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Skype per l'utenza professionale: garanzie?
Scritto da MVPNetwork Staff   
sabato 25 agosto 2007

Skype

Ecco l'opinione di eWeek circa l'impiego di Skype in campo professionale, alla luce dei fatti dei giorni scorsi.

 
 

eWeek.com titola questo articolo "Skype protection is limited" ovvero la protezione di Skype è limitata. Per questo vi abbiamo sempre detto che Skype può certamente essere utilizzato come sistema di comunicazioni di tipo ludico, messaggistica istantanea o come la volete chiamare. Altro è se poi deve essere usato come sistema professionale, come dicono in America "a system to rely on", un sistema su cui fare affidamento.

Senza ulteriori preamboli, vi traduciamo l'articolo perché vi possiate rendere conto di come stanno le cose secondo la rivista eWeek.

Il black-out di Skype durato due giorni di Agosto è stato causato, più che altro (opinione che non condividiamo proprio del tutto, vedi anche qui, n.d.t.) dalle Patch di Microsoft Update. L'incidente è servito come eccellente indicatore del tipo di servizio offerto, un "così com'è", dotato di nessuna garanzia addizionale per l'utenza professionale o per chi paga profumatamente per il servizio.

Durante il black-out, Skype ha fornito un minimo di informazione circa l'originaria causa del probelma. I rappresentanti dell'azienda hanno rassicurato l'utenza sul fatto che secondo loro il problema non è scaturito da aggiornamenti programmati al sistema di addebiti (che sarebbe stato completato il giorno precedente) e neppure che la loro struttura abbia subito attacchi di qualunque genere.

Piuttosto, essi hanno biasimato un non meglio specificato algoritmo del software di networking di Skype quale responsabile dei processi di log-on rifiutati. Alla fine, è emerso che l'infrastruttura di Skype è fallita nel momento in cui troppi client sono stati riavviati nel mondo nello stesso momento, in concomitanza con il completamento degli aggiornamenti di Microsoft Update.

Una mancanza di risorse peer-to-peer sulla rete, un rovesciarsi di molte richieste di log-on dopo che i sistemi, appena "patchati", sono ripartiti, ha dimostrato che le presunte capacità di auto-guarigione da simili fenomeni del software di Skype non hanno funzionato.

Nel constatare questi fatti, ciò che diventa chiaro è che nonostante la rimarchevole resistenza tecnico-commerciale che Skype ha dimostrato negli anni, il processo di log-on e autenticazione - il componente più centralizzato di tutti - è un suscettibilissimo processo che ha tirato giù l'intera rete. Inoltre, a dispetto della propalata individuazione di "un bug nell'algoritmo di allocazione delle risorse", non c'è alcuna garanzia che la cosa non possa ripetersi.

La cosa che appare più allarmante su questo incidente è che ha definitivamente dimostrato che non c'è alcuna separazione di servizi quanto a differenziare l'utenza professionale da quella personale, in quanto entrambe le categorie sono state colpite dal fenomeno.

Mentre Skype non sembra seguire troppo le esigenze dell'utenza business, ha fatto qualche mossa lo scorso anno per migliorare l'account management, per controllare in modo centralizzato i servizi Skype nell'ambito di una rete aziendale e bloccare determinati servizi (non essenziali per uso business, n.d.t.). Ma il prossimo passo che Skype dovrà fare se vuole seriamente abbracciare l'utenza business sarà quello di offrire un livello di sicurezza addizionale di garanzia dai guasti e dai blocchi per quella clientela che paga (o pagherà) profumatamente per usare i suoi servizi, oltre a una netta separazione della gestione delle utenze, tra business e privati.

Di certo, tali cambiamenti si tradurranno in maggiori costi per l'utenza business. A quel punto ci si domanderà se il maggior costo varrà la maggiore stabilità o se una alternativa differente non dovesse rivelarsi una scelta migliore.

 

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