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Anche Vuze che ce l'ha con Comcast
Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
sabato 17 novembre 2007

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Vuze, un distributore di contenuti video in rete, non digerisce proprio la politica di Comcast. Perché Vuze, di BitTorrent, ci vive. E gli scatena contro un'altra canizza, che va ad aggiungersi a quelle già in corso

 
 

Roma - L'ultradiscusso provider Internet d'oltreoceano, Comcast, è al centro di una serie di polemiche. Oltre ad aver raccattato una denuncia, scaturita in class action, da parte di un cliente adirato per il mancato funzionamento di alcuni programmi di file sharing, si vede attaccata da Vuze, produttore di contenuti multimediali online.

Vuze, infatti, per distribuire i propri contenuti utilizza proprio BitTorrent. Il che significa che non può raggiungere alcun cliente di Comcast, vista la sempre negata ma poi comprovata azione di filtraggio che il tenace provider mette in atto, mascherandola da "network management".

Così, mercoledì scorso Vuze ha provveduto a inviare una petizione alla FCC, chiedendo di creare regole che impediscano, a Comcast come a qualsiasi altro provider, di porre in atto politiche contrarie alla Network Neutrality. Precisamente, il produttore multimediale "lamenta che Comcast, il secondo maggiore fornitore di connettività degli States, con circa 13 milioni di abbonati, sta attivamente interferendo con la capacità degli utenti di accedere a contenuti legittimi, trasferiti con protocolli P2P come BitTorrent e Gnutella", spiega eWeek.

"È ora di cogliere i cambiamenti di rotta nel consumo di entertainment che stanno avvenendo", dice Gilles BianRoa, CEO di Vuze, in un comunicato. "Il rapido incalzare della convergenza tra intrattenimento e industria di Internet ha reso possibile la consegna di video ad alta qualità e queste tattiche di manipolazione rappresentano freni alla crescita se gli ISP resistono agli inevitabili cambiamenti", ha concluso.

Nel testo della petizione inviata, tra l'altro si legge: "Mentre Comcast ha apparentemente giustificato le sue azioni come una sorta di legittimo «network management» o mero «traffic shaping», Vuze ritiene che tali tentativi, esagerati e clandestini, di interferire con il traffico - a prescindere dalla legittimità dei contenuti o allo specifico impatto sulla rete - non possano definirsi «network management»".

Un altro ostacolo, dunque, si erge sulla strada di Comcast, essendovi ormai grande evidenza di un atteggiamento - perché tale può definirsi, più che politica aziendale - salito più volte all'attenzione dei media in tutto il mondo.

Marco V. Principato

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