Didattica
Telefonia mobile
Servizi delle reti cellulari - Comparazione tariffe | Servizi delle reti cellulari - Comparazione tariffe |
| Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT) | |
| mercoledì 09 maggio 2007 | |
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Attenzione - anche se questa pagina riuscisse a convincervi a rimanere con la vostra attuale tariffa e a non passare ad una differenziata, sarebbe bene che leggeste le spiegazioni che a suo tempo mi avevano spinto a creare una petizione perché gli operatori divenissero più trasparenti nel commercializzare questo tipo di tariffe. {mosgoogle right}
In Italia oggi esistono quattro operatori cellulari: TIM, VODAFONE, WIND e 3 (H3G, gruppo Hutchison Whampoa): per la presenza di questa pagina, presumo mi odieranno tutti e quattro, ma non ci posso fare nulla. Non sto calunniando né diffamando nessuno di loro (anche perché sono stato cliente di tutti e quattro, anche se ora sono rimasto solo cliente Vodafone): mi limito ad esporre fatti derivanti da calcoli basati sulle tariffe esposte sui loro siti. Nel caso specifico, ho preso ad esempio due tariffe del gestore che, nonostante i difetti (che hanno tutti, intendiamoci: il gestore ideale non esiste), personalmente ritengo essere quello tecnicamente e commercialmente più avanzato: VODAFONE.
Premesso che ci sono situazioni, in genere molto particolari e che, quindi, non fanno testo né statistica, nelle quali effettivamente distinguere può portare un (lieve) vantaggio, esaminiamo le differenti tariffe che ci ritroviamo a pagare in due situazioni apparentemente ben distinte:
Nella nostra analisi diamo per scontato di:
Pertanto, niente "roaming", niente estero, niente numeri speciali (899 e simili), niente promozioni: semplici conversazioni originate da un cellulare dislocato in Italia e dirette ad un numero telefonico urbano, interurbano o cellulare dislocato in Italia. L'esame prende in considerazione chiamate da 0 a 15 minuti, ignorando volutamente situazioni di "autoricarica", attraverso le quali le carte in tavola apparirebbero ulteriormente confuse.
Abbiamo notato tutti che è tendenza praticamente costante di tutti gli operatori quella di creare tariffe che non fanno distinzione tra i numeri chiamati e tariffe che, invece, privilegiano (economicamente, si intende) le chiamate dirette a cellulari dello stesso operatore (unitamente o meno a quelle dirette a rete fissa) e chiamate dirette a cellulari di altri operatori. Prendiamo ad esempio la tariffa per schede prepagate VODAFONE PEOPLE (differenziata) e la VODAFONE AUTORICARICA (fissa), entrambe per uso privato. Notiamo che non facciamo distinzione tra la Autoricarica CHIAMA e la Autoricarica RICEVI in quanto entrambe applicano la stessa tariffa che può, poi, essere ridotta se scatta il meccanismo di "ricarica" previsto dal gestore: tale meccanismo, però, può anche non scattare mai o produrre delle variazioni minime, sia in relazione al numero di chiamate fatte o ricevute, sia in funzione di un eventuale cambio di situazione, dove se avevamo previsto di ricevere molto, invece ci troviamo per coincidenza a chiamare molto.
Ebbene: la VODAFONE PEOPLE (qui l'immagine del sito per quando la tariffa scomparirà dal mercato) prevede un costo di 7 centesimi al minuto se si chiama un cellulare Vodafone; viceversa un costo di 30 centesimi se si chiama qualsiasi altro numero. Il tutto tariffato sugli effettivi secondi di conversazione e condito con i soliti 15 centesimi alla risposta - che, come abbiamo notato, chiedono praticamente tutti.
Invece, la VODAFONE AUTORICARICA (qui l'immagine del sito per quando la tariffa scomparirà dal mercato) prevede un costo unico di 19 centesimi al minuto, tariffato sugli effettivi secondi di conversazione e anch'esso condito con i soliti 15 centesimi alla risposta.
Vediamo, con l'ausilio di un semplice foglio elettronico, il dettaglio grafico, per chiamate da 0 a 15 minuti, che ci evidenzia l'andamento del costo della prima scheda:
Come si può vedere e come è ovvio, l'andamento è costante. Deriva, infatti, da questa tabella di calcolo .
Possiamo quindi concludere, parlando delle durate più probabili, che in circa 2 minuti abbiamo speso 50 centesimi; in 10 minuti spendiamo circa 2 Euro e così via.
Vediamo ora, a parità di intervalli, cosa spendiamo con la seconda tariffa. Notate che questo grafico risulta più complesso, ma più avanti viene spiegato:
E questo è il foglio di calcolo da cui deriva.
Facciamo bene attenzione ai colori e alla legenda. La barra viola rappresenta la spesa che facciamo se chiamiamo numeri di rete fissa o di altri operatori: rispetto alla precedente, dopo 2 minuti abbiamo speso circa 75 centesimi invece di 50 e dopo 10 minuti abbiamo speso poco più di 3 Euro invece di 2.
Se, invece, chiamiamo numeri dello stesso operatore (barra blu), apparentemente risparmiamo: dopo 2 minuti abbiamo speso circa 30 centesimi invece di 50 e dopo 10 minuti abbiamo speso 85 centesimi invece di 2 Euro. Wow.
Ebbene... niente WOW. Osservate la linea gialla: essa rappresenta la MEDIA aritmetica, ovvero quel concetto secondo il quale se due persone mangiano in tutto quattro crocchette, risulterà che ne hanno mangiate due a testa, anche se la prima persona ha digiunato e la seconda se le è mangiate tutte e quattro. Evitiamo di ragionare dal punto di vista del cliente: tentiamo di ragionare da operatori telefonici. Ciò che noi vogliamo è incassare, nell'arco di 15 minuti di servizio erogato, 3 Euro dai nostri clienti, sempre e comunque. Cioè, sempre in media, 300 centesimi diviso 15 minuti = 20 centesimi al minuto.
Come potete vedere, tenendo presente che:
ne deriva che, in media, verranno fatte tante telefonate sulla tariffa privilegiata quante ne vengono fatte su quella non privilegiata. Infatti, se osservate la linea rossa, noterete che essa è praticamente sovrapposta a quella gialla, che come detto in precedenza è la media della spesa fra i due andamenti tariffari, quello privilegiato e quello non privilegiato. La linea rossa non è altro che la ripetizione, da un foglio di calcolo all'altro, della linea viola presente sul primo grafico e, guarda caso... coincidono perfettamente.
A questo punto dovrebbe esser chiaro che:
scegliere una scheda a tariffa differenziata è, in genere, assolutamente privo di senso: nella migliore delle ipotesi, infatti, spenderemo in media esattamente la stessa cifra (come dimostra il secondo grafico) ma, se vogliamo sfruttarla per le sue peculiarità di risparmio, ci esponiamo alle seguenti incombenze e rischi:
Concludo facendovi presente che ormai tutte le aziende di un certo livello, certamente compresi gli operatori di telefonia mobile e fissa, hanno adottato un "sistema di gestione della qualità". Non inorridiscano i dottori commercialisti e i laureati in economia e commercio o quelli in economia e gestione aziendale: debbo spiegare ai lettori in parole super-povere (voglio essere capito da tutti) di che si tratta, perciò mi perdonerete il linguaggio non accademico e la sua eventuale irriverenza, ricchezza di metafore e paragoni azzardati.
Tale sistema, semplificando all'inverosimile, consiste in un machiavellico strumento di pianificazione, previsione e indirizzamento degli elementi umani, materiali e burocratici di una struttura, che permette al team dirigenziale:
Capite bene, a questo punto, che se si propone al pubblico un'unica tariffa e basta, si esclude automaticamente chi in assoluto non dispone di 19 centesimi al minuto ma sarebbe allettato da una tariffa più economica, anche se limitata allo stesso operatore: tanto, si sa perfettamente (sistema di gestione della qualità) che anche a quest'ultimo, una volta in possesso della scheda, prima o poi capiteranno circostanze in cui sarà costretto a fare chiamate nella tariffa non privilegiata, che andranno a compensare immediatamente (costano il triplo) quelle fatte con quella privilegiata. Ed ecco che il "sistema di gestione della qualità" ha ottenuto a viva forza lo stesso incasso, anche da quel cliente apparentemente "non conquistabile".
Posso solo suggerire una cosa: la clientela può fare lo stesso. Il modo in cui attuare il proprio "sistema di gestione della qualità" è LEGGERE, STUDIARE, CAPIRE, CHIEDERE, INFORMARSI e ... scrivermi. |
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