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Wimax e gli altri
Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
mercoledì 27 giugno 2007

Telecomunicazioni

Tutti parlano di Wireless: tutti vogliono la comunicazione senza fili, tutti se ne preoccupano, tutti la temono... e nessuno se la prende.

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In Italia il problema del digital divide è ancora molto sentito: a dispetto di quel che riferiscono media locali e nazionali, ci sono ancora vaste zone dove l'ADSL non è disponibile. Non può trattarsi di costo degli apparati di connessione, perché un modem ADSL di fascia bassa (es.: € 22,80 presso SYSPACK) oggi costa solo pochi euro più di un modem telefonico (es.: SoftModem da € 12,00 presso SYSPACK). Non può trattarsi di difficoltà di installazione a casa perché ci sono migliaia di siti che parlano di cos'è l'ADSL (non tecnicamente, ma praticamente) e di come si impiega.

Il problema, dunque, risiede dall'altra parte del doppino, ovvero presso i locali della centrale telefonica. Per questo ancora viene spesso raccomandato di tenere piccole le dimensioni delle pagine dei siti: c'è ancora tanta, tanta gente per cui ricevere una Home Page con due foto da 150 Kb può rappresentare un'attesa noiosa e, in certi casi, anche costosa.

Di lato, abbiamo i provider UMTS che cercano di guadagnarsi una fetta di mercato digital-diviso, offrendo connessioni a velocità promesse come elevate ma che spesso si rivelano alquanto povere di performance: i più tacciono, infatti, che per raggiungere tali velocità (molti propalano 3,6 Megabit secondo) occorre trovarsi in condizioni ottimali di segnale, il che significa a distanze ridotte da una cella dell'operatore. Esattamente il contrario di quanto spesso accade a chi è digital-diviso: lontano dalla cella, lontano da un flusso dati forte e stabile, lontano anni luce dalle promesse velocità.

Tanti sperano nel Wimax, l'innovativa tecnologia su cui puntano l'imprenditoria pubblica e privata in tutto il mondo ma non in Italia. Beppe Grillo si è fatto avanti con diverse iniziative, tra cui il lancio di questa petizione (che comunque è bene, a mio avviso, sottoscrivere), per scongiurare il riservarsi di questa golosa fetta di torta ai soliti potenti. Sottoscriviamola non perché sia credibile che porti ad un risultato, ma per far sentire che c'è una sostanziosa fetta di pubblico che non se ne sta a guardare.

Lo scetticismo sul risultato deriva da una semplice constatazione: l'osservazione dello spuntare, proprio come funghi, delle antenne Wimax sulle torri dei più noti operatori di telefonia cellulare. Non può essere un caso, perché se si guarda il sito della Fondazione Ugo Bordoni si scoprirà che di iniziare la sperimentazione Wimax se ne parla almeno dal 2005. Se solo adesso spuntano i funghi, vuol dire esclusivamente una cosa: gli operatori mobili sanno già che loro avranno l'esclusiva, o quasi.

La storia si ripete... possiamo fare qualcosa? Io penso di sì.

Per esempio, ho riflettuto su un carissimo amico, informatico professionista, che abita in una zona nuova, residenziale, un paio di chilometri fuori del GRA di Roma, affetto da digital-divide. Gli ho suggerito di:

  1. Studiarsi accuratamente il sito http://wifi.micso.it
  2. Contattare l'azienda per studiare, tecnicamente ed economicamente, una soluzione in zona ed una roadmap esecutiva
  3. se fattibile, proporsi come reference point sia per il condominio (che per lui significa l'intero comprensorio, un centinaio di ville) che per l'azienda
  4. proporsi come location per l'installazione dell'antenna principale

Non è pubblicità alla ditta, no, assolutamente. E' il lancio di un sasso: se non ci aiutiamo da soli, qui non ci aiuta nessuno. Anche perché l'Italia è un territorio complesso e l'aiuto diretto di chi vive in zone digital-divise è molto più importante di quanto non si possa pensare. Diamo fuoco ai motori di ricerca, ci sono molte iniziative basate sul "normale" Wi-Fi che possono contribuire a ridurre l'egemonia dei soliti telecom-potenti. Se facciamo in modo che queste iniziative riescano a tenersi per mano l'una con l'altra, forse qualcosa di buono si fa.

Coraggio.

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