Didattica 2
VoIP
Cisco 7960 - Introduzione | Cisco 7960 - Introduzione |
| Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT) | |
| lunedì 02 luglio 2007 | |
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La telefonia su IP (VoIP) sta prendendo sempre più piede: la richiesta di apparecchi telefonici funzionanti direttamente in VoIP è in continuo aumento. Posto che abbiamo già letto e studiato le mie lezioni sul VoIP, iniziamo a guardarci intorno per dotarci di un apparecchio telefonico professionale, in grado di essere utilizzato direttamente, senza alcun bisogno di adattatori, ATA, o altro. {mosgoogle} In questa serie di tavole ci occuperemo del Cisco 7960, un telefono IP relativamente recente (le prime documentazioni risalgono già a qualche annetto fa). Quando è stato lanciato sul mercato aveva costi proibitivi per l'utente medio. Ora si trova molto facilmente, come dimostra questa semplice ricerca su Ebay. Il grosso problema è che spessissimo viene venduto senza alcuna documentazione e, in rete, in lingua italiana c'è veramente poco per sapere cosa si deve fare. Altrettanto spesso, quando lo si acquista, chi lo vende difficilmente sa dire se già è dotato di protocollo SIP (quello necessario per usarlo con il VoIP): se l'apparecchio è come uscito dalla Cisco, esso ha precaricato il protocollo SCCP, in grado di farlo funzionare solo in unione al Cisco Call Manager, una soluzione proprietaria Cisco alla portata solo delle medie-grandi aziende. Comunque, basta accenderlo e con una manovra neanche troppo difficile si può determinare se è già dotato di SIP o meno. In ogni caso, sia che abbia o no già installato il SIP, conviene attrezzarsi per aggiornarne il firmware all'ultima versione, più stabile e affidabile, anche perché quanto resterà del software necessario sarà anche utile per apportare delle semplici modifiche alla configurazione, per esempio per cambiare i dati di un account VoIP. Per attaccarlo alla nostra connessione ADSL e utilizzarlo come client per il nostro abbonamento VoIP (anzi, i nostri, perché il Cisco 7960 gestisce fino a 6 linee), dobbiamo intervenire manualmente. E' quello che gli americani definiscono "hands-on", metterci le mani. Intendiamoci, non dobbiamo scuoiarlo né ravanare al suo interno: occorre solo aggiornargli il firmware, istallandogli quello SIP. E la cosa è facile a dirsi, ma molto meno a farsi. D'altra parte, vale senz'altro la pena di farlo, sia perché l'apparecchio ha una qualità complessiva che è riduttivo definire eccellente, sia perché è tra i pochissimi ad avere un vero vivavoce studiato per il VoIP, che non da alcun fastidio al nostro interlocutore, ha un audio forte, chiaro e cristallino e non produce eco per nessun motivo al mondo. Solo se l'eco viene prodotta dal nostro fornitore VoIP o lungo il percorso della telefonata, il Cisco 7960 potrà far poco, anzi, nulla. Prima che andiate avanti a leggere, rispondiamo subito a poche, ma frequenti domande: potrebbe darsi che ciò che volete sapere sia già tra queste, nel qual caso vi risparmiate il resto della lettura e magari fate un giro sul sito a leggere qualcos'altro. Dove non capite, saltate, vuol dire che non vi riguarda. Domanda: ha i toni italiani per il ring, l'occupato, il libero, la dissuasione, eccetera? Risposta: assolutamente no. Il Cisco 7960 è un telefono Cisco: nato per gli Stati Uniti e venduto, inizialmente, solo negli Stati uniti. Per cui, se se ne desidera avere la stabilità, affidabilità e robustezza, occorre abituarsi ai suoi "toni" di segnalazione tipicamente americani. Il che non pregiudica nulla: funziona tutto perfettamente, è solo una questione psicologica d'abitudine. Domanda: si possono personalizzare le suonerie? Risposta: si. Sono in un formato inusuale, ma in teoria (nel senso che ci sono diversi passaggi di conversione) si possono produrre anche in proprio. Domanda: di quali CODEC dispone? Risposta: g711a (alaw), g711u (ulaw) e g729 punto e basta. Tutti gli altri non li ha. Ma servono?... Domanda: ci si può attaccare una cuffia? Risposta: si. Ha un'apposita presa proprio per la cuffia. Se ne trovano di pronte, prodotte dalla Plantronics, oppure (visto che si tratta di una normale presa RJ11 piccola) ci si può costruire un adattatore in proprio. Domanda: Si può utilizzare con Fastweb? Risposta: dipende. Con alcuni fornitori di telefonia VoIP si, senza problemi, con l'ausilio di uno STUN server. Con altri (per esempio Eutelia) non funziona. Questo vale sia per la normale Fastweb che per Fastweb Light: non dipende, infatti, dal fatto che Fastweb non assegna un IP pubblico, ma dal tipo di proxy che ha il fornitore VoIP e da come lo ha programmato. Con Eutelia funzionava fino a qualche mese fa (intorno a Marzo 2007): poi hanno aggiornato i proxy e ha smesso di funzionare. La stessa cosa vale per alcuni ATA, tra cui il FritzBoxFon ATA. Domanda: ha bisogno di un alimentatore? Risposta: si. Ha il suo, chiamato Powercube. Fornisce 48 Volt in corrente continua, quindi se ve lo stanno vendendo senza alimentatore, non prendetelo, a meno che non ne abbiate uno voi oppure se pensate di alimentarlo tramite PoE (Power Over Ethernet), nel qual caso l'alimentatore non vi serve. Tenete presente che il PoE è quasi sempre incompatibile con gli switch a 1 Gbit. Non pensate di trovare in commercio tanto facilmente un alimetatore da 48 Volt in corrente continua, fate attenzione. Domanda: quanto è giusto pagarlo? Risposta: alla data di redazione, direi che come massimo non si debbano superare i 120€, per un apparecchio in perfette condizioni. Ma li vale tutti. Domanda: se viene proposto un esemplare in eccellente stato ma senza SIP, cosa fare? Risposta: io non avrei dubbi, lo prenderei. Ma io so aggiornarlo... e dovrete imparare a farlo, se non volete perdere l'occasione. A me personalmente è andata proprio così. Ho acquistato un esemplare neanche troppo economico ma in condizioni eccellenti. Senza SIP: ho dovuto fare tutto da solo, ed ecco perché sono qui a riassumere cosa si deve fare. Bene, se siete arrivati fin quaggiù, potete passare alla tavola successiva.
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