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IPv6: i grandi si muovono e i piccoli seguiranno
Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
lunedì 15 ottobre 2007

IPV6

Alcune tra le più grandi telco stanno riorganizzando le reti per migrare verso IPv6. Nel frattempo i piccoli dovranno cominciare a studiare per aggiornare hardware, software, strutture e modalità operative

Roma - Che la rete IPv4 in ambito Internet sia agli sgoccioli, ormai è noto da tempo. Già all'inizio di agosto vi sono stati chiari segnali in direzione dell'approssimarsi del passaggio alla nuova rete. Verso la metà di settembre MVPNetwork ha inserito nella propria area didattica un documento utile a offrire spunti per cominciare a capire e a progettare un minimo di deployment.

IPv6Leggendo le notizie in Internet si possono rilevare nuovi ulteriori segnali di progresso verso IPv6: le grandi telco iniziano a muoversi e Internet2 avanza a passi da gigante. La circostanza ormai è tale da non poter più girare le spalle, non tanto per l'efficienza della rete quanto per l'approssimarsi dell'esaurimento dello spazio di indirizzamento. Questo fenomeno, inasprito dal proliferare - a volte incontrollato - di nuove realtà che si affacciano in rete ogni giorno, comincia a destare l'attenzione per gli effetti di deadlock (una sorta di blocco mortale) che potrebbero ingenerarsi di fronte al rifiuto di assegnare ulteriori nuove classi di indirizzi a nuove realtà. Immaginando una start-up che stia avviando la propria attività imperniata sulla presenza in rete, la mancanza di un'ampia disponibilità di indirizzi creerebbe serie difficoltà, rendendo il mercato della connectivity resale (la rivendita di connettività) instabile e imprevedibile.

Verizon HQPer questa ragione, aziende di classe enterprise come Verizon si stanno organizzando con ritmo serrato: la sua divisione business, che molti immaginano confinata oltreoceano, è invece presente anche in Italia e con servizi di tutto rispetto (salvo la traduzione integrale del sito, ancora non completata ma di marginale importanza, come a questo punto risulta evidente). Secondo Telecoms Europe, infatti, l'azienda porterà a compimento la totale transizione entro 18 mesi, completandola per il Nord America entro il 2008 ed espandendola all'area EMEA (Europe Middle East Area) nell'arco del 2009.

 
 

Dalla segnalazione di Telecoms Europe emerge anche che la scelta strategica operata da Verizon ricade perfettamente nei suggerimenti presentati dal documento di studio presente su MVPNetwork: opererà inizialmente in modalità dual-stack, cioè farà convivere i due sistemi, per poi progressivamente abbandonare IPv4. È certamente impegnativo affrontare un cambiamento così radicale, specie in certe realtà dove l'operatività praticamente real-time non consente soste; tuttavia la circostanza si avvicina a passi da gigante e non può più essere trascurata.

A mitigare le difficoltà entrano in gioco, comunque, nuove opportunità e nuove caratteristiche, finora mai potute vedere o supporre: in questo documento (PDF, inglese), scritto da Thomas C. Schmidt dell'Università di Scienze Applicate di Amburgo, oltre alle prospettive presenti e future vi è una interessantissima serie di spiegazioni e illustrazioni, che darà modo di comprendere ancora più a fondo sia l'inesorabilità che l'utilità del passaggio a IPV6.

Chi è interessato a seguire da vicino, invece, il lavoro di un gruppo volontario che si prodiga per sviscerare tutto il possibile nel rapporto tra IPv6 e il mobile business, contribuendo alla nascita della nuova rete, può consultare il sito del Nautilus6.

Marco Valerio Principato

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