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Google e sicurezza: analisi
Scritto da MVPNetwork Staff   
lunedì 04 giugno 2007

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BigG sta espandendo moltissimo il proprio raggio d'azione. Ma ne risente la sicurezza: un'approfondita analisi di Dan Goodin che scrive per TheRegister.

Su TheRegister è stato pubblicato un'approfondita analisi di Dan Goodin, che parte dall'esame dell'applicazione Google Desktop Search.

Questa, infatti, «risulta vulnerabile ad un attacker determinato, che abbia intenzione di far girare un qualsiasi programma sulla macchina della vittima, agendo a distanza. Questa vulnerabilità è una delle almeno quattro viste la scorsa settimana a dimostrazione che anche il Re delle ricerche, nonostante la sua "aura divina" di cui si compiace nel distribuire software accattivanti, nell'universo della sicurezza è un comune mortale», recita l'introduzione di Dan Goodin.

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Continua a tuonare Dan Goodin: «Il rischio di collegare tra loro software che girano sul PC come Google Desktop Search e altri tipi di servizi Web è molto elevato, come sostiene Robert Hansen, un ricercatore in campo di sicurezza (ed ex hacker, n.d.t.), che ha scritto una dettagliata documentazione su come sfruttare tale vulnerabilità. Un altro grosso rischio è dato dal metodo con cui Firefox aggiorna la Google Toolbar e molti altri add-on.»

L'analisi cita poi diverse altre scoperte in campo di sicurezza, facendone rilevare la pericolosità. Google, dal canto suo, asserisce di prendere sul serio il problema della sicurezza: sembrerebbe che proprio per questo abbia recentemente acquisito aziende operanti in tale campo. Tuttavia, dopo altri accurati riferimenti a notizie regolarmente documentate nel campo degli exploits di sicurezza, Dan Goodin raccomanda agli utenti di considerare Google per quello che è il suo vero "core business", cioè un motore di ricerca e un'azienda che vende pubblicità: ogni altro campo d'azione, per certi versi, è "out of core business" e, quindi, foriero di rischi.

Dal nostro punto di vista, non possiamo che cercare di ragionare sempre con il nostro cervello e mai bere tutto ciò che ci propinano i media, Internet compresa. Un esempio? Google Toolbar è tanto carina e comoda: ma ricordiamoci che, quando gli lasciamo indicare il Pagerank di una determinata pagina, inevitabilmente essa deve comunicare a Google la URL che stiamo visitando. E se su Google ci siamo aperti un account, sia esso di Gmail o di qualsiasi altra cosa, probabilmente saremo "loggati" (ovvero, sulla toolbar il cerchietto sulla destra, accanto a "Impostazioni", sarà verde). A quel punto, inevitabilmente Google saprà che siamo proprio noi a star visitando quel sito. A buoni intenditori...

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