• Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  

MVPNetwork

  
The Most Valuable Pages Network: informazione e formazione nelle tecnologie
giovedì
9 feb
 
Home arrow Tecnocronaca arrow Spotlights arrow iPod e il noleggio film in Europa
 
iPod e il noleggio film in Europa
Scritto da Sara Polizzi Anderson (Londra - UK)   
lunedì 21 gennaio 2008

Image

Il big di casa Apple, dopo aver introdotto il noleggio di film negli States per l'iPod, ha annunciato l'espansione del servizio agli altri mercati. Ma c'è qualche ostacolo


 

Steve Jobs presenta iPod in Europa

Londra, UK - Tentare di penetrare il mercato europeo con un'altrettanto europea versione del servizio noleggio film di iTunes, da poco annunciato, con l'obbiettivo di consentire agli utenti di vedere film o show TV nei propri ricevitori televisivi, sarà tutt'altro che cosa facile.

Apple dovrà confrontarsi con ostacoli legali e normativi, questioni di copyright, conflitti di pianificazioni e difficoltà di ordine tecnologico. Tutto questo fa dell'Europa un puzzle di nazioni individuali, ciascuna con le proprie regole e la propria realtà, piuttosto che un singolo mercato, come vorrebbe l'UE.

 
 

"La più grande sfida che abbiamo è proprio la struttura del mercato", ha detto Kevin Obi, senior VP presso NBC Universal a Londra, che ha concesso in licenza numerosi contenuti a diversi servizi online di video-on-demand. Proprio per le difficoltà di creare servizi in grado di attraversare senza difficoltà i confini delle nazioni, molti di coloro che operano nel mercato del noleggio o del download - legale, s'intende - preferiscono concentrarsi su un singolo mercato nazionale, o al massimo un gruppo ristretto. È questa la scelta di MK2, che possiede teatri in Francia, o di Lovefilm, un'azienda che affitta DVD in Bretagna che ha allargato i propri orizzonti verso il download. Oppure, Glowria, un'attività simile che si svolge in Francia.

Lo scorso mese Microsoft ha completato l'espansione del servizio di download di film per gli utenti della Xbox 360, aprendo al pubblico la medesima possibilità in Bretagna, Francia, Germania e Irlanda. Tutto ciò ben un anno dopo l'avvio del servizio negli Stati Uniti.

La Commissione Europea, braccio esecutivo dell'Unione, ha avvertito che esistono significative barriere allo sviluppo della distribuzione digitale dei media nei 27 paesi membri. Il Commissario Viviane Reding, che svolge supervisione sui media, ha annunciato che verso metà dell'anno proporrà metodi per rendere più semplice la vendita di media online, compresa quella svolta oltreconfine.

"L'Europa soffre di frammentarietà nel sistema delle regole che governano la gestione dei contenuti mediatici. Vi è assenza di chiarezza e di norme a favore dei consumatori per accedere a contenuti protetti oltreconfine. Vi sono anche seri dissidi tra i detentori dei diritti, su questioni fondamentali", ha detto il Commissario Reding in un comunicato, con riferimento alla copia dei contenuti digitali.

Uno dei problemi evidenziati dal Commissario è il bisogno dei distributori e produttori di assicurare una licenza individuale ad ogni prodotto, in ogni paese in cui è previsto sia venduto. La Commissione ha fatto sapere, dunque, che esaminerà i possibili metodi per sostenere i detentori di diritti, compresi gli stabilimenti cinematografici e le case discografiche, nel creare licenze multiterritoriali.

Gli intendimenti appena delineati, a Bruxelles possono apparire ben graditi a livello pan-europeo, ma non altrettanto potrebbe essere nelle singole capitali, in particolare nelle nazioni più piccole dove potrebbero essere vissuti come attentati all'integrità delle industrie locali.

I legislatori europei, le compagnie cinematografiche, i fornitori di servizi di telecomunicazioni e le società o enti di esazione di diritti hanno combattuto per anni nella battaglia sul metodo di assegnare la famosa "licenza" per la musica digitale in Europa. Alcuni artisti e alcuni politici, ad esempio, hanno contestato gli indirizzi della Commissione un paio d'anni fa, con i quali si intendeva facilitare l'assegnazione delle licenze ai brani musicali richiedendo agli aventi diritto all'esazione, di solito parte di un meccanismo di monopolio nazionale, di competere tra loro oltreconfine nazionale.

 
 

Un'altra difficoltà aleggia in Europa, ed è il sistema delle "uscite cronologiche" dei film, schedulate in diverse finestre temporali a seconda del formato, dal cinema al DVD, alla Pay-TV e, infine, alla TV. Queste finestre temporali variano molto da paese a paese. In Bretagna, ad esempio, un capolavoro di Hollywood è in genere presentato in contemporanea con l'America, o subito dopo. Negli altri paesi, però, spesso vi è un intervallo di tempo nel mezzo, lungo a volte mesi.

Alcuni "studios", come Warner Brothers, per via di un accordo con la Belgacom, hanno sperimentato l'uscita contemporanea di film su DVD e su circuiti Video On Demand. Altrove, Francia compresa, vi è invece un lasso di tempo notevole tra i due mezzi di uscita.

In tutto ciò, Apple non ha voluto rilasciare dichiarazioni circa i propri piani per l'avvio del servizio in Europa.

Ma l'azienda è già pratica più di altre con gli intrighi del sistema di licenze europeo, avendo recentemente goduto di un'indagine da parte della Commissione Europea sulle politiche dei prezzi praticati dal porprio iTunes Store. Apple ha recentemente acconsentito alla diminuzione dei prezzi, nella versione inglese di iTunes, ai livelli della "zona Euro" ma ha biasimato le case discografiche per la discrepanza.

Nonostante le sfide che Apple ed altri dovranno affrontare, la Commissione Europea prevede che i profitti derivanti dalla vendita di contenuti creativi, compresi film, musica e videogiochi crescerà a 8,3 miliardi di Euro nel 2010 dagli 1,8 miliardi del 2005.

Potranno trarre grande beneficio dalla questione gli esperti locali, che possano aiutare Apple e l'indotto che vi ruota intorno a negoziare sui campi minati rappresentati dal settore legale e normativo.

Nick Thomas, analista dell'industria dei media in Europa presso JupiterResearch a Londra, dice "Se siete avvocati specializzati in proprietà intellettuale, sarà probabile che guadagnerete molto nei prossimi anni".

Sara Polizzi Anderson
(via NYTimes)

Condividere questa pagina su:
Digg!Segnala su Segnalo.com!Segnala su OK Notizie!Del.icio.us!Google!Live!Technorati!Furl!Yahoo!
 

 
 

In tecnocronaca

La storia della guerra dei formati continua: e sono i grandi player, quelli con i fatturati a tanti zeri, a spingere il mercato. Da che parte? Ve lo dice Wal-Mart, il più grande. Che inizia da subito a imporre


Tocca stavolta al Pakistan, dove il trailer di un film di prossima uscita in cui la religione verrebbe dipinta come fascista e violenta contro donne e omosessuali desta l'attenzione delle autorità. YouTube bloccato, fino a nuovo ordine


Secondo un analista di Bank Of America vi sono ragionevoli indicazioni per ritenere che il nuovo iPhone possa uscire a giugno. Secondo altri, in concomitanza con l'uscita della versione 2.0 del firmware


 
 

Google Immagini


Immagini tra i volti:


Immagini nelle news: