• Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  

MVPNetwork

  
The Most Valuable Pages Network: informazione e formazione nelle tecnologie
venerdì
18 mag
 
Home arrow Didattica arrow Telefonia mobile arrow Servizi delle reti cellulari - Comparazione tariffe
 
Servizi delle reti cellulari - Comparazione tariffe
Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
mercoledì 09 maggio 2007

Motorola

Attenzione - anche se questa pagina riuscisse a convincervi a rimanere con la vostra attuale tariffa e a non passare ad una differenziata, sarebbe bene che leggeste le spiegazioni che a suo tempo mi avevano spinto a creare una petizione perché gli operatori divenissero più trasparenti nel commercializzare questo tipo di tariffe.

{mosgoogle right}

 

In Italia oggi esistono quattro operatori cellulari: TIM, VODAFONE, WIND e 3 (H3G, gruppo Hutchison Whampoa): per la presenza di questa pagina, presumo mi odieranno tutti e quattro, ma non ci posso fare nulla. Non sto calunniando né diffamando nessuno di loro (anche perché sono stato cliente di tutti e quattro, anche se ora sono rimasto solo cliente Vodafone): mi limito ad esporre fatti derivanti da calcoli basati sulle tariffe esposte sui loro siti.

Nel caso specifico, ho preso ad esempio due tariffe del gestore che, nonostante i difetti (che hanno tutti, intendiamoci: il gestore ideale non esiste), personalmente ritengo essere quello tecnicamente e commercialmente più avanzato: VODAFONE.

 

Premesso che ci sono situazioni, in genere molto particolari e che, quindi, non fanno testo né statistica, nelle quali effettivamente distinguere può portare un (lieve) vantaggio, esaminiamo le differenti tariffe che ci ritroviamo a pagare in due situazioni apparentemente ben distinte:

  1. La tariffazione a prezzo unico

  2. La tariffazione a prezzo differenziato

Nella nostra analisi diamo per scontato di:

  • Trovarci in Italia, sotto copertura dell'operatore interessato;

  • chiamare un numero che si trova in Italia

Pertanto, niente "roaming", niente estero, niente numeri speciali (899 e simili), niente promozioni: semplici conversazioni originate da un cellulare dislocato in Italia e dirette ad un numero telefonico urbano, interurbano o cellulare dislocato in Italia. L'esame prende in considerazione chiamate da 0 a 15 minuti, ignorando volutamente situazioni di "autoricarica", attraverso le quali le carte in tavola apparirebbero ulteriormente confuse.

 

Abbiamo notato tutti che è tendenza praticamente costante di tutti gli operatori quella di creare tariffe che non fanno distinzione tra i numeri chiamati e tariffe che, invece, privilegiano (economicamente, si intende) le chiamate dirette a cellulari dello stesso operatore (unitamente o meno a quelle dirette a rete fissa) e chiamate dirette a cellulari di altri operatori. Prendiamo ad esempio la tariffa per schede prepagate VODAFONE PEOPLE (differenziata) e la VODAFONE AUTORICARICA (fissa), entrambe per uso privato. Notiamo che non facciamo distinzione tra la Autoricarica CHIAMA e la Autoricarica RICEVI in quanto entrambe applicano la stessa tariffa che può, poi, essere ridotta se scatta il meccanismo di "ricarica" previsto dal gestore: tale meccanismo, però, può anche non scattare mai o produrre delle variazioni minime, sia in relazione al numero di chiamate fatte o ricevute, sia in funzione di un eventuale cambio di situazione, dove se avevamo previsto di ricevere molto, invece ci troviamo per coincidenza a chiamare molto.

 

Ebbene: la VODAFONE PEOPLE (qui l'immagine del sito per quando la tariffa scomparirà dal mercato) prevede un costo di 7 centesimi al minuto se si chiama un cellulare Vodafone; viceversa un costo di 30 centesimi se si chiama qualsiasi altro numero. Il tutto tariffato sugli effettivi secondi di conversazione e condito con i soliti 15 centesimi alla risposta - che, come abbiamo notato, chiedono praticamente tutti.

 

Invece, la VODAFONE AUTORICARICA (qui l'immagine del sito per quando la tariffa scomparirà dal mercato) prevede un costo unico di 19 centesimi al minuto, tariffato sugli effettivi secondi di conversazione e anch'esso condito con i soliti 15 centesimi alla risposta.

 

Vediamo, con l'ausilio di un semplice foglio elettronico, il dettaglio grafico, per chiamate da 0 a 15 minuti, che ci evidenzia l'andamento del costo della prima scheda:

 

Image

 

Come si può vedere e come è ovvio, l'andamento è costante. Deriva, infatti, da questa tabella di calcolo .

 

Possiamo quindi concludere, parlando delle durate più probabili, che in circa 2 minuti abbiamo speso 50 centesimi; in 10 minuti spendiamo circa 2 Euro e così via.

 

Vediamo ora, a parità di intervalli, cosa spendiamo con la seconda tariffa. Notate che questo grafico risulta più complesso, ma più avanti viene spiegato:

 

Image

 

E questo è il foglio di calcolo da cui deriva.

 

Facciamo bene attenzione ai colori e alla legenda. La barra viola rappresenta la spesa che facciamo se chiamiamo numeri di rete fissa o di altri operatori: rispetto alla precedente, dopo 2 minuti abbiamo speso circa 75 centesimi invece di 50 e dopo 10 minuti abbiamo speso poco più di 3 Euro invece di 2.

 

Se, invece, chiamiamo numeri dello stesso operatore (barra blu), apparentemente risparmiamo: dopo 2 minuti abbiamo speso circa 30 centesimi invece di 50 e dopo 10 minuti abbiamo speso 85 centesimi invece di 2 Euro. Wow.

 

Ebbene... niente WOW. Osservate la linea gialla: essa rappresenta la MEDIA aritmetica, ovvero quel concetto secondo il quale se due persone mangiano in tutto quattro crocchette, risulterà che ne hanno mangiate due a testa, anche se la prima persona ha digiunato e la seconda se le è mangiate tutte e quattro. Evitiamo di ragionare dal punto di vista del cliente: tentiamo di ragionare da operatori telefonici. Ciò che noi vogliamo è incassare, nell'arco di 15 minuti di servizio erogato, 3 Euro dai nostri clienti, sempre e comunque. Cioè, sempre in media, 300 centesimi diviso 15 minuti = 20 centesimi al minuto.

 

Come potete vedere, tenendo presente che:

  • ci sono persone che utilizzano schede a tariffa differenziata senza neanche saperlo o essersene resi conto;

  • ci sono persone che, pur sapendolo, loro malgrado si trovano, per necessità, a fare altre chiamate che non ricadono nella tariffa più vantaggiosa;

  • con l'avvento della MNP (la portabilità dei numeri) occorrerebbe sempre essere informati in via preventiva su qual'è l'effettivo gestore del numero che chiamiamo e tale operazione, seppur facile, è spesso sconosciuta o ignorata o considerata complicata e macchinosa (trovate qui come fare);

  • solo in rari, rarissimi casi si trovano persone che, con precisa coscienza e consapevolezza, scelgono tali tariffe effettivamente in funzione degli operatori chiamati;

ne deriva che, in media, verranno fatte tante telefonate sulla tariffa privilegiata quante ne vengono fatte su quella non privilegiata. Infatti, se osservate la linea rossa, noterete che essa è praticamente sovrapposta a quella gialla, che come detto in precedenza è la media della spesa fra i due andamenti tariffari, quello privilegiato e quello non privilegiato. La linea rossa non è altro che la ripetizione, da un foglio di calcolo all'altro, della linea viola presente sul primo grafico e, guarda caso... coincidono perfettamente.

 

A questo punto dovrebbe esser chiaro che:

 

  1. fatte salve particolarissime circostanze in cui si sa con assoluta certezza che si chiameranno solo numeri ricadenti nella tariffa privilegiata;

  2. escludendo situazioni particolari in cui, nonostante tutto, si riesce a creare un equilibrio tra la spesa per le chiamate effettuate e l'effetto di eventuali promozioni o "autoricariche" dovute a molta ricezione di chiamate o dovute a spese elevate effettuate entro un breve periodo;

scegliere una scheda a tariffa differenziata è, in genere, assolutamente privo di senso: nella migliore delle ipotesi, infatti, spenderemo in media esattamente la stessa cifra (come dimostra il secondo grafico) ma, se vogliamo sfruttarla per le sue peculiarità di risparmio, ci esponiamo alle seguenti incombenze e rischi:

  • dobbiamo fare continuamente attenzione a conoscere l'effettivo operatore del numero che chiamiamo;

  • appena ci capiterà - e chi usa un cellulare, cioè un po' tutti, sa bene che può capitare da un momento all'altro - di fare una sola chiamata nella tariffa non privilegiata, avremo vaporizzato in un attimo tutti i risparmi ottenuti con quella privilegiata, se non addirittura superato il "punto di pareggio";

  • cominciano allora a venirci "voglie" del tipo "mi compro anche una scheda a tariffa unica, per fare le chiamate non privilegiate con quella e con l'altra SOLO quelle privilegiate". Così intanto, se finora eravamo faticosamente riusciti a risparmiare, diamo subito un altro po' di soldi al gestore che ci vende un'altra scheda e compensa immediatamente il nostro "risparmio" - ricordiamoci che le ricaricabili sono schede pre-pagate, ovvero diamo i soldi in anticipo rispetto a un servizio che otterremo o sfrutteremo, salvo imprevisti, in un secondo tempo;

  • inizia il traffico di due cellulari, oppure astrusi dispositivi a doppia SIM card, accendi e spegni il telefono, "oddio, Mario ha cambiato gestore, adesso lo chiamo con l'altra scheda" e altre grottesche simili situazioni, senza considerare che due schede da ricaricare sono state finora anche due costi di ricarica invece di uno - che si mangiano tutto il risparmio se non di più; e anche se devono sparire per legge i costi di ricarica, i gestori si stanno già muovendo per recuperarli;

  • ... la smetto qui, tanto avete capito.

Concludo facendovi presente che ormai tutte le aziende di un certo livello, certamente compresi gli operatori di telefonia mobile e fissa, hanno adottato un "sistema di gestione della qualità". Non inorridiscano i dottori commercialisti e i laureati in economia e commercio o quelli in economia e gestione aziendale: debbo spiegare ai lettori in parole super-povere (voglio essere capito da tutti) di che si tratta, perciò mi perdonerete il linguaggio non accademico e la sua eventuale irriverenza, ricchezza di metafore e paragoni azzardati.

 

Tale sistema, semplificando all'inverosimile, consiste in un machiavellico strumento di pianificazione, previsione e indirizzamento degli elementi umani, materiali e burocratici di una struttura, che permette al team dirigenziale:

  • di fare apparire gli intenti dell'azienda come diretti verso un servizio qualitativamente elevato - e ciò è in effetti possibile intervenendo sul parametro "grado di soddisfazione del cliente" ed altri simili; peccato che esista anche il parametro "durata della sopportazione del cliente prima che decida di smettere di essere tale";

  • di "sintonizzare", per così dire, uno ad uno i parametri di "resa" dell'azienda: quanto guadagnare e in quanto tempo, quanto spendere, quanto capitalizzare, quanto investire, eccetera;

  • di sapere in anticipo, giacché si conoscono in anticipo con sufficiente precisione i movimenti di denaro, quando si sarà in grado di pagare fornitori, acquistare nuovi materiali o migliorare gli esistenti, eccetera, con linee di previsione che vanno da oggi ad anni di distanza;

  • e come questi, molti, moltissimi altri parametri che permettono di prevedere "quanto si guadagna oggi, sul momento". Ciò è, a mio avviso, l'unica spiegazione su come mai tante persone si ritrovano, loro malgrado e spesso senza saperlo (Mi Manda Rai Tre insegna), abbonate ad Aladino, Alice, Teleconomy, VideoTelefono ed altre formule che, evidentemente, le aziende che li vendono per conto della committente tentano di far piazzare ai dipendenti obbligandoli a un numero minimo giornaliero per persona, pena mobbing.

Capite bene, a questo punto, che se si propone al pubblico un'unica tariffa e basta, si esclude automaticamente chi in assoluto non dispone di 19 centesimi al minuto ma sarebbe allettato da una tariffa più economica, anche se limitata allo stesso operatore: tanto, si sa perfettamente (sistema di gestione della qualità) che anche a quest'ultimo, una volta in possesso della scheda, prima o poi capiteranno circostanze in cui sarà costretto a fare chiamate nella tariffa non privilegiata, che andranno a compensare immediatamente (costano il triplo) quelle fatte con quella privilegiata. Ed ecco che il "sistema di gestione della qualità" ha ottenuto a viva forza lo stesso incasso, anche da quel cliente apparentemente "non conquistabile".

 

Posso solo suggerire una cosa: la clientela può fare lo stesso. Il modo in cui attuare il proprio "sistema di gestione della qualità" è LEGGERE, STUDIARE, CAPIRE, CHIEDERE, INFORMARSI e ... scrivermi.

Condividere questa pagina su:
Digg!Segnala su Segnalo.com!Segnala su OK Notizie!Del.icio.us!Google!Live!Technorati!Furl!Yahoo!
 

 
 
 

Google Immagini


Immagini tra i volti:


Immagini nelle news: