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Telecom Italia terza in lista come fonte di spam
Scritto da MVPNetwork Staff   
martedì 11 settembre 2007

Spam

Secondo la classifica di Trend Micro, Telecom Italia è il terzo network meno affidabile del mondo quanto a erogazione di spam.

 
 

ROMA - Telecom Italia, operatore incumbent de facto italiano in tema di telefonia e Internet, è stato "punito" da Trend Micro, che ha stilato la classifica dei network meno affidabili quanto a produzione di spam, che sono il punto di partenza o di compartecipazione a botnet e altre losche attività. L'azienda è stata collocata al terzo posto nella classifica mondiale, con una stima di 2,5 miliardi di operazioni ritenute spam ogni 24 ore.

La notizia emerge in rete anche per la citazione dell'incumbent italiano da parte di The Register, che nell'articolo denuncia un atteggiamento di pressoché totale disinteresse a livello mondiale circa il fenomeno dello spam e delle botnet. Secondo la rivista, i worm come lo Storm Worm (che ha recentemente colpito in diverse direzioni, comprese alcune piattaforme di blogging) sono capaci di reclutare da 1 a 10 milioni di CPU.

Secondo il ricercatore Peter Gutmann, la potenza di calcolo complessiva derivante dall'azione dello Storm Worm è tale da poter entrare tranquillamente nella classifica dei Top500 ed "è la prima volta nella storia che un elaboratore così potente sia sotto il controllo dei criminali e non dei governi"..

La classifica di Trend Micro non risparmia anche altri nomi che ben conosciamo, come Infostrada, al 17mo posto con 528 milioni di spam, Tiscali (22mo posto con 425 milioni) e Fastweb (28mo posto con 328 milioni), che si posiziona, quindi, come... la migliore (tra i peggiori "grandi").

The Register ha tentato di contattare tutti i responsabili dei provider inseriti nella lista di Trend Micro: nessuno di essi ha acconsentito ad alcuna intervista, né ha rilasciato dichiarazioni e men che meno indicato se ha politiche di gestione e controllo di queste attività.

La situazione non è certamente brillante: quel minimo di orgoglio italiano che ci è rimasto comunque ci fa dispiacere che il più grande operatore italiano, anche se incumbent, sia al terzo posto mondiale in una classifica di "cattivi".

Non resta che cooperare noi stessi alla limitazione del fenomeno, cercando di esserne consapevoli e di utilizzare la posta elettronica con intelligenza.

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