| Trojan, anche i Mac sotto tiro |
| Scritto da Kate Sharon Johnson (Santa Monica - USA) | |
| domenica 04 novembre 2007 | |
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La caccia alla Mela è iniziata: i black hat cominciano a girare la testa verso il mondo Mac. Qualcuno dice che il 2008 sarà interessante Santa Monica, CA (USA) - L'adozione dei microprocessori Intel nel mondo della Mela a qualcuno non va giù. Sarà la maggiore diffusione che l'azienda di Cupertino sta ottenendo, sarà l'iPhone, saranno i nuovi iPod, sarà quel che si vuole, Wired per la prima volta spiega che anche le mele non sono più (troppo) al sicuro. La scorsa settimana, infatti, illustra Wired, alcuni utenti Mac che si sono spinti a visitare qualche sito... osé, si son visti presentare questo messaggio. Segno evidente che i cosiddetti black hat (gli hackers, in poche parole), han girato la testa anche da quella parte. Alex Eckelberry, CEO di Sunbelt Software, pensando all'atteggiamento mentale di chi visita un sito porno, ha detto: "Non mi preoccupo delle reazioni alla domanda di digitare la password amministrativa, ma del fatto che se viene chiesto di installare un plug-in per QuickTime, lo si fa". Wired elenca i molti e discordi pareri tra esperti sulla vicenda, tra cui qualche sarcastica previsione di un 2008 interessante al riguardo, ma evidenzia che oggi il rischio di contagio per i sistemi operativi Mac non è più così remoto come si potrebbe supporre. Sarà forse che il Sesto Circuito della Corte ha appena stabilito l'inadeguatezza delle regole sulla data retention per i siti di Social Sex? Come dice un ben noto personaggio, "Shields Up"! KSJ |
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