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Citizen Lab, sopravvivere anonimi | Citizen Lab, sopravvivere anonimi |
| Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT) | |
| lunedì 19 novembre 2007 | |
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Una singolare ma completa guida, scritta anche pensando all'homo non-tecnologicus, per districarsi nella giungla dell'anonimato, della censura e della cifratura. La versione 2.0 delle battaglie di un decennio fa? Roma - Chi è attento alle problematiche dell'anonimato, chi ha a che fare con severe censure di rete, siano esse imposte dall'azienda in cui lavora che dal paese in cui vive, può tranquillizzarsi: nel Munk Centre dell'Università di Toronto c'è Citizen Lab. Che ha preparato una completissima guida, un vero e proprio ebook, su come affrontare (e risolvere) le problematiche di anonimato e censura. Non solo: spiega anche - per chi può farlo - come mettere le proprie risorse a disposizione degli altri, a sostegno della causa. La singolare guida presentata, che per molti aspetti ricorda le battaglie condotte un decennio fa e oltre da sodalizi come ECN e altri circuiti antagonisti, consiste in un professionalissimo file PDF, con grafica ben progettata, impaginazione e caratteri molto trendy e, ultimo ma non meno importante, ricco di contenuti. La guida si intitola Guida per tutti al superamento delle censure di Internet. Il nome è già tutto un programma. E il buon giorno si vede dal mattino. L'indice, come se si fosse aperto il libro per scuriosare:
Scorrendo la guida (in lingua inglese), si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte alla soluzione, semplice e immediata, a problemi ritenuti difficilmente superabili. Il linguaggio è chiaro e semplice, scorrevole e diretto. Vengono suggeriti dei siti, inseriti nell'ebook con tanto di link, quindi immediatamente sperimentabili, come ad esempio StupidCensorship, uno dei servizi di navigazione anonima on-the-fly. Una lettura che, inglese permettendo, Punto Informatico consiglia di fare: c'è senz'altro qualcosa da imparare. Due parole su Citizen Lab Si presenta come "laboratorio interdisciplinare, sito nel Munk Centre for International Studies presso l'Università di Toronto e si incentra sulla ricerca e lo sviluppo delle intersezioni tra il mondo dei digital media e le politiche mondiali. Una casa calda, che riunisce sociologi, produttori cinematografici, informatici, attivisti e artisti, il Citizen Lab sponsorizza progetti che esplorano gli apici delle tecnologie ipermediali e i fondamenti dei movimenti sociali, l'attivismo civico e i cambiamenti democratici nell'emergente complessività planetaria". Un lavoro nettamente controcorrente, "2.0" dunque, estremamente fruibile e, comunque, gradevole da leggere. Marco Valerio Principato |
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