dovendo pagare un nuovo contributo di attivazione e, possibilmente, anche dovendo pagare i contratti precedentemente esistenti (fonia e ADSL) fino alla loro naturale scadenza. Capite bene che, per tentare di affrontare questo problema, dovrete far parlare tra di loro due Call Center: quello di Telecom Italia e quello del nuovo gestore in quanto tutte le Aziende si sono preoccupate di scomparire accuratamente dagli elenchi telefonici in prima persona, lasciando come interfaccia con i clienti solo i Call Center. E potete altrettanto bene immaginare che riuscire a fare "marcia indietro" in queste situazioni rasenta l'utopia. Esattamente come le Aziende desiderano che sia. OCCHI APERTI.



E, come al solito, sono a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.


Note:

1 (Public Switched Telephone Network ossia rete telefonica pubblica commutata, acronimo usato per distinguere una linea tradizionale da una ISDN). TORNA SU


2 La preselezione automatica consiste nel non dover più anteporre il codice del gestore da utilizzare, autorizzando quest'ultimo ad essere il "gestore predefinito". In altre parole, se si compone un numero di telefono, esso sarà instradato nella centrale telefonica del proprio fornitore, che è normalmente Telecom Italia. Se si desidera utilizzare ad esempio Wind, si anteporrà il codice 1088 al numero di telefono. Questo istruirà la centrale telefonica ad instradare la telefonata a Wind e, e quindi, ad usufruire dei servizi Wind e non Telecom Italia. TORNA SU


3 La rete ATM (che significa Asynchronous Transfer Mode) è una rete ad altissima capacità e velocità, che copre l'intero territorio nazionale e costituisce, per le sue prestazioni, il vero core business di Telecom Italia. Essa vi veicola di tutto, dalle telefonate alle ADSL, dalle linee professionali a quelle amatoriali, dai telecontrolli alle telegestioni dei propri impianti e, persino, i circuiti privati virtuali usati dalle radio e televisioni per trasmettersi audio e video tra le sedi, anche in tempo reale, finanche alle telecamere professionali sparse per le città e lungo le autostrade, le linee di servizio per la gestione e la fornitura di connettività alle reti cellulari, eccetera. E' possibile farsi un'idea delle sue potenzialità stratosferiche leggendo il sito dell'ATM FORUM (http://www.atmforum.org, lingua inglese). TORNA SU


4 A questo punto dovrebbe essere chiaro come non abbia senso distinguere ancora le chiamate urbane da quelle interurbane: la rete ATM di Telecom Italia copre l'intero paese ed è sempre in funzione e sempre in dialogo, che si parli o meno. Perciò effettuare una comunicazione locale o interurbana, ai fini del consumo di risorse, non comporta alcuna differenza e la diversa tariffa applicata non sembrerebbe trovare alcuna valida giustificazione. TORNA SU


5 VOIP=Voice Over IP, ovvero trasporto del servizio telefonico su rete IP, cioè, in definitiva, tramite Internet. TORNA SU

Condividere questa pagina su:
Digg!Segnala su Segnalo.com!Segnala su OK Notizie!Del.icio.us!Google!Live!Technorati!Furl!Yahoo!
 

 
 
 

Google Immagini


Immagini tra i volti:


Immagini nelle news: