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Data Robotics, Inc. costruisce un dispositivo di storage difficile da definire un semplice box esterno per dischi in RAID: è molto di più.
{mosgoogle right}Considerando il prezzo a cui la casa lo commercializza, 499 dollari statunitensi, si potrebbe dire che li vale tutti e anche di più: Data Robotics Inc., questo è il nome del produttore, ha concepito un prodotto con l'obiettivo di superare la maggior parte dei limiti degli altri suoi simili: DROBO. Molti siti ne hanno parlato, su Engadget addirittura è stato provato, scoprendone pregi e difetti.
Il box, neanche troppo ingombrante (misura appena cm 15,24 x 16 x 27,2 ) può offrire fino a 2.5 TB - due Terabyte e mezzo - di spazio disco: non è davvero poco. Ma cominciamo con il dare un'occhiata al Data Sheet, dal quale già si può capire di cosa si parla.
DROBO, per l'utilizzatore finale, si impiega come un normale box disco esterno, con interfaccia USB 2.0. Occorre poi installare l'applicativo di gestione, fornito dalla casa, attraverso cui si gestiscono tutte le sue funzionalità e tutte le operazioni sistemistiche come formattazione, suddivisione in partizioni e, soprattutto, il monitoraggio delle risorse.
 Monitoraggio spazio
 Monitoraggio avanzato
 Parte delle shermate di gestione
Il fondamentale punto di forza di questo apparato è quello di garantire la disponibilità dei dati anche in caso di guasto di uno o più hard disk (ne contiene fino a 4), a seconda di come è stato configurato. Viene istintivo pensare al RAID, ma DROBO non lo utilizza: impiega al suo posto una tecnologia proprietaria, in grado di assicurare un grado di protezione ancora maggiore.
Questa soluzione è consigliabile per chi ha:
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necessità di salvaguardia dei dati per motivi di riservatezza: infatti, al pari di un box esterno, si stacca e si asporta dal luogo di impiego;
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necessità di tutela dei dati dai danni causati da incidenti quali furto o incendio, sempre staccandolo e asportandolo;
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necessità di una disponibilità prossima al 100% dei dati contenuti: la tecnologia proprietaria, oltre a garantire la sicurezza dei dati mediante ridondanza, evita all'utente di occuparsene del tutto svolgendo in proprio e automaticamente tutte le operazioni di ottimizzazione, compresa la deframmentazione.
Interessante il confronto svolto da Engadget, rispetto ad un apparato RAID 5 tradizionale, che traduciamo per voi:
Setup
RAID 5 - Sono necessari 3 o più unitù a disco (alcuni apparati consentono l'uso di dischi di diversa capacità, ma il più piccolo sarà quello che determinerà le dimensioni finali: due dischi da 300 GB e uno da 20 daranno un disco da massimo 40 GB).
Drobo - Da 1 a 4 dischi supportati: almeno due per la ridondanza.
Installazione
RAID 5 - I dischi sono in genere alloggiati in appositi caddy, in qualche modo assicurati alla struttura. Vengono spesso offerti diversi protocolli di dialogo della struttura RAID con il computer utilizzatore, compreso eSATA, USB 2.0, FireWire, addirittura il NAS.
Drobo - I dischi sono semplicemente infilati nella struttura "nudi", così come sono, e bloccati da un apposito meccanismo. Purtroppo il DROBO lo si connette solo con la USB 2.0.
Ridondanza e disponibilità
RAID 5 - esegue il block-level striping con parità spanning. L'array non è al corrente di alcun contenuto, pertanto nulla di "intelligente" può esser fatto con lo spazio libero.
Drobo - Il pool di storage virtuale è ridondante, ma è a conoscenza dei dati contenuti nei vari blocchi fisici, il che permette di utilizzare blocchi liberi (pur lasciando che appaiano come tali, n.d.t.) per fare backup automatici di settori a rischio, nel caso in cui i relativi blocchi dovessero diventare illegibili. (Un beneficio derivato dalla scelta progettuale di essere al corrente del contenuto di ogni blocco offre, come vantaggio collaterale, quello di avere l'indicatore esterno a LED progressivo della capacità del disco)
Perdita di capacità per ridondanza
RAID 5 - Uno dei dischi viene sacrificato (ovvero 4 dischi da 250 GB daranno una unità RAID da 750 GB)
Drobo - Spazio del disco più grande (2 dischi da 250 GB e 2 dischi da 500 GB daranno un array da 1 Terabyte).
File systems
RAID 5 - Qualsiasi
Drobo - HFS o NTFS. (C'è un limitato supporto al FAT32, da aggiornarsi in futuro)
Guasto
RAID 5 - Se un disco "muore" l'array va "a rischio" e verrà ricostruito (funzione rebuild) appena lo sostituite. Si può essere o meno in condizione di usare l'array durante il rebuild, dipende dal produttore. Oppure: qualora un disco inizi a scrivere dati errati, essi possono rimanere tali e l'unica ancora di salvezza resta il solito vecchio backup.
Drobo - Se un disco "muore", anche DROBO va in modalità rebuild, ma i dati sono ancora protetti. A seconda di quanta capacità state usando, se c'è abbastanza spazio il DROBO riesce ad assicurare la totale ridondanza anche in questo caso (di nuovo, grazie alla "consapevolezza" sul contenuto dei singoli blocchi disco). Se tale spazio manca, anche DROBO sarà a rischio, comunque, appena inserito un disco nuovo, il rebuild si avvierà, mantenendo la totale disponibilità dei dati.
Aggiornamenti (ingrandimento di capacità, n.d.t.)
RAID 5 - Occorre fare un backup totale del contenuto e sostituire l'intero gruppo di dischi per alzare la capacità (ovvero, niente "riciclaggio" di dischi).
Drobo - Libertà assoluta: anche un disco per volta. Se avete spazi liberi nel DROBO, basta inserirvi un disco e diventerà immediatamente disponibile. Se non avete altri spazi liberi, scegliete il più piccolo tra i dischi già presenti e sostituite quello, fino a raggiungere la capacità che vi occorre. Il limite è solo delle capacità dei singoli dischi.
Un'ultima nota, per chi non se la sente di leggere in inglese: il prezzo, sul sito, c'è scritto, eccolo, in basso a sinistra:
 Prezzo sul sito
Bè, dovrebbe valere la pena di pensarci: noi stessi lo stiamo facendo...
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