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IPv6: i Warning si susseguono
Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT)   
mercoledì 31 ottobre 2007

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IPv6: gli avvisi continuano, e provengono da molteplici fonti. Lampante l'invito a tutti i CIO, Network Manager, Capi Divisione, Capi Area, Responsabili di rete e chiunque se ne occupi a NON VOLTARE LE SPALLE

 
 

Roma - Scrivo in prima persona e abbracciando con la prima persona plurale tutti coloro che fanno informazione, indistintamente, per sdrammatizzare: ce la stiamo mettendo tutta, cerchiamo di parlarne spesso, in modo da far ronzare il concetto nelle orecchie sia di chi comanda che di chi agisce: IPv4 è vicino alla pensione, con decreto d'urgenza siglato da sua Maestà la TECNOLOGIA!

Il tono scherzoso, utile per riaccendere il sorriso, non deve però far sorridere e girar le spalle: il fatto è reale, concreto e pressante. L'ho scritto stamane su Punto Informatico, tra le più autorevoli fonti in rete, raccontando dell'invito, giunto stavolta anche da RIPE (che ci riguarda più da vicino, quindi), a saltare sul treno di IPv6; ne abbiamo parlato qui, dimostrando che i grandi cominciano a organizzarsi già adesso, come pure abbiamo riportato qui stesso di altre realtà, come quella dell'India, che grazie a un quotidiano locale ha ammesso di star dando un esempio non certo brillante.

Basta farsi un giro su Google o, meglio, inserire tra i propri feed preferiti questo feed automatico, che cerca "IPv6" su tutte le fonti di MoreOver. Da cui, tra le prime, esce subito fuori PCPro, inglese, che si tiene nel mezzo e pone il 2010 come limite massimo. Non c'è che l'imbarazzo della scelta per aggiornarsi al riguardo.

Non salti fuori il pierino che dice "cos'è IPv6?": severa bacchettata sulle mani e invito a leggere, per cominciare, Wikipedia. Le fonti ci sono, quante se ne vuole, finché IPv4 regge. Quando non reggerà più, sarà troppo tardi.

Non adagiamoci, a casa, sugli allori: chi non ha un modem ADSL in comodato d'uso o in affitto ma ha il proprio se ne deve interessare, e capire se richiede un aggiornamento per funzionare in IPv6. Lo stesso vale per le PMI.

Chi ha una grande azienda, indica subito una riunione con i responsabili di settore e i fornitori di connettività, fissando i punti salienti della questione. Chi dirige un Ente, un Organismo dello Stato, una struttura di rilievo della Pubblica Amministrazione, faccia ugualmente attenzione: essere impreparati può costar caro, esporre a cattive figure e, soprattutto, dare ai cittadini l'ennesimo motivo per criticare.

Muoviamoci in anticipo, non arriviamo all'ultimo momento, è un lusso che nessuno si può permettere. Per una volta, facciamoci trovare PRONTI. Coraggio!

MVP

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