| WiMax: per giocarci occorre la formazione |
| Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT) | |
| lunedì 31 marzo 2008 | |
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Piano con le colpe al WiMax: Buzz Broadband non ha ragione, ma neanche Airspan, almeno non del tutto. WiMax funziona. Se le cose son fatte bene e se chi vende l'hardware forma correttamente il cliente Roma - Educare i provider, questa è la sostanza necessaria per evitare di sollevare polveroni sui quali, in seguito, si rischia di far brutta figura. Dopo aver asserito che «il Wimax fa schifo, lasciamo perdere» Mr. Freeman - CEO di Buzz Communications - ha scatenato le ire di Airspan, fornitore dell'hardware, secondo cui in buona sostanza sono gli impianti a non essere stati realizzati a dovere e Buzz Broadband a non essersi fatta aiutare a farlo. Sarà anche così, ma Airspan non può, con questo, ritenere di essersi messa l'animo in pace. Si legge su Infoworld che Michael Blomqvist, CEO di Nordic Nowire, chiosa che l'errore commesso da Buzz è "un classico" e che i venditori di hardware WiMax, compresa Airspan, dovrebbero prendersi qualche responsabilità in più quanto alla formazione degli operatori. Spesso accade - e lo cita anche TMCNET - che i venditori di hardware dipingono i prodotti come miracolosi, promettendo caratteristiche che non hanno. Va detto, una volta per tutte, che il WiMax offre un miglior rapporto prezzo/prestazioni rispetto alle attuali tecniche per la banda larga mobile - se ben fatto. Dunque, avevamo ragione a dire di andarci piano: il WiMax fa schifo se non si conosce. Marco Valerio Principato |
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