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Un po' di storia personale
Occupazioni per il tempo libero - Trenini elettrici
Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
sabato 12 maggio 2007

Inizio, sempre a la blog, a raccontare come sono cominciati i trenini per me. Da bambino, naturalmente. Quello che e' il mio padrino ma che io ho sempre chiamato "Zio", il N.H. Gen. C.d'A. in pensione Mario Mazza, e' il... colpevole.

Treno giocattolo
Treno giocattolo

Avevo circa sei o sette anni, ebbe la "pessima" idea di regalarmi una confezione "da bambini" di quelle col cerchio, un erogatore a pile (due piatte da 4,5V) una locomotiva e due vagoni. Lo montai, e subito mi piacque.

I passatempi che amavo di più, infatti, erano queste confezioni:

Confezione di LEGO e treni LIMA
Confezione di LEGO e treni LIMA

La fantasia ando' immediatamente alla possibilita' di espandere, di fare un plastico, di avere una grande collezione di modelli (mi piacevano particolarmente le locomotive a vapore americane, i locomotori da manovra, i locomotori diesel e svariati modelli italiani) e di fare un grande plastico estremamente automatizzato e realistico.

Scorcio di plastico
Scorcio di plastico

Di li' al condurre mio padre in uno dei piu' grandi negozi di modellismo di Roma dell'epoca (ancora oggi esiste, cliccate qui per il sito) cioe' GIORNI MODELLISMO il passo fu breve. Visti i prezzi, gia' da allora elevatissimi... uscii con sottobraccio i cataloghi Lima, Rivarossi, Fleischmann e Marklin.

Ebbi da fare a leggere per un mese: divoravo immagini, descrizioni, studi, progetti, tracciati, soluzioni di automazione... voi direte: ma a SETTE ANNI? Si, a sette anni. Imparai a leggere molto alla svelta... mi serviva! Ci misi anche abbastanza poco a rendermi conto che:

Logo LIMA
Logo LIMA

La produzione LIMA, pur essendo apprezzabile, aveva caratteristiche molto giocattolesche, una relativa cura dei particolari e un realismo non troppo affascinante, ma costava poco:

Dettagli modelli LIMA
Dettagli modelli LIMA

 
 

 
 

La produzione Rivarossi, dai prezzi nettamente piu' alti, aveva pero' un realismo molto maggiore, una cura dei particolari molto migliore, migliori soluzioni e maggiore qualita'. Era capace di modelli come questo:

Logo Rivarossi Logo Ruote Rivarossi

La famosa BIG BOY Rivarossi
La famosa BIG BOY Rivarossi

La produzione Fleischmann, forse il top allora, era scarsamente reperibile e aveva prezzi altissimi, ma era magnifica:

Logo Fleischmann

Locomotiva BR41 Fleischmann
Locomotiva BR41 Fleischmann

La produzione Marklin, pur bellissima, dettagliatissima e costosa, la scartai perche' incompatibile con le altre in quanto alimentata a corrente alternata (direte voi: gia' lo sapevi? SI!!!).

Logo Marklin

La cura quasi ossessiva dei particolari Marklin
La cura quasi ossessiva dei particolari Marklin

La scelta quindi ando' su un compromesso tra Lima e Rivarossi che permettesse di risparmiare senza andare troppo a discapito della qualita'. E, pian piano, cominciai con una cosa alla volta.

Nel frattempo Zio Mario mi regalo' un bel trasformatore Rivarossi RT2, con uscita CC 12V invertibile, reostato e uscita 14V CA per scambi, semafori e servizi e una confezione con due scambi elettrici, alcuni elementi di curva stretti e alcuni elementi dritti, tutto Rivarossi. Che emozione! Certo, quanto erano piu' belli i binari e gli scambi Rivarossi! Anche le levette di comando scambio erano ad imitazione di quelle vere e, per di piu', gli scambi avevano la marmotta illuminata. Tra una cosa e l'altra riuscii a mettere su un primo tracciato, due ovali concentrici con un solo scambio per binario. Acquistai altri due scambi (LIMA... i Rivarossi costavano troppo) e feci l'altro ramo per il rientro del treno.

Prima mi dilettai a terra:

Scorcio trenini elettrici in funzione
Scorcio trenini elettrici in funzione
Scorcio trenini elettrici in funzione
Scorcio trenini elettrici in funzione

(Queste foto sono di Sandro Oliva http://sandroliva.tripod.com/).

Mio padre si impegno' a costruirmi un bel tavolo, che possiedo ancora (anche se senza treni), che misura cm 172 x 102. Per soli TRE centimetri era piu' piccolo di un progetto Rivarossi che richiedeva 175 per 105.

Schema di tracciato ferroviario
Schema di tracciato ferroviario

Che rabbia!!! Ci feci comunque molti esperimenti.

Un plastico in costruzione
Un plastico in costruzione

 
 

 
 

Man mano, arrivarono altri elementi. Ricevetti per Natale una confezione Lima con l'E644 e quattro carrozze passeggeri. Meglio di niente... ma certo che quando guardavo sul catalogo Rivarossi la cura dei particolari dello stesso locomotore mi veniva l'acquolina in bocca. Intanto mi ingegnai di inserire una massicciata sotto ai binari e di montare una catenaria che realizzai da me con il filo di rame. Mi interessava ancora poco il paesaggio, avevo piu' voglia di fare esperimenti che altro... tuttavia ammirare i plastici fatti da Rivarossi mi faceva veramente impazzire.

Cosi' lentamente si aggiunsero altri elementi... e devo dire che giocai felice per diversi anni. Ma mi resi conto che, per avere un plastico realistico in scala H0 (1:87) ci vuole molto piu' spazio. Cominciai allora ad esaminare i modellini in scala N (1:160). Erano delle delizie, tuttavia, a causa delle dimensioni davvero ridotte (si pensi che un E645 in scala N entra perfettamente nel palmo di una mano senza arrivare alle dita) la cura dei particolari era un po' inferiore a dispetto del costo che invece era lo stesso o addirittura superiore.

Cosi', accantonai questa passione, riservandomi di riprenderla alla prima occasione valida. Ma, credetemi, mi e' rimasta... nel "gozzo". Se un domani Dio vorra' concedermi di abitare in una villetta con sala hobby... potete giurarci che ricomincio esattamente da dove ho lasciato!

E ora ditemi... quanti di voi fermodellisti sono stati catapultati ai ricordi dell'infanzia? Forse noi fermodellisti siamo ancora bambini e non vogliamo crescere? Puo' essere...

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