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FBI: operazione Bot Roast II
Scritto da Sara Polizzi Anderson (Londra - UK)   
lunedì 03 dicembre 2007

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Il Bureau d'oltreoceano fa il resoconto della seconda manche dell'operazione, tesa a individuare e reprimere i reati commessi tramite le Botnet.

 
 

Londra - Sono le 10 di sera. Sapete cosa stanno facendo i vostri ragazzi online? La risposta, si spera, non sarà stanno attirando l'attenzione dell'FBI in quanto stanno operando una botnet internazionale che ha infettato milioni di computer e sottratto circa 25 milioni di dollari da conti in banca di vittime ignare.

Così esordisce NewsFactor, informando che proprio questa è la strabiliante notizia recapitata ai genitori di un diciottenne neozelandese, identificato solo dal suo identificativo online, "Akill". Il giovane è stato interrogato dal FBI, nel corso di una collaborazione con le Autorità della Nuova Zelanda, per conoscere quale fosse il suo ruolo nella botnet "A-Team". Se la polizia procederà con la denuncia, per il giovane, al momento rilasciato senza formalizzare accuse, si prospettano 10 anni di prigione.

Con questo e molti altri dati simili, FBI ha cercato di ripetere il successo della precedente analoga operazione e tira le somme di questa nuova iniziativa, alquanto vasta, nella quale sono stati colti in flagrante diversi individui, impegnati in attività non certo trasparenti.

"Oggi le botnet sono le armi scelte dai cybercriminali", dice Robert S. Mueller III, direttore dell'FBI. "Nell'operazione Bot Roast II, abbiamo esaminato le diverse e complesse nature dei crimini commessi tramite botnet. Nonostante la sfida sia davvero grande, continueremo in modo estremamente aggressivo a cercare di individuare i responsabili di azioni che si abbattono su utenti Internet ignari di tutto", ha concluso.

 
 

Fermo restando il buon proposito del Bureau, va precisato che non tutti si dicono convinti dell'efficacia e, soprattutto, della precisione delle sue stime. FireEye Inc., leader nella protezione globale anti-botnet, stima attualmente nel mondo 150 milioni di computer infettati da botnet e impiegati da gang criminali per le loro losche attività, compreso il furto di identità e transazioni online fraudolente, riferisce Net Security.

I risultati dell'operazione, dunque, stanno avendo in queste ore ampia risonanza. James E. Finch, Assistant Director della Divisione Cyber di FBI, raccomanda: "Avvertiamo ancora una volta il pubblico che chiunque può giocare un ruolo importante nell'ostacolare l'attività delle botnet. Mettere in pratica abitudini comportamentali improntate alla sicurezza sul proprio computer, come il mantenere aggiornato il software antivirus, installare un firewall, evitare di impiegare password semplici e, in generale, adottare politiche accorte di gestione e trattamento delle email sono tutte azioni fondamentali, tanto quanto lo è il montare serrature su tutte le porte e finestre di una casa. Se non si adottano questi accorgimenti le botnet, e con esse ogni possibile attività connessa, comprese quelle di possibile stampo terroristico, continueranno a proliferare".

Sara Polizzi Andreson

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