Didattica 2
VoIP
Il client Bria di Counterpath per telefonare da PC | Il client Bria di Counterpath per telefonare da PC |
| Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT) | ||||
| venerdì 22 giugno 2007 | ||||
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La Counterpath, brillante azienda che produce software per comunicare via IP (VoIP) ha rinnovato il proprio parco aggiungendo un nuovo client: il BRIA. {mosgoogle right} Precisiamo subito, a dispetto di qualunque altro suggerimento possiate aver letto: MAI affidarsi esclusivamente a telefoni software come unica soluzione di comunicazioni telefoniche. Lasciate che questo sia fatto da professionisti, che sanno bene cosa fanno, oppure da coloro che non hanno alcuna necessità di disporre con certezza di una linea telefonica funzionante. In questa tavola esamineremo il nuovo client BRIA di CounterPath. Essendo l'azienda statunitense, in rete non c'è quasi nulla che ne faccia una disamina approfondita completamente in italiano, offrendo anche suggerimenti su come creare lo scenario migliore per utilizzarlo. Essendo personalmente già utente del precedente prodotto, Eyebeam 1.5, sono già conoscitore dell'azienda e della sua filosofia. Stiamo parlando di un programma che, caricato sul proprio computer e posto che si disponga di una connessione Internet a banda larga con tariffa flat, permette di fare e ricevere chiamate vocali, video ed Instant Messaging, sfruttando il VoIP (Voice Over IP) ed altri protocolli proprietari per le funzioni diverse dalle telefonate. L'utilizzo di un telefono software, in linea generale, può essere un'esperienza entusiasmante così come davvero deludente, tutto dipende dallo scenario in cui lo facciamo funzionare. AttenzioneRegola fondamentale: fate pure tutti gli esperimenti che volete, ma non vi sognate MAI di disdire Telecom Italia o Fastweb o altro gestore di rete fissa che avete, facendovi convincere a fare la portabilità del numero in VoIP per poi trovarvi costretti, qualora il vostro scenario informatico non risultasse del tutto ideoneo a farvi usare un telefono software senza problemi, a dover fare delle costose marce indietro. Occorre ricordare, come spiegato nelle mie lezioni sul VoIP, che quando un numero diventa "portato", l'unico sistema per non perderlo è tornare all'... ovile di Telecom (€ 150,00 di una tantum per "nuovo abbonamento"): nonostante il meccanismo sia del tutto analogo, non funziona come con i cellulari, dove possiamo saltare da un gestore all'altro portandoci il numero senza problemi. E' solo un fatto di politica commerciale, sia chiaro: tecnicamente nulla lo impedirebbe. Ma evitiamo di polemizzare, siamo in Italia e lo sappiamo che va così. Il costoIl programma viene proposto in licenza singola a 60 dollari statunitensi, pari a poco meno di € 45,00 (verificate al momento con Google calc). Non è poco ma non è neanche tanto, in considerazione delle maggiori funzionalità di cui possiamo usufruire. Se dovessimo acquistare un telefono IP vero e proprio che permetta anche Videochiamate e Instant Messaging, dovremmo spendere almeno il triplo. Last but not least, come dicono gli americani, cioè ultimo ma non meno importante, l'impiego di un telefono software è tra i pochi modi a basso costo che permette di usufruire, oltre che della intrinseca maggiore sicurezza della comunicazione in VoIP (a dispetto di quanto Vodafone vorrebbe far credere alla clientela, vedi questa notizia apparsa qualche tempo fa qui sul sito) anche di ulteriore cifratura, attuata attraverso il software. Ovviamente questo restringe la tipologia di destinatari con cui possiamo parlare: chi non impiega esattamente la stessa tecnologia, non potrà parlare "in cifra" con noi, a meno di non disattivare l'opzione di cifratura. Se si vuole, tuttavia, ottenere un grado di sicurezza che definirei abbastanza elevato per stabilire una rete di conversazione tra punti diversi del pianeta, l'impiego di questo o altri simili prodotti software conferisce un grado di sicurezza di tutto rispetto: è già difficile, di per sé, l'intercettazione di una telefonata VoIP; se poi a questo si aggiunge una cifratura, le cose si complicano al punto che il tentativo di intercettazione val la pena di farlo solo se si sospetta che voi siate dei novelli Osama Bin Laden... tornando a circostanze di vita reale, nulla vi vieta, in questo scenario di VoIP + cifratura, di parlare di un segreto industriale, dei dettagli della campagna di lancio di un prodotto su cui volete mantenere riserbo fino all'effettiva uscita sul mercato ed altre simili circostanze. Certo, non mi affiderei a questo scenario se dovessi discutere di un segreto militare, anche perché normalmente in ambiente militare sui telefoni c'è una bella targhetta che recita "È VIETATO TRATTARE PER TELEFONO ARGOMENTI CLASSIFICATI". Al vostro intuito e al vostro buon senso la decisione. Come parlo? Domanda intelligente: due possibili risposte.
Tenete presente che parlare con microfono e altoparlante del PC non significa avere "rimediato" un vivavoce gratuitamente. Un telefono IP con vivavoce degno di questo nome ha ben altre accortezze, per farvi parlare a viva voce. Molto può essere fatto via software, con l'ausilio della potenza di calcolo del PC, ma non si otterrà mai la qualità di conversazione a viva voce che si può ottenere con un prodotto appositamente studiato (es. il telefono Cisco 7960, di cui presto parleremo), pertanto, se nel mirino c'è un impiego serio del prodotto, altoparlanti e microfono del PC lasciateli stare e compratevi una cornetta USB (per esempio la Digitus, che uso anche io e fa davvero dimenticare di star parlando tramite un telefono software; inoltre si trova a meno di € 15,00). La cornetta USB (anche la cuffia USB) è in realtà una scheda audio USB, molto semplice, priva di tutti gli orpelli tipici di una vera scheda audio come la stereofonia, multicanali, sintetizzatore MIDI eccetera ed è, invece, ottimizzata per l'unico lavoro che deve fare: trasformare un suono in un flusso di bit e viceversa. Quando la inserirete nella porta USB, ricordate che in sistemi operativi inferiori a Windows XP occorre il driver: da XP in su, dopo il semplice "Pop: Trovato nuovo hardware", verrà subito detto "Il nuovo hardware è installato e pronto per l'uso". Su Linux e su Mac, normalmente, va nello stesso modo e diventa disponibile subito. Fate attenzione a non acquistare cornette o cuffie incompatibili con il prodotto: la casa le elenca nella brochure delle "release notes" (note di rilascio), in basso. Precisamente, all'atto della redazione di quest'articolo:
Più in basso, la brochure precisa che tutte le cornette e cuffie utilizzabili con Eyebeam funzionano anche con il BRIA: io utilizzo normalmente la Digitus con Eyebeam, quindi con quella andate tranquilli. E ora, voltiamo pagina e analizziamo cosa offre il prodotto. |
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