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AT&T espande il 3G: cosa farà iPhone?
Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
venerdì 14 settembre 2007

AT&T

Questo è un
approfondimento
di
questa notizia.

Facendo riferimento al putiferio vero e proprio, in atto in rete a proposito delle supposizioni circa l'arrivo di una versione 3G di iPhone, cerchiamo di analizzare il comunicato stampa che abbiamo appena letto, che è un comunicato d'agenzia, quindi non reperibile nelle normali fonti in rete a disposizione del pubblico. Cerchiamo di trarne delle conclusioni leggendolo tra le righe, anche alla luce di altre segnalazioni circolate in rete.

 
 

Cominciamo col tenere presente che AT&T è il principale operatore di telefonia mobile degli Stati Uniti. Recentemente ha acquisito Cingular, altro operatore di dimensioni inferiori ma di notevole penetrazione di mercato.

Teniamo poi presente che Apple ha AT&T come partner per la distribuzione di iPhone, con la condizione ben precisa di vendere un solo iPhone a persona (ricordate l'episodio di Mark, quel ragazzo che si è "venduto il suo posto in fila" per 800 dollari, ai tempi del lancio dell'iPhone?).

Pensiamo poi ai recenti "rumors" di relazioni tra produttori di chip 3G e Apple. Pensiamo al fatto che, nel comunicato stampa, si enfatizza spesso la possibilità, per i clienti AT&T, di fruire di servizi 3G all'estero.

Pensiamo al fatto che AT&T ha un portale mobile, come avete appena letto (e a cui il vecchio indirizzo di cingular.com ridirige, se ci avete fatto caso), dedicato ai servizi "a banda larga" e che ha specificamente concepito un contratto "BroadBandConnect" che, a ben guardare, ricorda molto anche quello di Vodafone qui in Italia, oppure quello di Alice Mobile.

Pensiamo anche che ha avuto grande risonanza la preoccupazione di Vodafone per la mancanza di 3G sull'attuale iPhone e, di certo, in casa Apple lo sanno, come sanno altrettanto che Vodafone è, forse, tra i pochi che non si piegherebbe alle "imposizioni" di Apple.

 
 

Pensiamo all'enfasi, data dal comunicato, circa la presenza della modalità HSDPA: ciò significa enfatizzare una generazione intera di distanza dall'EDGE (HSDPA = 3,5G mentre EDGE = 2,5G). Pensiamo che, sul comunicato, si legge, in sostanza: "qualora... proprio il 3G non ci fosse... c'è ANCHE la modalità EDGE". Vale a dire, EDGE (n.b.: l'unica attuale modalità "veloce" di accesso dell'attuale iPhone) è in procinto di essere relegata a "tecnologia di riserva", una sorta di ultima spiaggia.

Pensiamo, ancora, a qualche citazione (che può essere veritiera come può non esserlo) relativa alle pubblicità di un ipotetico iPhone 3G/HSDPA presso la tedesca T-Mobile. Pensiamo a tutto questo brusìo che si leva dalla rete, operosa come non mai, per procedere allo sblocco di iPhone. Avete notato che, inizialmente, prima si "temevano" possibili azioni legali di Apple, mentre ora non se ne parla? Eppure lo sblocco è in palese contrasto con la licenza di Apple. Ma lo sblocco, al di là delle implicazioni legali e dei guadagni per "terzi" (chi procede allo sblocco), non significa per caso anche ulteriori vendite per Apple e diffusione di iPhone in altre nazioni?

Pensiamo infine a Steve Jobs. Una persona che, all'interno dell'azienda, è riuscita a far coniare un modo di dire: "The project has been Steved", che equivale a dire, se Steve si chiamasse Stefano, "Il progetto è stato Stefanato". Intendendo con ciò che, se un progetto è stato "Stefanato", vuol dire che ha superato ogni più tumultuosa critica e ha ottenuto piena approvazione del Boss (questa cosa non la sapevo, l'ho appresa dal libro "Macintosh Story" di Lucio Bragagnolo, ed. Macworld - IDG Communications Italia).

Dopo aver pensato tutto questo, secondo voi, aprendo il cassetto della scrivania di Steve mentre lui non c'è, ce lo troviamo o non ce lo troviamo, un prototipo di iPhone 3G/HSDPA già pronto esattamente dal 1° Agosto 2007? Cioè, esattamente come fa Microsoft che, un solo mese dopo l'uscita di Windows XP, già stava lavorando su Vista, anche se aveva un altro nome?

Marco Valerio Principato

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