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Professione SEO: l'onesta' paga
Scritto da Sara Polizzi Anderson (Londra - UK)   
lunedì 07 gennaio 2008

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Ci sono almeno sette tecniche di ottimizzazione che Google ha smascherato. Se ulteriormente seguite, non faranno che punire chi le sfrutta


Londra - Cambiamenti in vista per chi, nello svolgere il proprio lavoro di SEO (Search Engine Optimization, quelle persone che offrono i propri servigi per ottimizzare i siti in modo che siano presenti al meglio nei motori di ricerca), ha fatto pesante affidamento su alcune tecniche.

 
 

Ci sono almeno sette cose che dovranno essere messe al bando. Per scoprirle, è stato sufficiente leggere, farsi prendere dalla curiosità e "gironzolare" sui siti giusti. Eccole qui, le indica anche Copybrighter:

1. Link reciproci

A maggio del 2007 chi ha fatto affidamento sui link reciproci ha iniziato a piangere, vedendosi un bel -30 appioppato da Google, con serie minacce al business. Fine dell'avventura: d'ora in poi, link veri.

2. Funzione "site:*** -sljktf" per avere risultati supplementari

Era una funzione utile per trovare quelle pagine poco considerate che richiedevano interventi di miglioria. Naturalmente la funzione è stata abbondatemente usata anche dai disonesti. Finito anche questo: i risultati supplementari ora sono uniti all'indice principale. Fine del trucco.

3. Link alle/dalle mega-directory

Finito anche questo trucco: acquistare tali link dalle megadirectory costruite apposta per quello scopo è stato scoperto. Lo scorso anno molti siti che avevano link con directory di basso profilo, costruite artatamente, hanno visto il loro Pagerank precipitare.

 
 

4. Traffico di link e reti di link (link networks)

The end, anche qui. Fino a poco tempo fa si poteva alzare il telefono e chiamare un broker, dotato di Pagerank alto, per far salire il proprio. Ora, chi lo fa è sotto il fuoco di Google: se lo si fa, lo si dovrà fare in gran segreto, perché Google non intende subire.

5. Reti di blog con post sponsorizzati

I cosiddetti blogger Pay-per-post sono stati pizzicati. Chi vuole continuare a farlo dovrà agire con molta circospezione e cautela per apparire candido come una colomba. Altrimenti... !

6. Offrire più risultati nella stessa pagina con i sottodomini

Tecnica anche questa ormai scoperta e punita, da quando Google ha annunciato che avrebbe esposto non più di 2 risultati se presenti in più sottodomini. Sembra che facendo ricerche qualche azienda ancora se ne avvantaggi, ma non c'è da contarci. [Nota: Nick Wilsdon ha chiarito questo aspetto ed ha fornito questo link su come Google tratta i sottodomini].

7. "Blue Links"

Avere 10 risultati in tutta la sfera delle ricerche (testo, immagini, video, news, eccetera) sembrava portasse un certo incremento di ranking. Ora, con la ricerca universale, questo non vale più. Si privilegia la qualità, piuttosto che la quantità di link.

Detto ciò, non resta che ribadire il concetto che i (pochi...) professionisti SEO davvero onesti hanno sempre perso la voce a dire: scrivere contenuti di qualità, impiegando un linguaggio fluente, scegliere accuratamente i termini, offrire un contenuto fruibile, dare, insomma, un apporto tangibile alla comunità. Niente trucchi, niente link nascosti, niente liste enormi di parole chiave: sono tutti artifici che, prima o poi, puniscono chi li adotta.

Sara Polizzi Anderson

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