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Filodiffusione - Biennophone 47HLP | Filodiffusione - Biennophone 47HLP |
| Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT) | |
| giovedì 17 maggio 2007 | |
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Se ho deciso di iniziare a parlarne, lo devo anche al collega Radioamatore Marco IW0GQ, titolare del sito ELETTRO-SCIENZA, a cui mi sono rivolto per un primo aiuto su questo apparecchio. E' grazie ad una sua conoscenza, infatti, che come supporto ho ottenuto lo schema di questo apparecchio, in verità alquanto raro ma utilissimo in caso di necessità. Ho inviato le foto che vedete qui anche a lui, ovviamente. Inoltre, ho il piacere di vedere le mie foto e lo schema pubblicati anche sul sito dedicato della RAI, nelle pagine riservate a questo mondo ancora bello: cliccate qui per vederle. Questo apparato, se osservato con attenzione, esibisce una tecnologia relativamente evoluta rispetto all'epoca (1963). Infatti, pur essendo a valvole, è realizzata su circuito stampato. {mosgoogle left} Il circuito è relativamente semplice, basato su un doppio triodo ECC85, utilizzato in alta frequenza per la sintonizzazione, l'amplificazione in alta frequenza e la rivelazione. A seguire, una ECL86, composta da un triodo - tipicamente usato per la preamplificazione audio - e un pentodo, tipico amplificatore di potenza per pilotare trasformatore di uscita e relativo altoparlante. Particolarmente curate le neutralizzazioni ai catodi e un pizzico di controreazione, utile a mantenere la risposta il più lineare possibile. Si notano anche altri segni di relativa "modernità", quali il raddrizzatore a ponte di diodi e il diodo SFD108 sulla seconda sezione del doppio triodo ECC85. Riguardo al mobile, sono stato molto fortunato con l'esemplare che ho trovato: il mobile è davvero in condizioni eccellenti, salvo una piccola rottura della griglia anteriore non riparata benissimo ma accettabile. E' stata sufficiente una buona pulizia e una lieve lucidatura, come si vede da queste foto (cliccandoci sopra - sia a queste che alle successive -, ne vedete la versione a piena risoluzione in una nuova finestra): Quanto alla circuiteria, l'unica cosa da fare è stata una buona pulizia dei contatti del selettore programmi e ai potenziometri. Questo modello, a tal proposito, ha sulla destra il potenziometro con interruttore che accende l'apparecchio, ma svolge la funzione di regolatore di tono, mentre sulla sinistra un normale potenziometro senza interruttore che regola il volume. L'esemplare che ho reperito aveva un difetto molto singolare: il trasformatore di alimentazione vibrava sonoramente. Nello smontarlo mi sono reso conto che i lamierini (privi dei tipici bagni in resina che si fanno oggi), nella loro classica forma a "E" e a "I", erano stati montati alternati - come è giusto fare - ma a gruppi di cinque o sei "E", poste di fronte ad altrettante "I". Pazientemente, ho scomposto l'intero pacco lamellare e l'ho reinserito nel nucleo, alternando singolarmente le coppie di "E" ed "I". Quindi, per immobilizzarlo maggiormente, ho applicato quattro viti con dado agli spigoli: Una buona pulita anche all'interno del mobile, e l'aspetto dell'apparecchio, una volta aperto, risulta davvero gradevole: Infine, ho provveduto a sistemare la presa d'uscita per il prelievo segnale da inviare ad un amplificatore esterno. Il connettore era in ottime condizioni ma mancavano le viti di fissaggio e i conduttori nella parte posteriore erano dissaldati. A lavoro ultimato: Il risultato finale è stato davvero gradevole. Ho perfino deciso di girare un piccolo filmato, in formato Quicktime, con la stessa macchina Nikon con cui ho ripreso le foto, nel quale si può vedere e sentire dal vivo l'apparecchio in funzione:
Perciò: chi ha la filodiffusione, se la tenga stretta: è ancora un ottimo mezzo. |
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