Tempo di lettura: 2 minuti – Matteo Gallegati, il content creator dietro al personaggio ormai estinto de Il Santone dello Svapo, non è più il testimonial del liquido e di tutti quelli simili della stessa casa. Una volta esaurite le scorte, cambia anche la confezione. Ma il gusto?
Uscito nell’estate 2020, il Poddone del Santone fu presentato come un liquido “al tabacco latakia e virginia” destinato – nomen omen – alle POD e ai dispositivi non rigenerabili, semplice, veloce da preparare, dal gusto facile e non impegnativo, poco aggressivo con le resistenze.
Poteva forse collocarsi in mezzo tra un Mexico e un Calliope DEA, con una nota liqueriziosa e una vena dolciotta vagamente alla mentuccia (non menta, attenzione) e all’anisetta che ne ammorbidivano la spigolosità della emulazione di tabacco, ricordando anche qualcosa del Maxx Blend di Flavorart.
Non era dolce come un RY-4, ma neppure secco come un Booms. Non era stucchevole come alcuni cremosi, non era noccioloso, non era acetilpirazinoso, lasciava la bocca pulita e aveva la caratteristica di farsi apprezzare e, in definitiva, svapare. La nota di colore è che di estratti di tabacco non ne conteneva neanche l’ombra: era un liquido di sintesi. Ne feci anche una degustazione pubblica sul mio (fu) canale YouTube Il Principato dello Svapo, di cui conservo ancora il video.
Quel che funzionò molto di quel liquido fu il piano di Marketing. Ne era testimonial Il Santone dello Svapo, al secolo Matteo Gallegati, personaggio mediatico oggi non più esistente e all’epoca molto in vista. Non a caso era stato chiamato “Poddone del Santone”.
Tuttavia, oggi il contratto di partnership tra il Gruppo Vaporart (di cui fa parte Enjoysvapo, il produttore del liquido) e Gallegati è terminato, per cui Gallegati non ne è più testimonial. Di conseguenza, le confezioni hanno continuato ad esistere come “Poddone del Santone” fino ad esaurimento scorte. Ora, però, l’azienda ha dovuto modificare la grafica del packaging ed eliminare sia la dicitura “… del Santone”, sia il suo volto stilizzato, rimuovendo la prima e sostituendo il volto con altro volto, diciamo così, anonimo.
Il problema è che, perlomeno per quanto concerne la mia personale percezione, non solo il gusto è cambiato, ma è anche cambiata l’aggressività: a quel che noto, sporca di più.
Sto esaurendo le mie personali scorte – e ne avevo perché, piacendomi, le avevo create – i cui flaconi sono già quelli successivi al cambio packaging ma il cui contenuto, a mio personale gusto, non è più uguale a prima e, infatti, non lo svapo più nell’Alpha di Luca Creations, come ho fatto sin dall’inizio per anni, bensì nel Rubik di MC2, unico atomizzatore in cui ancora mi piaciucchia.
Risultato finale: ho smesso di acquistarlo. A mia volta, ad esaurimento scorte è un liquido che non penso di continuare a svapare.
Possibile che sbagli io, possibile che dipenda da me, ma non mi piace più. Forse mi ha semplicemente stancato, può essere. Pazienza, il mercato offre tanto altro.
MVP
