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USA, il Governo blocca la Internet Tax | USA, il Governo blocca la Internet Tax |
| Scritto da Marco V. Principato (Roma - IT) | |
| lunedì 29 ottobre 2007 | |
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Il Governo USA approva una moratoria di SETTE ANNI al blocco della Legge dello Stato sulla Internet Tax. Qualcuno vorrebbe farla proprio sparire, e non è detto non ci riesca Quasi a voler assestare un contraccolpo al recente DDL sull'editoria, provvedimento tutto italiano molto contestato e, forse, rivisto, il Senato statunitense sta invece lavorando su una ulteriore moratoria, della durata di sette anni, grazie alla quale il balzello americano, simile per alcuni intendimenti a quello nostrano, non avrà applicazione. Lo hanno riferito Venerdì scorso l'Agenzia Reuters e molte altre fonti, spiegando che il provvedimento preesistente di blocco, chiamato Internet Tax Ban, era a pochi giorni dalla data di scadenza. Dopo lunghe discussioni in Senato, tra chi proponeva una più vicina expiration date e chi premeva per rendere il ban pemanente, l'accordo è stato trovato su un periodo di sette anni. "Mantenendo l'Internet priva di tasse ed economicamente abbordabile, il Congresso può incoraggiarne l'uso per l'insegnamento a distanza, il commercio e altri importanti servizi", dice il Senatore Ted Stevens, dell'Alaska, in un comunicato. Il provvedimento arriva, dunque, dopo la già approvata, preesistente estensione di quattro anni al ban sulla tassa. Le Camere dovranno ora lavorare sulle proposte per giungere ad un testo unanimemente condiviso, da portare alla firma del Presidente Bush. Questi, Venerdì scorso, aveva indicato la proroga del blocco sulla Internet Tax tra i provvedimenti che il Congresso non era ancora riuscito a gestire. "Desidero evidenziare al Congresso l'opportunità di mantenere Internet priva di tasse - e di portare sulla mia scrivania un provvedimento al riguardo che possa firmare", ha detto il Presidente Bush. Il blocco alla tassa è in vigore negli Stati Uniti fin dal 1998, rinnovato nel 2004 per tre anni e in scadenza per il prossimo 1 Novembre. Gli ISP statunitensi hanno fatto sapere che, qualora fosse stato permesso al ban di scadere, il prezzo generico dell'accesso a Internet avrebbe potuto lievitare anche del 17%, in alcuni casi. L'area repubblicana si è dichiarata a favore dell'eliminazione permanente, mentre quella democratica si è posta su posizioni contrarie, accorciandone il periodo di validità. Marco Valerio Principato |
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