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Sprint licenzia 4 mila persone | Sprint licenzia 4 mila persone |
| Scritto da Alessandra Pallavicini Castelli (Milano - IT) | |
| lunedì 21 gennaio 2008 | |
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Una sterzata improvvisa da parte di uno dei maggiori operatori di telecomunicazioni degli Stati Uniti mette a rischio migliaia di posti di lavoro e chiude diversi store. Precipitano le azioni Milano - Sprint Nextel, uno dei maggiori operatori TLC degli States, venerdì scorso ha visto precipitare le proprie azioni dopo l'annuncio del taglio di 4 mila posti di lavoro e la chiusura di 125 negozi. La vicenda avrebbe origine da un forte calo nella quantità di clienti, secondo quanto riferisce The Anniston Star. La riduzione del parco clienti si attesterebbe sul 25 per cento, una quota che ha spinto gli analisti a indicare valori di licenziamento e chiusure anche maggiori, nell'intento di mantenere sufficienti energie finanziarie per competere con altre aziende del calibro di AT&T e Verizon Wireless. Il risultato atteso è quello di ridurre i costi del lavoro da 700 a 800 milioni di dollari entro il 2008. Il calo di potenza finanziaria, secondo molte fonti, trae origine dalla scelta di molti clienti, che hanno preferito un rapporto tradizionalmente non fedele, come quello derivante dalle carte prepagate. Ciò, secondo le banche, porta una clientela il cui apporto alle casse è sostanzialmente instabile e priva l'azienda di quell'affidabilità economica richiesta dagli istituti di credito per erogare i continui finanziamenti di cui ha bisogno. Jeff Kagan, un analista di Atlanta, è convinto che l'iniziativa sia un primo passo che renda possibile l'arresto della discesa, un primo gradino da percorrere per coronare gli sforzi compiuti da Dan Hesse, da poco subentrato alla direzione del gruppo. "Nessuna delle mosse fatte sinora in due anni ha portato oro", dice Kagan. "Dan deve capire cosa non va e risolvere. E deve farlo alla svelta", ha tuonato minaccioso. Walter Piecyk, di Pali Research, dice invece che l'azienda farebbe bene a rinnovare il proprio consiglio direttivo, in quanto secondo lui non ha saputo guidare correttamente l'azienda nell'acquisizione di Nextel, né ha sviluppato alcun piano realistico per mantenerla "in binario". "Qualsiasi pianificazione sarebbe un miglioramento", dice Piecyk. "Debbono concentrarsi sullo stato di fatto e mettere in atto cambiamenti radicali nel loro piano di marketing. Al momento sono semplicemente un operatore 'ci-sono-anche-io' ". La vicenda, pur tenendo presente che le reazioni americane alla perdita di un lavoro sono diverse da quelle europee e in particolar modo da quelle italiane, ha sollevato un vespaio. Quattromila posti sono comunque molti e la chiusura di 125 negozi rappresenta, comunque, anche un calo di presenza e conseguentemente di vendite. Alessandra Pallavicini Castelli |
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