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Cos'è il VoIP? Ormai se ne parla molto, specialmente in rete: è il caso di prendere spunto e cominciare a sfatare miti, misteri e sgomberare l'orizzonte da nebbie e nubi, così da affrontare l'argomento con quel minimo di preparazione necessaria a non cadere... da quelle stesse nubi.
{mosgoogle}Come nel tradizionale stile di questo sito, lo faremo tralasciando tutti i tecnicismi non necessari ed impiegando linguaggio irriverente e poco accademico, ma comprensibile a tutti. Si dà per scontata una minima preparazione di base, che mi aspetto sia già presente per il semplice fatto che state leggendo un sito Internet: d'altra parte, chi ha fatto una ricerca ed è arrivato qui, non c'è arrivato per sentir parlare di Kant o per ammirare i capolavori di Raffaello, ma perché sta cercando materiale sul VoIP.
Alcune pagine di queste lezioni sono brevi e succinte, altre possono anche essere molto lunghe. Questo non vi deve spaventare: sono scorrevoli e facili nonostante la lunghezza. D'altro canto l'argomento, se lo si volesse affrontare in modo accademico, risulterebbe davvero complesso; per trattarlo esaurientemente occorrerebbe lo spazio di almeno un paio di spessi libri, con il presupposto irrinunciabile di una corretta conoscenza di base delle reti di telecomunicazioni. In altre parole, chi ha studiato ingegneria delle telecomunicazioni può... direttamente cambiare sito, non troverà nulla che gli sia utile a meno che non voglia trascorrere un paio d'ore a trovar difetti nella mia esposizione. Queste pagine sono state scritte per l'uomo comune, che "mastica qualcosa" di Internet, naviga, usa modem ADSL, insomma ha qualche "nozioncina" raccattata rubando all'amico che sa, divorando riviste dalle quali comunque è uscito "sporco di farina", ma che se vede solo l'ombra di un teorema, di una formula o di qualche calcolo integrale scappa a gambe levate. Ebbene, ho accuratamente evitato il ricorso a qualsiasi di questi mezzi ma, a volte, il prezzo da pagare è la lunghezza delle frasi, che tenta di supplire a questa volontaria manchevolezza. Tutti conosciamo il principio che dice "in natura nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma". Ho tentato di trasformare rigore e calcoli in... parole, spero di esserci almeno in parte riuscito. Se così non fosse, gradirò molto una vostra segnalazione.
VoIP questo sconosciuto: presentiamoci
Cosa vuol dire la sigla VoIP, innanzi tutto? Vuol dire: Voice over IP. E' davvero semplice da tradurre: Voce su IP ovvero sfruttamento di IP (che, ricordo, significa Internet Protocol, cioè la tecnica usata da Internet per trasportare dati) al fine di trasportare la nostra voce. Strano? Vediamo di arrivarci con dei paragoni.
Non dovrebbe essere sconosciuto il concetto secondo cui, un oggetto che ormai è d'uso più che comune quale il CD (acronimo di Compact Disc) sia in grado di contenere tanto dei dati quanto della musica: quando compriamo un CD musicale, esso la contiene. Il CD, inserito nell'apposito lettore dell'impianto stereo o (salvo protezioni) nel lettore CD del nostro computer, è in grado di farci ascoltare la musica che contiene. Occorre però tenere presente che, sia che si parli di musica, sia di "dati" generici, in realtà non c'è alcuna differenza: per il computer, anche la musica è classificabile come "dati". In effetti, un CD musicale altro non è che un normalissimo CD dove i dati memorizzati sono esclusivamente di tipo musicale. Evitando di farci (per il momento), altre domande - anche se lecite - prendiamo per buono il concetto per realizzarne subito un altro: anche la nostra voce può, se opportunamente trattata, essere "genericamente" gestita come dati, esattamente come la musica (che, peraltro, spesso contiene anche voce).
L'idea sorge spontanea: se la rete Internet (o qualsiasi altra, poco importa a questo punto) è fatta per trasportare dati - cioè anche la voce umana - perché non sfruttarla per farci passare la voce di due interlocutori telefonici? In fin dei conti, i più smaliziati che già usano da tempo programmi di chat vocale (e video, in alcuni casi) non lo troveranno per nulla strano. C'è, però, una differenza radicale: mentre la chat vocale (o video) è un dialogo che si svolge tra due o più computer che, in qualche modo, si collegano con l'ausilio di un punto di riferimento - il "server CHAT" a cui il nostro programma si collega - o comunicandosi preventivamente l'un l'altro il proprio indirizzo IP (vedi qui per rinfrescare la memoria su cos'è l'indirizzo IP), non altrettanto sarebbe fattibile per realizzare una comunicazione telefonica, dove il metodo per raggiungere un interlocutore è costituito dalla conoscenza del suo numero telefonico, da inviare alla propria centrale perché questa ci connetta con tale apparecchio telefonico.
Nasce quindi la necessità di avere a disposizione un tipo diverso di "centrale telefonica", in grado di raccogliere le richieste di conversazione inviate secondo le modalità previste da questo nuovo mezzo, che le instradi verso le destinazioni richieste facendo del proprio meglio per raggiungerle nel miglior modo possibile e seguendo il percorso più economico e affidabile possibile. Confusi? Ma no: non potete confondervi, rileggete questa lezione e vedrete che non c'è assolutamente tutta questa grande differenza.
Ciò posto, riflettiamo sui vantaggi che possano derivare dall'impiego di una siffatta tecnologia.
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Il nostro telefono tradizionale raggiunge la centrale attraverso il (famoso, ormai) doppino, ovvero un collegamento basato su un filo elettrico di tipo telefonico, che parte dal nostro appartamento e, attraversando armadi e canalizzazioni sotterranee o aeree, raggiunge materialmente i locali dove si trova la centrale stessa. Ciò obbliga il gestore telefonico ad essere presente, con apparecchiature in grado di erogare direttamente il servizio telefonico, in più punti possibile nell'area da servire. Nel piccolo paesino di provincia può anche bastare un solo edificio, ma nelle grandi città occorrono decine e decine di centrali, anche a causa dell'elevatissimo numero di utenze. Ne deriva che se, grazie a questa nuova tecnologia, diventa possibile raggiungere la "centrale" via Internet, essa non ha più bisogno di trovarsi a poca distanza da casa: in linea teorica potrebbe trovarsi ovunque nel mondo!
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Come derivazione immediata del punto 1, questa volta tutto a favore della clientela, c'è il non trascurabile vantaggio di potersi... scegliere il fornitore! Siamo, infatti, completamente svincolati dal legame fisico (per meglio dire, galvanico, cioè di continuità elettrica, il filo, insomma) con il gestore presente in centrale perché la centrale che più ci aggrada la raggiungiamo via Internet, e quindi può essere qualunque e dovunque. Il solo limite è costituito dallo scegliere un fornitore non troppo lontano... dall'Italia, altrimenti avremmo, per effetto della lunga strada percorsa da Internet mentre trasporta la nostra telefonata, un fastidioso ed eccessivo ritardo nel recapito della voce.
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L'edificio in cui si trova la centrale telefonica tradizionale - e che, oggi, ospita anche le apparecchiature di distribuzione di Internet tramite una delle tecnologie in uso, come ad esempio l'ADSL - potrebbe, se l'impiego del VoIP si diffondesse in misura rilevante, addirittura smettere di contenere la centrale telefonica stessa e limitarsi a contenere delle serie di DSLAM (= Digital Subscriber Line Access Multiplexer, ovvero multiplatore di accesso di linee digitali d'abbonato, in altre parole distributore di ADSL e simili), in quanto con quell'unico metodo diventa possibile fornire al cliente sia Internet sia il servizio telefonico.
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Le aziende fornitrici avrebbero una maggiore semplicità e centralità di gestione, in quanto la centrale telefonica si semplifica, venendo a mancare parte delle apparecchiature che attualmente vi esistono (la parte telefonica vera e propria).
In realtà di vantaggi ce ne sono molti altri, di cui alcuni saranno discussi più avanti, ma la maggior parte dei quali esula decisamente dagli scopi di queste pagine. Invece, esaminiamo almeno i principali svantaggi derivanti dalla piena adozione di questa tecnologia, ove la si consideri a tutti gli effetti un radicale sostituto del servizio telefonico tradizionale. Abbiamo, almeno:
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La necessità di avere assicurato il servizio telefonico anche in mancanza di tensione di rete elettrica: fino a qualche anno fa, per legge i gestori telefonici erano tenuti ad assicurare continuità di servizio anche se la tensione di rete elettrica dovesse essere venuta a mancare. Chi ha un telefono tradizionale sa perfettamente che esso funziona anche se "manca la luce". Chi ha un telefono ISDN (la cui borchia è collegata anche alla rete elettrica, oltre che a quella telefonica) sa che, se "manca la luce", non tutti gli apparecchi collegati alla borchia ISDN funzionano, ma almeno uno di essi rimane attivo, sia pure con funzionalità a volte limitate ma comunque in grado di fare e ricevere chiamate. Non altrettanto vale per Fastweb, che molti ancora ritengono "uno strano oggetto, che funziona e per di più funziona esattamente come Telecom, ma non si capisce come"; ma di questo parleremo più avanti.
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Come estensione del punto 1 qui sopra, occorrerebbe avere assicurata che anche la connessione Internet in caso di assenza di elettricità: poiché ormai tutti sanno che la connessione ad Internet ci viene assicurata da quello che (impropriamente) viene chiamato "modem ADSL" e che esso, per funzionare, ha bisogno di essere alimentato dalla tensione di rete elettrica. Se quest'ultima dovesse venire a mancare, verrebbe meno il collegamento ad Internet e, con esso, anche il servizio telefonico, visto che per averlo bisogna disporre di un collegamento ad Internet attivo e in funzione.
Questi due punti sono, ad oggi, gli unici grossi "freni" alla diffusione del servizio telefonico in tecnologia VoIP. Per la maggior parte delle persone, infatti, la presenza di questi limiti è già più che sufficiente alla totale dissuasione: se poi a questo si aggiunge che la tecnologia VoIP in sé è poco o per nulla conosciuta, la stragrande maggioranza delle persone ancora considera l'adozione di questa novità come un "salto nel buio" o, nella migliore delle ipotesi, un servizio da ritenersi solo "aggiuntivo", da far almeno "convivere" con una linea telefonica tradizionale, vista come la famosa "ancora di salvezza".
Qualche considerazione sullo stato dei fatti nel VoIP
Una delle obiezioni più comuni è: "allora, se va via la luce, non posso telefonare". E' vero: com'è anche vero che esattamente lo stesso accade a... tutti i clienti di Fastweb! Esatto, perché Fastweb (che si guarda bene dal dirlo, ma fa esattamente così), quando porta il proprio servizio telefonico, lo porta impiegando la tecnologia VoIP. Quello che Fastweb chiama HAG (Home Access Gateway, ovvero porta di accesso domestica) in realtà è un apparato che, al suo interno, comprende:
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un modem con interfaccia ADSL o in fibra ottica, a seconda delle zone;
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un router in grado di fornire accesso a tre connessioni di rete (quindi a tre computer)
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un circuito detto ATA (Analog Telephone Adapter, ovvero adattatore telefonico analogico) che permette di erogare, in modo del tutto simulato, una normale linea telefonica a cui si collega un normale apparecchio telefonico. Tale ATA, quindi, "lato utente" restituisce la rassicurante sensazione dei ben conosciuti segnali acustici di invito alla selezione, squillo, occupato e dissuasione; "lato rete", invece, non fa altro che tramutare tutto questo in normalissimo traffico VoIP, che Fastweb raccoglie e gestisce dietro le richieste dell'ATA.
Va altresì precisato che Fastweb dice a chiare lettere, in sede di sottoscrizione dell'abbonamento, che in assenza di alimentazione elettrica l'HAG cessa di funzionare e, pertanto, vengono meno sia il collegamento ad Internet che la linea telefonica. Tuttavia, a quanto pare, con Fastweb nessun cliente si è posto il problema più di tanto. Addirittura, i più smaliziati avranno anche preso opportune precauzioni: non è difficile capire che, visti i bassi consumi dell'HAG (meno di 10 Watt), è sufficiente impiegare un banale gruppo di continuità per computer (detto UPS), anche di potenza - e prezzo - molto contenuti, da dedicare esclusivamente all'alimentazione dell'HAG per garantirsi alcune ore di autonomia in caso di mancanza di tensione di rete. Rispetto ad altri fornitori, andrebbe anche precisato che Fastweb veicola i propri servizi attraverso un'architettura diversa, in quanto non si serve direttamente di Internet per condurli presso gli utilizzatori bensì di una rete privata: ma di questo parleremo in dettaglio più avanti.
Dicendolo "in un orecchio", possiamo anche prendere atto che il VoIP vero e proprio (pur tacendolo completamente al cliente finale) viene di tanto in tanto utilizzato da Telecom Italia stessa, per fornire utenza telefonica ai clienti laddove le circostanze tecniche rendano più semplice e più fattibile l'adozione di questa tecnologia piuttosto che il "recapito" di una linea tradizionale. In Italia, chissà perché, ancora nulla di tutto ciò viene ufficializzato; tuttavia, basta dare un'occhiata al sito di Telecom Italia San Marino ( http://www.telecomitalia.sm ) per rendersi conto che, già solo leggendo il loro sito, la struttura è abbondantemente in grado di farlo; e se lo può per San Marino, è difficile credere che non possa anche per tutto il resto d'Italia, tanto più che i clienti di Alice ADSL vengono tra l'altro invogliati con offerte di "linee addizionali" abbinate all'ADSL di Alice; queste, altro non sono se non linee VoIP, gestite dal "modem di Alice", che in quel caso incorpora anche il famoso ATA, a cui colleghiamo altri telefoni. Il cliente non lo sa (e così va bene, per ragioni di mercato!) ma sta già usando il VoIP, spesso e volentieri senza saperlo. E ciò ne dimostra la piena validità, sia in termini di tecnologia che di affidabilità. Come pure andrebbe sottolineato che anche la tradizionalissima linea ancora esistente in casa di moltissimi di noi, apparentemente invariata rispetto al passato, impiega già da molti anni una tecnologia simile al VoIP: potremmo, con azzardo, definirla VoATM o "Voice Over ATM", visto che le centrali telefoniche dialogano tra loro in modalità esclusivamente digitale, attraverso la rete ATM (di cui si accennerà più avanti). E lo fanno con modalità molto, molto simili al VoIP ma le loro caratteristiche progettuali, nate e concepite per il servizio telefonico, rendono l'impiego di tale tecnologia completamente trasparente per l'utilizzatore, che non si accorge assolutamente di nulla.
Tutto ciò premesso, passo alla proposta "provocatoria": se, come fa un utente smaliziato di Fastweb o di Alice con linee aggiuntive, possiamo garantirci contro le interruzioni di rete elettrica impiegando un bel gruppo di continuità adibito in via esclusiva "alle telecomunicazioni", perché non farlo anche per il normale modem ADSL che abbiamo usato finora? E, con esso, per le eventuali apparecchiature telefoniche di tipo VoIP, che si servono della connessione ad Internet che esso fornisce? Avremmo ugualmente scongiurato, almeno per alcune ore, il rischio di restare senza telefono.
L'obiezione solitamente sollevata a questa proposta è "ma non devo lasciare anche il computer acceso, se utilizzo la telefonia VoIP?". La risposta è assolutamente no! Il computer serve solo se non disponiamo di un ATA, di un modem ADSL con ATA incorporato o, addirittura, di un telefono IP (che è un telefono adatto ad impiegare direttamente i servizi telefonici VoIP, senza bisogno di alcun ATA). Le funzioni normalmente svolte dall'ATA o dal telefono IP, infatti, vengono a quel punto svolte utilizzando una parte della potenza di calcolo del computer, sotto il controllo di un programma detto "softphone" o "telefono software", che realizza tutte le funzioni necessarie all'impiego del servizio e porta l'audio sia di chi parla che di chi ascolta agli altoparlanti e al microfono del computer, ad una cuffia con microfono o ad una cornetta telefonica specifica per computer; pertanto, ove si adottasse il VoIP "seriamente", di certo non ci si ridurrà a telefonare solo con un "telefono software", bensì ci si doterà di ATA, o di modem ADSL con ATA incorporato o, per i più intraprendenti, di un vero telefono IP; ed ecco venir meno la necessità di tenere il computer acceso.
Vi è venuta già un po' di "acquolina in bocca"? Benissimo. Nella lezione 1 capiremo molto meglio come stanno le cose, dedicandoci ad una disamina più approfondita ma sempre "leggera" di questa nuova tecnologia e dei punti saldi da tener presenti per adottarla serenamente (e con profitto!). |